Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20408 del 25/08/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 25/08/2017, (ud. 16/05/2017, dep.25/08/2017),  n. 20408

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRONZINI Giuseppe – Presidente –

Dott. BALESTRIERI Federico – rel. Consigliere –

Dott. DE GREGORIO Federico – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – Consigliere –

Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6660/2012 proposto da:

D.G.A., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA, PIAZZA

CAVOUR, presso la cancelleria della Corte di Cassazione,

rappresentato e difeso dall’Avvocato LORENZO FRANCESCHINIS, giusta

delega in atti;

– ricorrente –

contro

RETE FERROVIARIA ITALIANA S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

ROMA, PIAZZA DELLA CROCE ROSSA 1, presso lo studio dell’avvocato

PATRIZIA CARINO, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato PAOLO TOSI, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1238/2011 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 21/12/2011 R.G.N. 1757/2009.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

Che con sentenza depositata il 21.12.11, la Corte d’appello di Milano confermava il rigetto della domanda proposta da D.G.A. nei confronti della RFI s.p.a. diretta ad ottenere il risarcimento del danno da perdita di chances, conseguente l’accertata illegittima posticipazione del suo inquadramento nella categoria 8 dal 18.12.95, anzichè dal 1.12.91, come giudizialmente riconosciuto, con conseguente impossibilità di partecipare alle selezioni interne del 1995 e 1996 per il passaggio in categoria 9; riteneva la corte di merito non provata la probabilità di superamento delle selezioni.

Che per la cassazione di tale sentenza propone ricorso il D.G., affidato ad unico motivo, cui resiste RFI s.p.a. con controricorso, poi illustrato con memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che il ricorrente denuncia la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., artt. 115 e 116 c.p.c., nonchè degli artt. 103 e 104 del CCNL Ferrovie dello Stato del 18.7.1990 e dell’accordo sindacale nazionale in data 25 marzo 1993, oltre ad omessa motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5), lamentando che la sentenza impugnata aveva errato nel ritenere non provata la probabilità di positivo superamento della selezione senza adeguatamente valutare che, oltre ai tre anni di anzianità in categoria 8 infine riconosciutigli, egli era in possesso di diploma di perito industriale e che seppure era vero che alla selezione parteciparono alcune centinaia di candidati per 39 posti disponibili e che dopo una prima selezione di idoneità era prevista una valutazione discrezionale del dirigente diretto; che per tale ragione nessuna prognosi poteva farsi sulle reali chances di ciascun candidato, doveva comunque accertarsi che, per il possesso del diploma e la conoscenza delle lingue, egli avrebbe potuto partecipare alle selezioni in una posizione di partenza almeno pari a quella degli altri candidati, se non superiore.

Che il motivo è infondato. In primo luogo in quanto pone in discussione accertamenti di fatto rimessi al prudente apprezzamento del giudice di merito e non sindacabili in cassazione se non per evidenti vizi logici o giuridici, nella specie non ricorrenti nella congrua motivazione della sentenza impugnata (Cass. n. 10111/08); in secondo luogo in quanto non chiarisce, come già evidenziato dalla sentenza impugnata, i parametri di riferimento in base ai quali poter valutare le probabilità di successo, se non attraverso la riproduzione fotostatica di alcune pagine del c.c.n.l. e dell’accordo sindacale del 1993, affidando in tal modo alla Corte la selezione delle parti rilevanti e così una individuazione e valutazione dei fatti, preclusa al giudice di legittimità (Cass. 7 febbraio 2012 n. 1716).

Che in ogni caso il danno per perdita di chances richiede la prova di una buona (o non trascurabile, Cass. n. 852/06) probabilità di superare la selezione e non certo la mera possibilità di parteciparvi. Che il ricorso deve pertanto rigettarsi, con le conseguenze in ordine alle spese di cui al dispositivo.

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro.200,00 per esborsi, Euro.3.500,00 per compensi professionali, oltre spese generali nella misura del 15%, i.v.a. e c.p.a..

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 16 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 25 agosto 2017

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