Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20254 del 31/07/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza



Civile Ord. Sez. 5 Num. 20254 Anno 2018
Presidente: VIRGILIO BIAGIO
Relatore: PERRINO ANGELINA MARIA

ORDINANZA
sul ricorso iscritto al numero 17738 del ruolo generale
dell’anno 2016, proposto
da
s.p.a. Fata Assicurazioni danni, in persona del legale
rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso,
giusta procura speciale a margine del ricorso, dagli
avvocati Giuseppa Maria Teresa Lamicela e
Marialucrezia Turco, elettivamente domiciliatosi presso
lo studio della seconda in Roma, alla via Barberini, n.
47
– ricorrente contro
Agenzia delle entrate, in persona del direttore pro
tempore,

rappresentato e difeso dall’Avvocatura

generale dello Stato, presso gli uffici della quale in
Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12, si domicilia;
-intimata-

f;EnSegagr~

Angelina-M

rritio estensore

Data pubblicazione: 31/07/2018

Pagina 2 di 13
per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria
regionale del Lazio, depositata in data 19 gennaio 2016, n.
209/16;
udita la relazione sulla causa svolta in camera di consiglio in data
22 marzo 2018 dal consigliere Angelina-Maria Perrino.
Fatti di causa.

trattamento iva delle operazioni compiute da s.p.a. Fata Danni
assicurazioni, nella qualità di delegataria in seno agli accordi di
coassicurazione intercorsi con altre società assicuratrici, nonché di
quelle da altre imprese assicuratrici su sua delega.
In particolare, con un avviso di accertamento l’Agenzia delle
entrate recuperò l’iva che aveva ritenuto dovuta in relazione alle
commissioni di delega fatturate dalla contribuente in qualità di
delegataria e irrogò una sanzione amministrativa unica per le
violazioni di omessa regolarizzazione delle fatture ricevute in regime
di esenzione in relazione alle commissioni di delega corrisposte in
qualità di delegante, nonché d’infedele dichiarazione.
La contribuente impugnò l’avviso, ottenendone l’annullamento
dalla Commissione tributaria provinciale di Roma.
Quella

regionale ha

invece accolto l’appello dell’Ufficio,

assumendo un’accezione restrittiva della nozione di esenzione di
operazione di assicurazione, dall’ambito della quale ha escluso le
fattispecie in esame.
Contro questa sentenza propone ricorso la società per ottenerne
la cassazione, che affida a tre motivi, che illustra con memoria, cui
l’Agenzia reagisce con controricorso.
Ragioni della decisione
1.- Con

i primi due motivi di ricorso,

da esaminare

congiuntamente perché connessi, proposti entrambi ex art. 360, 10
comma, n. 3, c.p.c., la società denuncia:

IZZ:g;t1=53225…

Angelina-Mari

La controversia riguarda, in relazione all’anno d’imposta 2006, il

Pagina 3 di 13
– la violazione e falsa applicazione dell’art. 1911 c.c. e dell’art.
10, 1° comma, n. 2, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, là dove il
giudice d’appello ha escluso che la ricorrente abbia assunto il rischio
assicurativo e che quindi l’attività della quale si discute è esente da
iva (primo motivo);
– la violazione e falsa applicazione degli artt. 10, 1° comma, n.

che le commissioni di delega costituiscono una parte del corrispettivo
pagato dall’assicurato a fronte del servizio assicurativo di cui fruisce,
soggetto al regime di esenzione, esteso, peraltro, anche alle
prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative a
quelle di assicurazione (secondo motivo).

