Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20467 del 28/08/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 28/08/2017, (ud. 21/06/2017, dep.28/08/2017),  n. 20467

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – rel. Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17937/2016 proposto da:

L.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA COLA DI RIENZO

163, presso lo studio dell’avvocato PIETRO ASTA, che lo rappresenta

e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 69/21/2016 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 14/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 21/06/2017 dal Consigliere Dott. GIULIA IOFRIDA.

Fatto

FATTI DI CAUSA

L.L. propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (che si costituisce al solo fine di partecipare all’udienza di discussione), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio n. 69/21/2016, depositata in data 14/01/2016, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione separata di due distinti avvisi di accertamento sintetico, relativi, rispettivamente, al periodo d’imposta 2005 e 2006, – è stato accolto espressamente l’appello, proposto dai sig. L.L., avverso una delle separate pronunce della C.T.P., oggettivamente relative a distinti periodi d’imposta ma soggettivamente riferite al medesimo soggetto contribuente, ed è stato rigettato contestualmente il gravarne proposto dall’Agenzia avverso una terza sentenza, che vedeva come parte L.J., sorella dei sig. L.L..

In particolare, i giudici della C.T.R., dopo aver disposto la riunione e la trattazione unitaria, per constatata connessione oggettiva e soggettiva, dei due appelli proposti dai sig. L.L. avverso le due distinte sentenze della C.T.P., che, con motivazioni analoghe, aveva respinto i ricorsi precedentemente proposti avverso i due avvisi di accertamento relativi ai periodi d’imposta 2005 e 2006, hanno accolto il gravame del contribuente, esaminando esclusivamente le censure mosse, in relazione alla posizione Irpef dell’anno 2005. Il ricorrente documenta di avere presentato istanza di correzione materiale, avverso la sentenza n. 69/16, che si impugna in questa sede, respinta dai giudici della C.T.R. sul presupposto che, nella parte motiva della pronuncia, si faceva riferimento, non all’appello proposto avverso la sentenza n. 5267/33/14, riguardante l’Irpef per il 2006, bensì ad una diversa causa, più precisamente all’appello proposto dall’Agenzia avverso la sentenza n. 12991/31/15, di accoglimento del ricorso proposto da L.G., sorella di L., avverso l’avviso riguardante la rideterminazione del suo reddito Irpef per l’anno 2007.

A seguito di deposito di proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata fissata l’adunanza della Corte in Camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti; il Collegio ha disposto la redazione della ordinanza con motivazione semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorrente lamenta, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione di norme di diritto, in particolare art. 112 c.p.c., artt. 24 e 111 Cost., in relazione all’art. 360 c.p.c., non avendo i giudici della C.T.R. deciso l’appello proposto dal ricorrente L.L. avverso a sentenza della C.T.P. n. 5267/33/14, riguardante l’Irpef dell’anno 2006, essendosi pronunciati solo in merito alla diversa pronuncia della medesima C.T.P. n. 5268/33/14 relativa all’accertamento dell’anno 2005, con conseguente violazione anche dell’art. 24 Cost., sotto il profilo della denegata giustizia, nonchè dell’art. 111, per quel che concerne l’obbligo di motivazione dei provvedimenti giudiziari. Con il secondo motivo, il ricorrente censura l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, avuto riguardo al fatto che l’accertamento reddituale, per l’anno 2006, costituisce pur sempre un “fatto storico”, che il ricorrente ha espressamente contestato e che è stato oggetto di discussione tra;e parti, nonchè materia del contendere.

2. Il primo motivo di ricorso è fondato, con assorbimento del secondo.

Come chiarito anche dalla stessa C.T.R. nell’ordinanza definitiva n. 418/16, depositata il 05/04/2016, nel dispositivo della pronuncia impugnata si decide di uno solo degli appelli proposti dai sig. L.L., mentre si fa riferimento ad una causa diversa, vale a dire al gravame proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza n. 12991/31/15, che aveva accolto il ricorso di L.J., sorella del ricorrente, avverso l’avviso di accertamento Irpef dell’anno 2007.

I giudici della C.T.R., come evidente, non hanno dunque deciso l’appello proposto da L.L. avverso la sentenza della C.T.P. n. 5267/33/14, riguardante l’Irpef dell’anno 2006.

3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del primo motivo di ricorso, assorbito il secondo, va cassata la sentenza impugnata, con rinvio alla C.T.R. del Lazio, in diversa composizione. Il giudice del rinvio provvederà alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

 

La Corte accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. dei Lazio in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 21 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 28 agosto 2017

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