Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20376 del 11/10/2016


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Cassazione civile sez. III, 11/10/2016, (ud. 22/06/2016, dep. 11/10/2016), n.20376

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIVALDI Roberta – Presidente –

Dott. SPIRITO Angelo – rel. Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. CARLUCCIO Giuseppa – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 4311/2013 proposto da:

R.F., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

SILVIO PELLICO 24, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE VALVO,

che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato PAOLO BRESCHI

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

M.M., COMMERCIAL UNION INSURANCE SPA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 873/2012 del TRIBUNALE di PRATO, depositata il

19/06/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

22/06/2016 dal Consigliere Dott. ANGELO SPIRITO;

udito l’Avvocato CESARE ROMANO CARELLO per delega;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO Alberto, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il R. citò in giudizio il M. e la compagnia Commercial Union spa per essere risarcito dei danni subiti alla persona ed all’autovettura in occasione di un sinistro stradale. Il GDP, in applicazione della disposizione dell’art. 2054 c.c., comma 2, condannò i convenuti in solido a risarcire all’attore la metà dei danni subiti. L’appello del R. è stato respinto dal Tribunale di Prato.

Il R. propone ricorso per cassazione a mezzo di due motivi. Non si difendono le parti intimate.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I due motivi contestano, sotto il profilo dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, l’applicazione dell’art. 2054, comma 2, sul presupposto che il convenuto fu contravvenzionato per l’art. 145 C.d.S. e la mancata opposizione al verbale costituirebbe implicito riconoscimento della propria condotta colposa causale.

I due motivi, che possono essere congiuntamente esaminati, sono entrambi inammissibili per assoluta genericità, per autosufficienza (il verbale di contestazione dell’infrazione è menzionato ma non indicato) e perchè trattano del merito della causa. Basti in proposito rilevare che la motivazione della sentenza è molto più vasta rispetto al contenuto della censura e fonda sulla motivata inverosimiglianza che dall’impatto tra autovettura e ciclomotore siano derivati tali ingenti danni alla prima.

In conclusione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, senza alcun provvedimento sulle spese del giudizio di cassazione, in considerazione della mancata difesa della parte intimata.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, il 22 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 11 ottobre 2016

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