Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20450 del 30/07/2019

Cassazione civile sez. VI, 30/07/2019, (ud. 05/03/2019, dep. 30/07/2019), n.20450

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. LEONE Margherita Maria – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – rel. Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 12634-2018 proposto da:

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE (OMISSIS), in

persona del legale rappresentante in proprio e quale procuratore

speciale della SOCIETA’ DI CARTOLARIZZAZIONE DEI CREDITI I.N.P.S.

(S.C.C.I.) S.p.A. 05870001004, elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA CESARE BECCARIA 29, presso la sede dell’AVVOCATURA dell’Istituto

medesimo, rappresentato e difeso dagli avvocati CARLA D’ALOISIO,

ANTONINO SGROI, LELIO MARITATO, EMANUELE DE ROSE, GIUSEPPE MATANO,

ESTER ADA VITA SCIPLINO;

– ricorrente –

contro

MERIDIONALE IMPIANTI SPA, EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE SPA;

– intimate –

avverso la sentenza n. 419/2017 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 14/04/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 05/03/2019 dal Consigliere Relatore Dott. RIVERSO

ROBERTO.

Fatto

RILEVATO

CHE:

la Corte d’Appello di Catania con sentenza n. 419 del 2017 confermava la decisione del tribunale che in relazione al recupero della somma di Euro 667.010,74, pretesa dall’Inps a titolo di indebite agevolazioni contributive fruite da Meridionale Impianti S.p.A. per la stipula di contratti di formazione e lavoro, annullava l’opposta cartella per l’importo eccedente la somma di Euro di 113.555,00 ritenuto dovuto per superamento del limite de minimis per l’esercizio finanziario 1997 e 1998;

la Corte, per quanto ancora interessa, osservava che sulle somme dovute non fossero tuttavia dovuti gli interessi in quanto tutte le agevolazioni fruite dalla società in relazione a tutte le assunzioni con contratto formazione lavoro effettuate nel periodo di riferimento costituivano aiuti di Stato compatibili con le norme del Trattato CE, ricorrendo almeno una delle ipotesi derogatorie previste dai paragrafi due/tre dell’art. 87 del Trattato per come individuate dalla decisione 11 maggio 1999 della Commissione UE restando irrilevante l’eventuale ricorrenza dei presupposti di fatto per l’applicabilità del regolamento de minimis;

osservava pertanto che la pretesa dell’Inps a rideterminare la soglia de minimis nel caso in esame risultava inammissibile siccome in contrasto con il diritto comunitario alla stregua del quale tutti i benefici nella specie fruiti dalla società costituiscono aiuti di Stato compatibili con il mercato comune.

Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Inps con un motivo; Meridionale Impianti S.p.A ed Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. sono rimaste intimate.

E’ stata comunicata alle parti la proposta del relatore unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale non partecipata.

Diritto

RITENUTO

CHE:

con l’unico motivo di ricorso l’INPS deduce la violazione E. falsa applicazione degli artt. 87 e 88 del Trattato CE; della Decisione della Commissione dell’I 1 maggio 1999; della decisione della Corte di giustizia del 7 maggio 2002, C- 310/99; del D.L. 14 marzo 1994, art. 16 convertito in L. n. 451 del 1994; della L. 24 giugno 1997, n. 196, art. 15 (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3); sostiene l’Istituto che la Corte etnea aveva ritenuto di non poter riconoscere il diritto agli interessi sulle somme dovute dalla società a titolo di sgravi contributivi affermando che nel caso di specie fossero stati tutti riconosciuti come legittimamente fruiti; e che tale affermazione era in realtà erronea alla luce dei fatti di causa, così come accertati dal CTU, che avevano portato i giudici di merito a riconoscere come indebitamente fruiti gli stessi sgravi contributivi per un importo totale pari a 113.555,00 in riferimento al biennio 1997 e 1998;

il ricorso è fondato; in materia di indebite agevolazioni contributive fruite per la stipula di contratti di formazione e lavoro, il punto n. 122 della Decisione della Commissione Europea prevede che “La restituzione avviene conformemente alle procedure di diritto interno. Le somme da recuperare producono interessi a partire dalla data in cui sono state messe a disposizione dei beneficiari fino a quella del loro recupero effettivo. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell’equivalente sovvenzione nel quadro degli aiuti a finalità regionale”; il successivo art. 3 ribadisce che “L’Italia prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare presso i beneficiari gli aiuti che non soddisfano alle condizioni di cui agli artt. 1 e 2 già illegittimamente concessi. Il recupero ha luogo conformemente alle procedure di diritto interno. Le somme da recuperare producono interessi dalla data in cui sono state messe a disposizione dei beneficiari fino a quella del loro recupero effettivo. Gli interessi sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell’equivalente sovvenzione nel quadro degli aiuti a finalità regionale”;

la sentenza impugnata appare inoltre contraddittoria dal momento che afferma nel contempo, da una parte, che la società avesse fruito degli sgravi nel rispetto delle condizioni stabilie, dalla decisione della Commissione e, dall’altra, che gli sgravi avessero superato il limite stabilito dal de minimis nell’esercizio finanziario 97 e 98; per cui accertava come indebito l’importo complessivo di Euro 113.555,00; importo su cui, evidentemente, erano dovuti anche gli interessi, secondo la disciplina approntata nella stessa Decisione della Commissione Europea.

Per le considerazioni che precedono il ricorso va quindi accolto, la sentenza impugnata deve essere cassata e la causa rinviata alla Corte d’Appello di Catania in diversa composizione che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.

Non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’Appello di Catania in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 5 marzo 2019.

Depositato in Cancelleria il 30 luglio 2019

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