2. Il ricorso e fondato.

Pacifico è che tra la contribuente e altre società di
assicurazioni sia intercorso un rapporto di coassicurazione e che il
relativo contratto contenesse una clausola, in virtù della quale la
contribuente in alcuni casi ha delegato e in altri è stata delegata a
svolgere le attività indicate dal giudice di merito.
2.1.- La sussistenza dell’esenzione invocata dalla società va
valutata alla luce del diritto dell’Unione.
Le esenzioni dall’iva hanno difatti lo scopo di consentire una
riscossione paragonabile delle risorse proprie dell’Unione in tutti gli
Stati membri (fra varie, Corte giust. 16 novembre 2017, causa C308/16, Kozuba Premium Selection sp. z o.o.c. Dyrektor Izby
Skarbowej w Warszawie, punto 44) e vanno intese
restrittivamente, perché introducono deroghe al principio generale
in base al quale l’iva è riscossa per ogni prestazione di servizi

eseguita a titolo oneroso da un soggetto passivo (da ultimo, Corte
giust. 17 marzo 2016, causa C-40/15, Aspiro, punti 20 e 26).
Ininfluente per quest’aspetto è l’applicazione del principio di
neutralità fiscale.

1145R1764421;239:1;25

Angelina-Maria C/5
erri

2 e 9 del d.P.R. n. 633/72, là dove il giudice d’appello ha trascurato

Pagina 4 di 13

Il principio, difatti, non è una regola di diritto primario idonea
a incidere sulla validità di un’esenzione, bensì un canone di
interpretazione, da applicare insieme con quello concernente
l’interpretazione restrittiva delle esenzioni (tra varie, Corte giust. in
causa C-40/15, cit., punto 31; 19 luglio 2012, causa C-44/11,
Deutsche Bank, punto 45).

par. 1, lett. a), della direttiva n. 2006/112, che così dispone:
«Gli Stati membri esentano le operazioni seguenti:
a) le operazioni di assicurazione e di riassicurazione,
comprese le prestazioni di servizi relative a dette operazioni,
effettuate dai mediatori e dagli intermediari di assicurazione».
La disposizione corrisponde all’art. 13, parte B, lett. a), della
sesta direttiva n. 77/388/Cee del consiglio, che l’art. 135 ha
sostituito e, quanto al diritto interno, si specchia nell’art. 10, 1°
comma, n. 2, del d.P.R. n. 633/72, il quale stabilisce che:
«Sono esenti dall’imposta: (…) 2) le operazioni di
assicurazione, di riassicurazione e di vitalizio; (…) 9) le
prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione relative alle
operazioni di cui ai numeri da 1) a 7)…».
A tanto si aggiunge il richiamo all’art. 12 del d.P.R. n.
633/72, a norma del quale «…le altre cessioni o prestazioni
accessorie ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi,
effettuati direttamente dal cedente o prestatore ovvero per suo
conto e a sue spese, non sono soggetti autonomamente all’imposta
nei rapporti fra le parti dell’operazione principale.
3.- Preliminare è quindi l’identificazione della nozione di
attività assicurativa alla quale l’esenzione si riferisce.
In base al diritto unionale, che ascrive rilevanza alla portata
economica dell’operazione, anche di là da etichette contrattuali (si
veda, sul punto, Cass. 9 giugno 2017, n. 14406), quella di
assicurazione sta nel fatto che l’assicuratore si impegna, a fronte

Wer3mEtggr

Angelina-Mari

2.2.- Nel caso in esame, norma di riferimento è l’art. 135,

Pagina 5 di 13
del versamento di un premio, a procurare all’assicurato, in caso di
realizzazione del rischio coperto, la prestazione convenuta. E anche
il diritto interno, con l’art. 1882 c.c., detta una nozione
equivalente:

«L’assicurazione è il contratto col quale

l’assicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere
l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da

