Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20366 del 31/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 20366 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: NAPOLITANO LUCIO

ORDINANZA
sul ricorso 7949-2016 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. 06363391001), in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente contro
I.A.P. INDUSTRIAL & AERONAUTICAL PAINTING SRL, in
persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI
CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato PAOLA
RUGGIERI FAZZI;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

Data pubblicazione: 31/07/2018

avverso la sentenza n. 2062/23/2015 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di BARI SEZIONE DISTACCATA di
LECCE, depositata il 02/10/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 04/04/2018 dal Consigliere Dott. LUCIO

Ragioni della decisione
La Corte,
costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.,
come integralmente sostituito dal comma 1, lett. e), dell’art. 1 – bis del
d.l. n. 168/2016, convertito, con modificazioni, dalla 1. n. 197/2016;
dato atto che il collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo
Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente
motivazione in fotnia semplificata, osserva quanto segue:
Con sentenza n. 2062/23/2015, depositata il 2 ottobre 2015, la CTR
della Puglia — sezione staccata di Lecce — accolse, come da dispositivo,
«per quanto di ragione», l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate
nei confronti della I.A.P. — Industrial & Aeronautical Painting — S.r.l.
avverso la sentenza di primo grado della CTP di Brindisi, che aveva
parzialmente accolto il ricorso proposto dalla società avverso cartella di
pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato ex art. 36 bis
del d.P.R. n. 600/1973 e 54 bis del d.P.R. n. 633/1972, dichiarando
non dovuti interessi moratori e sanzioni.
Avverso la sentenza della CTR l’Agenzia delle Entrate ha proposto
ricorso per cassazione affidato a due motivi, cui resiste la società con
controricorso e ricorso incidentale, pure affidato a due motivi.
1. Con il primo motivo di ricorso principale l’Amministrazione
finanziaria ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione dell’art.
156, con-u-na 2, c.p.c. in relazione all’art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
Ric. 2016 n. 07949 sez. MT – ud. 04-04-2018
-2-

NAPOLITANO.

lamentando nullità della sentenza per contrasto irriducibile tra
motivazione e dispositivo.
Rileva, infatti, la ricorrente, che la pronuncia impugnata, pur
esponendo in motivazione il convincimento che la contribuente non
avesse provato la sussistenza della causa di forza maggiore per il

riferimento (2007) aveva poi, in dispositivo, dichiarato di accogliere
solo in parte l’appello dell’ufficio, dichiarando dovuto il solo
pagamento degli interessi di mora, sebbene il ragionamento esposto
nella parte motiva avrebbe dovuto portare a confermare come dovute
anche le sanzioni, una volta esclusa la sussistenza della causa di forza
maggiore.
1.2. Il motivo è manifestamente fondato.
Ritiene la Corte che sussista la denunciata nullità della sentenza per il
contrasto irriducibile tra la motivazione, che, nell’escludere, in linea di
principio, conformemente all’indirizzo della giurisprudenza, elaborata
in sede penale da questa Corte, che la mera crisi di liquidità
dell’imprenditore possa integrare l’esimente della causa di forza
maggiore nell’evasione delle imposte dovute (cfr. Cass. sez. 3, 24
giugno 2014, dep. 25 febbraio 2015, n. 8352; Cass. sez. 3, 9 novembre
2017, dep. 13 marzo 2018, n. 11035), avrebbe dovuto lasciare
intendere che la CTR avesse ritenuto di dover confermare la decisione
di primo grado, ed il dispositivo della sentenza d’appello, che viceversa
conferma la decisione di primo grado unicamente per quanto riguarda
la debenza degli interessi di mora, presupponendo tanto l’irrogazione
delle sanzioni quanto il computo degli interessi di mora l’imputabilità
dell’inadempimento dell’obbligazione tributaria.
1.3. Pertanto, a fronte di siffatta anomalia motivazionale talmente
grave da convertirsi in vizio di violazione di legge costituzionalmente
Ric. 2016 n. 07949 sez. MT – ud. 04-04-2018
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mancato versamento delle imposte pur dichiarate per l’anno di

rilevante, deve ritenersi la nullità della sentenza impugnata e del
relativo procedimento per motivazione apparente, avuto riguardo al
contrasto irriducibile tra motivazione e dispositivo che non consente
l’individuazione dell’effettiva ratio decidendi (cfr., tra le altre, Cass. sez.
unite 7 aprile 2014, n. 8053; Cass. sez. unite 3 novembre 2016, n.

secondo motivo addotto a sostegno del ricorso principale.
2. In modo del tutto speculare alle considerazioni sopra svolte si pone
l’accoglimento del primo motivo dì ricorso incidentale, col quale la
società si duole dell’omesso esame circa un fatto decisivo per il
giudizio, che è stato oggetto dì discussione tra le parti, rappresentato
dalla perdita del proprio principale cliente, ammesso alla procedura di
amministrazione straordinaria Alitalia Servizi S.p.A., con la quale nel
2007 la contribuente aveva stipulato un contratto di fornitura, fatto dal
quale erano derivate conseguenze a catena, tutte assolutamente
ignorate dal giudice di merito nella parte motiva della decisione, con la
quale adombrava il difetto di prova sulla sussistenza della causa di
forza maggiore, donde l’impossibilità di ricostruire l’effettiva ratio

decidendi della decisione impugnata.
2.1. Ne consegue che anche il ricorso incidentale va accolto in
relazione al primo motivo, restando assorbito il secondo.
3. La sentenza impugnata va per l’effetto cassata con rinvio alla CTR
della Puglia — sezione staccata di Lecce — che provvederà all’esame dei
fatti addotti dalla contribuente, viceversa trascurati dalla decisione qui
oggetto dell’impugnazione incidentale, ai fini della prova della
sussistenza della causa di forza maggiore.
4. Il giudice di rinvio provvederà altresì in ordine al pagamento delle
spese del giudizio di legittimità.
P.Q.M.
Ric. 2016 n, 07949 sez. MT – ud. 04-04-2018
-4-

22232; Cass. sez. 3, 12 ottobre 2017, n. 23940), restando assorbito il

Accoglie il ricorso principale e quello incidentale, ciascuno in relazione
al primo motivo, assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata in
relazione ai motivi accolti e rinvia alla Commissione tributaria
regionale della Puglia — sezione staccata di Lecce — cui demanda di

provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

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