Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20432 del 28/09/2020

Cassazione civile sez. trib., 28/09/2020, (ud. 27/11/2019, dep. 28/09/2020), n.20432

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. MELE Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10755-2012 proposto da:

CONCILIATA 10 SRL, elettivamente domiciliato in ROMA,

CIRCONVALLAZIONE CLODIA 36-A, presso lo studio dell’avvocato FABIO

PISANI, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato FABIO

PICCINELLI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE DI MANTOVA in persona del

Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che

rappresenta difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 206/2011/67 della COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. di

BRESCIA, depositata il 11/07/2011;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/11/2019 dal Consigliere Dott. MELE FRANCESCO.

Per la cassazione della sentenza della commissione tributaria

regionale della Lombardia sezione staccata di Brescia n. 206/67/2011

depositata l’11.7.2011, non notificata.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27 novembre 2019 dal relatore, cons. Mele Francesco.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– Conciliata 10 srl proponeva ricorso avverso atto di contestazione con cui l’Agenzia delle Entrate aveva inflitto, D.Lgs. n. 471 del 1997, ex art. 13, ad essa società una sanzione pari al 30% dell’importo a titolo di IVA illegittimamente rimborsato, illegittimità scaturente dal fatto che alcuni immobili acquistati da questa fossero stati considerati beni strumentali e non beni merce, come nei fatti era avvenuto: l’asserita -ma non corrispondente al vero- destinazione aveva consentito alla contribuente di ottenere un rimborso IVA non dovuto ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 30, comma 2, lett. C) per l’anno d’imposta 2005.

La CTP di Mantova -nel contraddittorio tra le parti- pronunciava sentenza con cui accoglieva il ricorso sul rilievo che gli immobili in parola risultavano -al momento della richiesta di rimborso IVA- contabilizzati come beni immobili della società e non come beni merce: da qui il diritto al rimborso, che non viene meno per effetto di successivi eventuali mutamenti di destinazione che possono registrarsi per le più svariate ragioni.

– Avverso detta sentenza proponeva appello l’Agenzia delle Entrate chiedendone la riforma; la contribuente -ritualmente costituitasi nel giudizio di secondo grado- insisteva per la conferma della sentenza della CTP, che veniva riformata dalla CTR.

– Avverso detta sentenza la società contribuente propone ricorso affidato a tre motivi.

– Resiste con controricorso l’Agenzia delle Entrate.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Precedentemente alla celebrazione della udienza camerale, è pervenuto atto di rinuncia al ricorso a firma dei procuratori costituiti, regolarmente notificata all’Agenzia delle Entrate presso l’Avvocatura Generale dello Stato.

– Va pertanto dichiarata l’estinzione del giudizio.

P.Q.M.

Dichiara l’estinzione del giudizio.

Spese compensate.

Così deciso in Roma, il 27 novembre 2019.

Depositato in cancelleria il 28 settembre 2020

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA