Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20454 del 06/10/2011

Cassazione civile sez. trib., 06/10/2011, (ud. 09/06/2011, dep. 06/10/2011), n.20454

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. BERNARDI Sergio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliati in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che li rappresenta e difende per

legge;

– ricorrente –

contro

R.C.;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del

Piemonte (Torino), Sez. 20, n. 02/20/05 del 10 marzo 2005, depositata

il 18 aprile 2005, non notificata;

Udita la relazione svolta nella Pubblica Udienza del 9 giugno 2011

dal Cons. Dott. Raffaele Botta;

Udito l’avv. Alessandro Maddalo per l’Avvocatura Generale dello

Stato;

Udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LETTIERI Nicola, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La controversia concerne l’impugnazione del silenzio rifiuto di una istanza di rimborso per IRAP, ritenuta non dovuta da un autotrasportatore privo di autonoma organizzazione.

La Commissione adita rigettava il ricorso, ma la decisione era riformata in appello, con la sentenza in epigrafe, ritenendo il giudice di secondo grado che non potesse applicarsi l’imposta ad un piccolo imprenditore che utilizzava per il proprio lavoro solo il mezzo di trasporto un computer e un cellulare.

Avverso tale sentenza l’amministrazione propone ricorso per cassazione con due motivi. Il contribuente non si è costituito.

Diritto

MOTIVAZIONE

Con i due motivi di ricorso, l’amministrazione contesta sotto diversi profili, violazione di legge e vizio di motivazione, la sentenza impugnata per aver escluso l’applicazione dell’imposta ad un piccolo imprenditore. Il ricorso non è fondato sulla base del principio affermato da questa Corte secondo cui: “In tema di IRAP, l’esercizio dell’attività di piccolo imprenditore (nella specie, tassista) è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata. Il requisito dell’autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza dell’organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, che chieda il rimborso dell’imposta asseritamente non dovuta, dare la prova dell’assenza delle predette condizioni” Cass. n. 21123 del 2010). Nel caso di specie il giudice di merito ha accertato in fatto l’assenza dell’autonoma organizzazione, con congrua motivazione.

Sicchè il ricorso deve essere rigettato. Non occorre provvedere sulle spese stante la mancata costituzione della parte intimata.

P.Q.M.

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 9 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 6 ottobre 2011

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