L’operazione comporta, per sua natura, l’esistenza di un
rapporto contrattuale tra il prestatore del servizio di assicurazione
e il soggetto i rischi del quale sono coperti dall’assicurazione, ossia
l’assicurato. A ogni modo, deve sussistere almeno un rapporto
giuridico tra la società che offre la copertura di un rischio e coloro i
rischi dei quali siano coperti o, comunque, la copertura
assicurativa dev’essere fornita da un soggetto passivo il quale, pur
non essendo direttamente assicuratore, procuri ai propri clienti
tale copertura avvalendosi delle prestazioni di un assicuratore che
si assume l’onere del rischio assicurato.
Questa è la nozione di attività assicurativa costantemente
applicata dalla giurisprudenza unionale, la quale:
– in base alla considerazione che un’associazione non
intratteneva alcun rapporto contrattuale con gli assicurati, ha
escluso che le valutazioni peritali di danni causati ad autoveicoli
eseguite per conto delle compagnie di assicurazioni ad essa
aderenti costituissero operazioni di assicurazione oppure
prestazioni di servizi relative a dette operazioni da mediatori e da
intermediari di assicurazione giusta le richiamate disposizioni della
sesta direttiva prima e di quella n. 2006/112 poi (Corte giust. 20
novembre 2003, causa C-8/01, Taksatorringen, punto 42);
– analoga valutazione ha svolto con riferimento all’impegno
di una società di assicurazione di gestire, in cambio di un
corrispettivo calcolato in base al prezzo di mercato, l’attività di
un’altra società di assicurazioni controllata al cento per cento

L=:=5E1322etf

Angelina-Maria

un sinistro…».

Pagina 6 di 13
giust.

(Corte

8

marzo

2001,

C-240/99,

causa

Fórsàkkigsaktiebolaget Skandia);
– ha scartato per le medesime ragioni l’esenzione della quale
si discute in relazione a una cessione a titolo oneroso, da parte di
una società stabilita in uno stato membro ad una compagnia di
assicurazioni stabilita in uno stato terzo, di un portafoglio di

causa C-242/08, Holding GmbH).
3.- E allora, neanche alle attività delle quali si discute, ossia
a quelle svolte da uno dei coassicuratori su delega degli altri, che,
in base a quanto accertato in sentenza, sono consistite nella
gestione dell’esecuzione del contratto, si può riconoscere natura
assicurativa.
3.1.- In base alla definizione fornita dall’art. 1911 c.c.,
secondo cui

«Qualora

la medesima assicurazione o

l’assicurazione di rischi relativi alle stesse cose sia ripartita tra più
assicuratori per quote determinate, ciascun assicuratore è tenuto
al pagamento dell’indennità assicurata soltanto in proporzione
della relativa quota, anche se unico è il contratto sottoscritto da
tutti gli assicuratori», quella di coassicurazione è un’operazione
idonea a modulare gli effetti dell’assicurazione, in virtù della quale
si generano separati rapporti assicurativi, di modo che ciascun
assicuratore è titolare delle sole posizioni soggettive sostanziali e
processuali relative al proprio rapporto con l’assicurato (Cass. 20
aprile 2017, n. 9961; 12 luglio 2005, n. 14590; 28 gennaio 2005,
n. 1754).
La stipulazione della clausola di «guida» o di «delega» non
vale a modificare natura ed effetti dei distinti rapporti, con la
creazione di un’obbligazione solidale tra i rispettivi titolari: la
clausola ha la funzione di conferire a uno degli assicuratori
l’incarico di gestire il contratto e di compiere gli atti relativi allo
svolgimento del rapporto assicurativo, ma non elimina -nemmeno
(–

1~gettlgt

Angelina-Maria herrino

contratti di riassicurazione vita (Corte giust. 22 ottobre 2009,

Pagina 7 di 13
nel caso di

mala gestio

del coassicuratore delegato- la

caratteristica essenziale della coassicurazione, ossia l’assunzione
pro quota dell’obbligo di pagare l’indennità al verificarsi dell’evento
previsto (Cass. 2 aprile 2001, n. 4799; 16 febbraio 2000, n. 1712;
23 novembre 1994, n. 9891).
3.2.- Le attività svolte dal coassicuratore delegato in

assicurative, perché il coassicuratore delegato assicura il rischio e
resta conseguentemente obbligato a rivalere l’assicurato soltanto
entro i limiti del proprio rapporto con lui, che scaturisce,

