Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20313 del 25/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 25/09/2020, (ud. 09/09/2020, dep. 25/09/2020), n.20313

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2900-2018 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERATE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

B.B.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 6269/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CAMPANIA, depositata il 03/07/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/09/2020 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA

LA TORRE.

 

Fatto

RITENUTO

che:

L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della sentenza della CTR della Campania n. 6269/22/17 dep. 3.7.2017, che in controversia su impugnazione da parte di B.B. di avviso di accertamento per Irpef anno 2010, ha accolto l’appello del contribuente, ritenendo carente la delega di firma dell’atto impositivo in quanto non conteneva l’indicazione nominativa del delegato nell’atto di delega. La CTR, in applicazione della giurisprudenza di legittimità, ha accolto il primo motivo del ricorso, con assorbimento dei restanti, ritenendo che la sottoscrizione del funzionario delegato Dott. C.P. per delega del direttore provinciale – che richiamava la disposizione di servizio n. (OMISSIS), non contenente il nominativo del Dott. C., come da documentazione prodotta dall’Ufficio – non fosse idonea a comprovare il potere di firma, in quanto l’unico atto che si riferisce al predetto funzionario è il rinnovo di incarico della mansione di capo team del (OMISSIS) che non contiene riferimento alla delega.

B.B. è rimasto intimato.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico motivo si deduce violazione di legge, del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, ex art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la CTR ritenuto invalida la delega di firma dell’avviso di accertamento, non contenendo l’individuazione nominativa del delegato ma l’incarico ricoperto.

2. Il motivo è fondato.

2.1. Questo Collegio intende dare continuità all’orientamento, recentemente confermato dalla Suprema Corte in fattispecie analoghe

(cfr. Cass. nn. 11013/2019, 8814/2019, conf. n. 28850 del 08/11/2019), secondo cui, in primo luogo, non è richiesta alcuna indicazione nominativa della delega, nè la sua temporaneità, apparendo conforme alle esigenze di buon andamento e della legalità della pubblica amministrazione ritenere che, nell’ambito dell’organizzazione interna dell’ufficio, l’attuazione della c.d. delega di firma possa avvenire, come nella specie, attraverso l’emanazione di ordini di servizio che abbiano valore di delega (cfr. Cass. n. 13512/2011) – cfr. disposizione di servizio prodotta in primo grado e ritualmente trascritte in ricorso – e che individuino il soggetto delegato attraverso l’indicazione della qualifica rivestita dall’impiegato delegato, la quale parimenti consente la successiva verifica della corrispondenza fra il sottoscrittore e il destinatario della delega stessa;

2.2. è stato poi specificato, quanto alla motivazione della delega di firma, che il D.P.R. n. 600 del 1973, art. 42, comma 1, è riferibile a una delega per la sottoscrizione, e non può dunque applicarsi ad una figura, quale la delega di firma, la disciplina dettata per la delega di funzioni, dovendo, sotto tale profilo, osservarsi che il D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 17, comma 1 bis, si riferisce espressamente ed inequivocabilmente alla “delega di funzioni”, laddove prescrive che i dirigenti, per specifiche e comprovate ragioni di servizio, possono delegare per un periodo di tempo determinato, con atto scritto e motivato, alcune delle competenze ad essi riservate, a dipendenti che ricoprono le posizioni funzionali più elevate nell’ambito degli uffici ad essi affidate (cfr. Cass. n. 8814/2019 cit.).

3. La CTR non si è adeguata ai superiori principi per cui la sentenza va cassata, con rinvio alla CTR della Campania, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR della Campania, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 9 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 25 settembre 2020

 

 

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA