Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20381 del 01/08/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 20381 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: CIRILLO FRANCESCO MARIA

ORDINANZA
r

sul ricorso 8953-2017 proposto da:
SOCCI,ARI i i l Al i SSANDRO, elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA GIOVANNI Br Th01,0 9, presso lo studio
dell’avvocato \ .1..\ [J IM BOTTON I, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato AIA SS.ANDIU ) IANNO;
– ricorrente COlitTO

M

)

IINI

s , \LA T ivrolui ,

m , \RA3(yr1im v \i , Lniiv,

elenivamente domiciliati in Ra11.\ \T \

86/90, presso lo

studio dell’avvocato Pll’.TRO P1′,RUG I NI, rappresentati e difesi
dall’avvocato .\NTONI’ll

GlNANNVSCI II;
– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 1740/2016 del TRIBUNALI’, di TIV01,I,
depositata il 28/09/2016;

AI./

Data pubblicazione: 01/08/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata ,del 19/06/2018 ..41a1 Consigliere lakm. l’R. \ NCKSCO,
MARIA CIRII,1,0.

FATTI DI CAUSA
• Alessandro Socciarelli convenne in giudizio, davanti al Giudice di
e

la Milano

Assicurazioni s.p.a., chiedendo il risarcimento dei danni da lui subiti in
un incidente stradale nel quale viaggiava come trasportato sulla vettura
condotta da Valeria Marabottini, di proprietà di Salvatore Marabottini
ed assicurata dalla citata società.
Si costituirono in giudizio tutti e tre i convenuti, eccependo
preliminarmente l’incompetenza per territorio del Giudice adito.
Il Giudice di pace accolse l’eccezione, dichiaro la propria
incompetenza e la competenza, in via alternativa, dei Giudici di pace di
Montefiascone, Orvieto e Milano, con termine per la riassunzione, e
condannò l’attore al pagamento delle spese di giudizio.
2. La pronuncia e stata impugnata dall’attore in ordine alla sola
condanna alle spese pronunciata anche in favore dei convenuti
Marabottini, e il Tribunale di Tivoli, con sentenza del 28 settembre
2016, ha rigettato l’appello ed ha condannato l’appellante al pagamento

delle ulteriori spese del grado, nonché di una somma a titolo di
responsabilità aggravata ai sensi dell’art. 96 del codice di rito civile.
3. Contro la sentenza del Tribunale di Tivoli propone ricorso
\lessandro Socciarelli con atto affidato a quattro motivi.
Resistono Salvatore e Valeria Nlarabottini con un unico controricorso.
:Lnipolsai .\ssicurazioni s.p.a., successore della \Iilano \ ssicurazioni
s.p.a., non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Pie. 2017 n. 08953 sez. M3 – ud. 19-06-2018
-2-

pace di Tivoli, Salvatore e Valeria Marabottini

Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio,
sussistendoe condizioni di cui,agli artt. 375, 376.4; 380-bis cod. proc„
civ., e i controricorrenti hanno depositato memoria.

RAGIONI DELLA DECISIONE
I. Con il primo motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360,

applicazione dell’art. 38, primo comma, e dell’art. 33 del codice di
procedura civile.
2. Con il secondo motivo si lamenta, in riferimento all’art. 360, primo
comma, n. 3) e n. 4), cod. proc. CiV., violazione e falsa applicazione
degli arti. 91 e 92 del codice di procedura civile.
Sostiene il ricorrente che, mentre era ineccepibile l’eccezione di
incompetenza sollevata dalla società assicuratrice, altrettanto non
potrebbe dirsi per quella sollevata dai convenuti larabottini, i quali
non avevano contestato tutti i fori alternativi che avrebbero potuto
essere scelti; per cui la condanna alle spese disposta in primo grado in
favore dei predetti sarebbe da ritenere errata.
3. I motivi, da trattare congiuntamente per l’evidente connessione,
sono entrambi privi di fondamento.
I,a circostanza per cui l’attore fu condannato alle spese in favore di
tutti i convenuti dimostra — sebbene il ricorso nulla dica sul punto -che la declaratoria di incompetenza fu pronunciata dal Giudice di pace
senza l’adesione dell’attore .(dovendo valere, in caso contrario,. il
principio di cui alla sentenza 8 novembre 2013, n. 25180). Tuttavia,
una volta che l’eccezione di incompetenza e stata accolta, essa vale in
favore di tutti i convenuti, rispetto ai quali l’attore è da considerare
ugualmente soccombente, e ciò a prescindere dall’eventualità che uno
dei convenuti abbia sollevato la medesima in modo incompleto; sicché

Ric. 2017 n. 08953 sez. M3 – ud. 19-06-2018
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primo comma, n. 3) e n. 4), cod. proc. civ., violazione e falsa

nessuna violazione di legge è prospettabile in relazione alla pronunciata
condanna.
4. Con il terzo motivo si lamenta, in riferimento all’art. 360, primo
comma, n. 3), n. 4) e n. 5), cod. proc. civ., violazione e falsa
applicazione dei parametri di cui al d.in. IO marzo 2014, n. 55, sul

eccessiva.
4.1. Il motivo è inammissibile per mancanza di autosufficienza, posto
che il ricorso non contiene indicazioni né sulla misura del risarcimento
dei danni richiesto né sull’effettiva entità dell’attività processuale
svoltasi in primo grado, per cui la censura si risolve in una
contestazione generica.
5. Con il quarto motivo si lamenta, in riferimento all’art. 360, pritno
comma, n. 3), n. 4) e n. 5), cod. proc. civ., violazione e falsa
applicazione dell’art. 96 cod. proc. civ., sostenendo che il “Fribunale
avrebbe comminato l’ulteriore condanna senza alcun accertamento
della malafede o della colpa grave.
5.1. 11 motivo, quando non inammissibile, è privo di fondamento.
Questa Corte ha già affermato che la condanna di cui all’arti. 96, terzo
comma, cod. proc. civ., applicabile d’ufficio in tutti i casi di
soccombenza, configura una sanzione di carattere pubblicistico,
autonoma ed indipendente rispetto alle ipotesi di responsabilità
aggravata di cui ai collimi prinio e secondo •,del medesimo art. 96, volta
•,
alla repressione dell’abuso dello st runiento processuale; la sua
applicazione, pertanto, non richiede, quale elemento costitutivo della
fattispecie, il riscontro dell’elemento soggettivo del dolo o della colpa
grave, bensì di una condotta oggettivamente valutabile alla stregua
dell’abuso del processo, quale l’aver agito o resistito pretesi uosamente
(sentenza 21 novembre 2017, n. 27623). 1.’acccrtamento della
Ric. 2017 n. 08953 sez. M3 – ud. 19-06-2018
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rilievo che la liquidazione delle spese da parte del Tribunale sarebbe

.4

sussistenza delle relative condizioni è rimesso al giudice di merito, il cui
apptezamento di fattQ non è censurahile in sede di lesittimità
(sentenza 29 settembre 2016, n. 19998).
6. Il ricorso, pertanto, è rigettato.
A tale pronuncia segue la condanna del ricorrente al pagamento delle

introdotti dal cl.m. 10 marzo 2014, n. 55.
Sussistono inoltre le condizioni di cui all’art. 13, comma 1-quaier, del
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pan a
quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.
1,a Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi euro 800, di
cui curo 200 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1 -quater, del cl.P.R. 30 maggio 2002, n. 115,
dà atto della sussistenza delle condizioni per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione
Civile — 3, il 19 giugno 2018.
11 Presidente

spese del giudizio di cassazione, liquidate in conformità ai parametri

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