pro

quota, dal contratto di assicurazione e non già dalla clausola in
questione.
La coassicurazione non modifica, anzi, postula la ripartizione
pro quota del rischio e di per sé esclude che la quota del
coassicuratore delegato in virtù della stipulazione della clausola
abbia ad aumentare: non sorge, dunque, dalla stipulazione della
clausola l’obbligo del coassicuratore di coprire integralmente i
rischi o, comunque, di coprire rischi maggiori di quelli
originariamente assunti.
La clausola di delega, in definitiva, non incide sul rapporto
tra coassicuratore delegato e assicurato, ampliandolo, né ne
instaura uno ulteriore, anche nell’accezione ampia assunta dalla
giurisprudenza unionale.
3.3.- Quel che rileva, insomma, è il contenuto dell’attività
(tra varie, Corte giust. Arthur Andersen, causa C-472/03, punto
32; Abbey National, causa C.-169/04, e J.C.M. Beheer, causa
C-124/07, punto 17) che sia divenuta oggetto di un rapporto
contrattuale anche indiretto con l’assicurato.
Di contro, l’attività delegata al coassicuratore in virtù della
clausola in questione, consistita, come riferito dal giudice d’appello,
nella conclusione del contratto con l’assicurato e nella gestione
della sua esecuzione, per quanto se ne sia reso partecipe

Angelina-Maria

esecuzione della clausola in questione, dunque, non sono attività

Pagina 8 di 13
l’assicurato, non ha natura assicurativa:

«benché il servizio di

liquidazione di sinistri di cui al procedimento principale, quale
descritto dal giudice del rinvio, costituisca una componente
essenziale dell’operazione di assicurazione laddove comprende, nel
caso di specie, la determinazione della responsabilità e dell’importo
del danno nonché la decisione di versare o di rifiutare un

peraltro fornito all’assicuratore, non può configurare un’operazione
di assicurazione, ai sensi dell’articolo 135, paragrafo 1, lettera a),
della direttiva IVA» (Corte giust. in causa C-40/15, Aspiro SA,
punto 25; analoghe considerazioni si leggono in Corte giust. 3
marzo 2005, causa C-472/03, Arthur Andersen, punti 33-34).
Non è quindi possibile riconoscere l’esenzione dall’iva alle
operazioni svolte in esecuzione della clausola di delega
affermandone l’assimilabilità a quelle assicurative.
4.- Resta da verificare se spetti l’esenzione in ragione del
nesso di accessorietà delle operazioni in questione a quelle di
assicurazione.
È quanto sembra evincersi da un precedente di questa Corte
(Cass. 4 novembre 2016, n. 22429), secondo cui, pur dovendosi
affermare la necessità d’interpretare restrittivamente le nozioni di
esenzione dall’iva, è possibile estendere l’esenzione dall’iva alla
pluralità di prestazioni idonee ad integrare il servizio assicurativo
sotto il profilo economico, anche se si abbia riguardo a quelle
svolte da un coassicuratore in virtù della clausola di delega.
4.1.- Incongruo è al riguardo il richiamo alla disciplina
generale dell’accessorietà, contenuta nell’art. 12 del d.P.R. n.
633/72.
Ciò perché, in tema di assicurazioni, il diritto unionale ha
fissato una regola speciale di accessorietà, che, in virtù del canone
di specialità, prevale su quella generale.

111~SEEtatO

Angelina-Maria P

indennizzo all’assicurato, occorre constatare che tale servizio,

Pagina 9 di 13
Il nesso di accessorietà rilevante è difatti circoscritto, con
dizione più ristretta di quella prescelta per altri comparti, alle sole
prestazioni di servizi

relative a quelle di assicurazione e di

riassicurazione, rese da un mediatore o da un intermediario di
assicurazione.
4.2.- La stessa Corte di giustizia ha evidenziato la specialità

