Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20314 del 26/07/2019

Cassazione civile sez. III, 26/07/2019, (ud. 15/05/2019, dep. 26/07/2019), n.20314

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26881/2017 proposto da:

D.G.L., quale erede di Di.Gi.Li., elettivamente

domiciliato in Roma al vicolo Dei Granari n. 10/a presso lo studio

dell’AVVOCATO DANIELE COSTI che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

D.G.A., Di.Gi.Al., G.B.,

S.E.;

– intimati –

e contro

Benacquista Assicurazioni S.n.c., in persona del legale

rappresentante in carica, elettivamente domiciliato in Roma, alla

via Faleria n. 20 presso lo studio dell’AVVOCATO PIERFILIPPO SCHINA

che lo rappresenta e difende unitamente all’AVVOCATO CLAUDIO COCCIA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 05764/2017 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 14/09/2017;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/05/2019 dal Dott. Cristiano Valle, osserva.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La Corte di Appello di Roma, con sentenza n. 05764 del 14/09/2017, ha, per quanto ancora rileva in questa sede, rigettato l’impugnazione proposta da D.G.L., S.E., Di.Gi.Al. ed D.G.A., quali eredi di Di.Gi.Li., avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone, che aveva accolto la domanda di revocatoria proposta dalla S.n.c. Benacquista Assicurazioni relativamente alla proprietà superficiaria di un immobile sito in (OMISSIS), alienato da G.B., subagente della detta società assicuratrice, a Di.Gi.Li., ritenendo che la vendita fosse stata effettata in pregiudizio della società creditrice per provvigioni non versate, ossia per crediti anteriori all’atto di disposizione immobiliare.

La sentenza della Corte territoriale è impugnata per cassazione con unico motivo di ricorso di D.G.L..

La S.n.c. Benacquista Assicurazioni resiste con controricorso.

D.G.A., Di.Gi.Al., G.B., S.E. sono rimasti intimati.

Le parti hanno depositato memorie per l’adunanza camerale non partecipata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

L’unico motivo di ricorso fa valere, come risulta dalla sua piana lettura, diversi vizi e precisamente: violazione e falsa applicazione

dell’art. 2901 c.c. e dell’art. 2729c.c. nonchè degli artt. 115, 116 e 167 c.p.c. ed omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punti decisivi della controversia.

Il motivo, sebbene promiscuamente formulato, accomunando violazioni di cui dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, può essere esaminato, non incorrendo in inammissibilità (Sez. U n. 9100 del 06/05/2015: “In materia di ricorso per cassazione, il fatto che un singolo motivo sia articolato in più profili di doglianza, ciascuno dei quali avrebbe potuto essere prospettato come un autonomo motivo, non costituisce, di per sè, ragione d’inammissibilità dell’impugnazione, dovendosi ritenere sufficiente, ai fini dell’ammissibilità del ricorso, che la sua formulazione permetta di cogliere con chiarezza le doglianze prospettate onde consentirne, se necessario, l’esame separato esattamente negli stessi termini in cui lo si sarebbe potuto fare se esse fossero state articolate in motivi diversi, singolarmente numerati”) in quanto adeguatamente prospettato in relazione all’applicazione del ragionamento presuntivo.

Il motivo, in particolare, censura la sentenza della corte territoriale laddove essa ha ritenuto di equiparare la consapevolezza di arrecare pregiudizio agli interessi del creditore all’agevole conoscibilità, nel debitore alienante e, in caso di atto a titolo oneroso, nel terzo acquirente, del pregiudizio.

La Corte di Appello di Roma, seguendo il ragionamento già effettuato dal Tribunale, ha ritenuto che la circostanza che sull’immobile alienato gravassero in precedenza due iscrizioni ipotecarie, e che i crediti da esse erano stati soddisfatti dall’acquirente, comportasse in ogni caso conoscenza, in capo a questi, dante causa del ricorrente, della lesione della posizione della Benincasa Assicurazioni S.n.c., creditrice per provvigioni non versatele del suo sub-agente G., alienante.

La Corte d’Appello di Roma ha, inoltre, ritenuto che la sproporzione di poco più di tredicimila Euro tra prezzo di acquisto effettivamente versato e prezzo di stima, da parte del consulente tecnico di ufficio, fosse un indice ulteriore della consapevolezza della lesione della garanza patrimoniale.

L’assunto non è condivisibile.

Il ragionamento per presunzioni, operato dai giudici di merito, ai sensi dell’art. 2729 c.c., comma 1, non risponde ai requisiti delineati dalla norma in quanto i fatti noti, ossia l’esistenza di iscrizioni ipotecarie gravanti sull’immobile alienato prima della vendita non consente di risalire al fatto da ricostruire, ossia la conoscenza dell’acquirente di ledere o comunque diminuire la garanzia patrimoniale dei creditori.

La circostanza che le due ipoteche fossero state soddisfatte da Di.Gi.Li. e che la vendita era stata realizzata a seguito di trattativa con un mediatore immobiliare, che aveva messo in contatto le parti, circostanza agevolmente ritenuta pacifica nelle fasi di merito, sono indici del fatto che l’acquirente riteneva oramai l’immobile liberamente alienabile e non ritenesse di ledere alcun altrui diritto di credito.

La stessa sproporzione del prezzo non appare tale da corroborare l’accertamento della conoscenza lesiva dell’atto, trattandosi di un’oscillazione di poco più di diecimila Euro, non infrequente nell’ambito delle contrattazioni immobiliari.

La sentenza in scrutinio non ha, dunque, fatto corretta applicazione del ragionamento presuntivo, laddove ha ritenuto provata, sulla base delle richiamate circostanze fattuali, la conoscenza, in capo all’acquirente, della lesione della garanzia del credito della società assicuratrice.

Il ricorso è, pertanto, accolto.

La sentenza in scrutinio è cassata con rinvio.

La causa è rinviata alla Corte di Appello di Roma, in diversa composizione, che procederà a nuovo esame sulla base di quanto statuito e provvederà anche alle spese di questo giudizio di legittimità.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, deve darsi atto dell’insussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

PQM

accoglie il ricorso;

cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Corte di Appello di Roma, in diversa composizione, anche per le spese di questo giudizio di cassazione.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, il 15 maggio 2019.

Depositato in Cancelleria il 26 luglio 2019

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