Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2023 del 30/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 2023 Anno 2014
Presidente: CICALA MARIO
Relatore: COSENTINO ANTONELLO

ORDINANZA
sul ricorso 16250-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE 06363391001, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso
l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta
e difende ope legis;
– ricorrente contro
TONDINI ANDREA TNDNDR5OH15H703R, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA DELLA GIULIANA 74, presso lo studio
dell’avvocato PORPORA RAFFAELE, rappresentato e difeso
dall’avvocato BARBATO FRANCESCO giusta procura speciale in
calce al controricorso;
– controrkorrente nonc.hè contro
9185

Data pubblicazione: 30/01/2014

EQUITALIA SUD SPA, incorporante la EQUITALIA POLIS SPA,
in persona del Responsabile dell’Area territoriale di Salerno,
elettivamente domiciliata in ROMA, CIRCONVALLAZIONE
TRIONFALE 123, presso lo studio dell’avvocato DI RENZO

MARIA giusta procura speciale a margine della memoria di
costituzione;
– resistente avverso la sentenza n. 160/2010 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE di NAPOLI, SEZIONE
DISTACCATA di SALERNO dell’8/4/10, depositata il 28/04/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
05/12/2013 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONELLO
COSENTINO;
udito l’Avvocato Caprio Ezio Maria difensore della resistente che si
riporta agli scritti.
i SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
L’ Agenzia delle Entrate ricorre contro il sig. Andrea Tondini (e nei confronti
del terzo Equitalia Polis) per la cassazione della sentenza con cui la
Commissione Tributaria Regionale della Campania, riformando la pronuncia
di primo grado, ha annullato una cartella esattoriale per la riscossione di
tributi (IRPEF IVA IRAP) relativi all’anno d’imposta 2001, conseguente ai
controlli automatizzati ex art. 36 bis DPR 600/73 e 54 bis DPR 633/72.
La Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto la nullità della cartella
perché non adeguatamente motivata, considerato che la stessa, non essendo
stata preceduta da alcuna comunicazione ex artt. 6, quinto comma, 1. 212/00 o
ex art. 36 bis e 36 ter DPR 600/73, assolveva alla funzione di primo atto
impositivo.
Il contribuente si è costituito con controricorso, mentre Equitalia Sud spa,
incorporante di Equitalia Polis spa, si è costituita con memoria ai soli fini della
Ric. 2011 n. 16250 sez. MT – ud. 05-12-2013
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ANDREA, rappresentatao e difesa dall’avvocato CAPRIO EZIO

partecipazione alla discussione orale.
Con l’unico complesso motivo di ricorso l’Agenzia denuncia la violazione
degli articoli 7 e 17 1. 212/00 e degli articoli 36 bis DPR 600/73, 54 bis DPR
633/72 e 6, quinto comma, 1. 212/2000), nonché la carenza di motivazione
sulle deduzioni dell’Ufficio.

e notificata alle parti – la causa è stata discussa nella camera di consiglio del
5.12.13, per la quale non sono state depositate memorie difensive ed alla
quale la difesa erariale è comparsa solo il difensore di Equitalia Sud.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il motivo appare fondato in quanto sia la premesse del ragionamento del
giudice di merito (la cartella doveva essere preceduta da un avviso avente ad
oggetto l’esito della liquidazione) che le conclusioni di tale ragionamento (la
cartella doveva essere motivata con la medesima ampiezza necessaria per
motivare un avviso di accertamento) contrastano con la giurisprudenza di
legittimità.
Quanto alla asserita obbligatorietà della comunicazione di un avviso avente ad
oggetto l’esito della liquidazione, si rileva che questa Corte ha precisato che
all’esito del controllo automatizzato delle dichiarazioni dei contribuenti ex artt.
36 bis DPR 600/73 e 54 bis DPR 633/72 non sono necessari avvisi se non
quando si sussistano incertezze su aspetti rilevanti delle dichiarazioni
sottoposte ai controlli; vedi, in termini, Cass. 26361/10 “In tema di imposte
sui redditi, è legittima la cartella di pagamento che non sia preceduta dalla
comunicazione dell’esito della liquidazione, prevista dal comma 3 dell’art. 36bis d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 sia perché la norma non prevede alcuna
sanzione, in termini di nullità, per il suo inadempimento, sia perché tale
comunicazione, avendo la funzione di evitare al contribuente la reiterazione di
errori e di consentirgli la regolarizzazione di aspetti formali, è un
adempimento rivolto esclusivamente ad orientare il comportamento futuro
dell’interessato ed esula, quindi, dall’ambito dell’esercizio del diritto di difesa
e di contraddittorio nei confronti dell’emittenda cartella di pagamento.”; si
Ric. 2011 n. 16250 sez. MT – ud. 05-12-2013
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All’esito della relazione ex art. 380 bis cpc – comunicata al Pubblico Ministero

veda anche Cass. 7536/11:

“In tema di riscossione delle imposte, l’art. 6,

comma 5, della legge 27 luglio 2000, n. 212 non impone l’obbligo del
contraddittorio preventivo in tutti i casi in cui si debba procedere ad iscrizione
a ruolo, ai sensi dell’art. 36-bis del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ma
soltanto “qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della

dichiarazione vi sia un mero errore materiale, che è l’ipotesi tipica
disciplinata dall’art. 36-bis citato, poiché in tal caso non v’è necessità di
chiarire nulla e, se il legislatore avesse voluto imporre il contraddittorio
preventivo in tutti i casi di iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione dei
tributi, non avrebbe indicato quale presupposto di esso l’incertezza
riguardante “aspetti rilevanti della dichiarazione”.”; ancora, nello stesso
senso, Cass. 795/11 e, da ultimo, Cass. 8342/12.
Né, in proposito, può condividersi l’assunto del contro ricorrente secondo cui,
nel modello di dichiarazione Unico vigente fino al 2008, l’incertezza sarebbe
stata insita nella necessità di compilare in ogni caso, per la conformazione del
programma informatico dell’Agenzia delle entrate, il quadro relativo
all’IRAP, pur quando il contribuente non si ritenesse soggetto a tale imposta.
Da tale situazione non derivava infatti alcuna incertezza sulle risultanze della
dichiarazione, laddove il contribuente poteva e doveva far valere in sede di
opposizione alla cartella eventuali contestazioni relative alla sussistenza dei
presupposti impositivi dell’1RAP.
Quanto alla motivazione della cartella – premesso che è pacifico che le somme
richieste con la cartella sono esattamente quelle risultanti dalla dichiarazione
del contribuente e dal medesimo non versate (nel sesto cpv. della prima pagina
della sentenza gravata si riporta, senza smentirla, l’affermazione svolta nelle
controdeduzioni dell’Ufficio in appello che il contribuente ha “dichiarato
l’imposta non versata”) – questa Corte ha pure chiarito che “La cartella con
cui l’Amministrazione chieda il pagamento delle imposte, dichiarate dal
contribuente e non versate, non necessita di specifica motivazione, non
risultando a tale fine applicabile né l’art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241
(il quale prevede siano messi a disposizione del contribuente gli atti di cui egli
già non disponga), né l’art. 25 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (che
Ric. 2011 n. 16250 sez. MT – ud. 05-12-2013
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dichiarazione”, situazione, quest’ultima, che non ricorre nel caso in cui nella

prescrive il contenuto minimo della cartella), in quanto la pretesa tributaria
scaturisce dalla pura e semplice obbligazione di pagamento delle imposte,
determinate nella dichiarazione del contribuente. Spetta, eventualmente, a
quest’ultimo, in relazione ai principi generali in tema di onere della prova,
allegare e provare di avere effettuato in tutto o in parte i versamenti richiesti,

recante la dizione “somme dovute a seguito di controllo della dichiarazione
dei redditi”).”; così Cass. 27140/11; vedi anche, nel senso che la cartella deve

essere motivata qualora

“non si sovrapponga alla dichiarazione del

contribuente”, Cass. 28056/09, 14414/05).

Si deve pertanto accogliere il ricorso e cassare la sentenza gravata, con rinvio
alla Commissione Tributaria Regionale, che regolerà anche le spese del
giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza gravata e rinvia alla
Commissione Tributaria Regionale della Campania, che regolerà anche le
spese del giudizio di cassazione.
Così deciso in Roma il 5 dicembre 2013.

in adempimento dell’obbligo in questione. (Fattispecie relativa a cartella

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