dei servizi finanziari, in relazione ai quali aveva stabilito (Corte
giust. 5 giugno 1997, causa C-2/95, Sparekassernes Datacenter)
che la mera circostanza che la fatturazione di un servizio sia svolta
da un terzo non osta a che l’operazione alla quale essa fa
riferimento possa beneficiare dell’esenzione ai sensi dell’art. 13 B,
lett. d), punti 3 e 5 della sesta direttiva n. 77/388. L’esenzione
delle operazioni di assicurazione concerne difatti soltanto quelle
propriamente dette, mentre l’esenzione riguardante i servizi
finanziari si riferisce, con dizione più ampia, alle operazioni
“relative a determinate operazioni bancarie” (Corte giust. 17
marzo 2016, causa C-40/15, Aspiro SA, punto 29).
4.3.- Nella materia dell’assicurazione, dunque, il nesso utile
di accessorietà è identificato in relazione a due presupposti
concorrenti:
a) la “relatività” delle operazioni, ossia la loro correlazione a
quelle di assicurazione e riassicurazione;
b) la circostanza che esse siano rese da un mediatore o da
un intermediario di assicurazione.
Quel che rileva per la Corte è dunque l’attività in sé
dell’assicurare, che si sostanzia nel trasferimento del rischio
dall’assicurato all’assicuratore, dietro versamento di un
corrispettivo. L’estensione dell’esenzione alle attività
dell’intermediario si spiega quindi per la sua idoneità a porre in
relazione assicuratore e potenziale assicurato.

1M=aA=MII:g

Angelina-Maria P

di questo nesso, in rapporto a quello concernente la prestazione

Pagina 10 di 13
Non rilevano, invece, ai fini dell’esenzione, le attività
successive, come quelle oggetto della delega.
Queste attività sono sì necessarie, ma non già ai fini del
perfezionamento dell’operazione di assicurazione, bensì al fine
dell’adempimento degli obblighi dell’assicuratore scaturenti
dall’operazione già definita.

prestazione dell’attività in questione, anche se il servizio fosse stato
fornito direttamente all’assicurato.
Ciò perché il servizio non consiste nella copertura di un
rischio, né è reso da un mediatore o intermediario di assicurazioni.
Indubbiamente, nella chiave della rilevanza della sostanza
economica dell’operazione, non è necessario che le operazioni delle
quali si discute siano rese da soggetto che abbia la qualifica
formale di mediatore di assicurazioni (sentenza Aspiro SA in causa
C-40/15).
Ma è comunque necessario che l’attività in questione
comprenda «aspetti essenziali della funzione di intermediario di
assicurazione, come ricercare i potenziali clienti e metterli in
relazione con l’assicuratore» (in termini, anche sentenza Arthur
Andersen, causa C-472/03, punti 33 e 36).
4.5.- Il che spoglia di rilevanza la verifica ritenuta, invece,
necessaria da altra pronuncia di questa Corte (Cass. 8 marzo
2017, n. 5885), secondo cui ai fini dell’assoggettabilità delle
operazioni di coassicurazione al regime di esenzione iva, occorre
verificare se la società coassicuratrice delegataria che gestisce la
liquidazione dei sinistri sia anche parte del rapporto in essere con
l’assicurato, per avere assunto obbligazioni contrattuali nei suoi
confronti sotto il profilo della garanzia della copertura del rischio,
sia pure secondo le caratteristiche proprie della coassicurazione.
Difatti, ha ulteriormente specificato la Corte di giustizia,
«l’attività consistente nella liquidazione dei sinistri in nome e per

9~gElgalgt

I
Angelina-Maria P rrino es

4.4.- E resta allora irrilevante, ai fini dell’esenzione, la

Pagina 11 di 13
conto di un assicuratore, come quella di cui al procedimento
principale, non è in alcun modo connessa al fatto di ricercare
potenziali clienti e metterli in relazione con l’assicuratore in vista
della conclusione di contratti di assicurazione» (punto 40 della
sentenza Aspiro).
E, anche nel caso in esame, è indubbio che le attività

potenziali clienti.
5.- Si potrebbe, peraltro, sostenere che le attività delegate
possano rientrare nello specchio dell’esenzione perché oggetto di
mandato, le prestazioni relative al quale sono comunque esentate,
a norma dell’art. 10, 1° comma, n. 9 del d.P.R. n. 633/72, se
<

Scarica il pdf originale della sentenza:

DOWNLOAD

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA