Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2023 del 26/01/2018


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Civile Ord. Sez. L Num. 2023 Anno 2018
Presidente: BRONZINI GIUSEPPE
Relatore: PATTI ADRIANO PIERGIOVANNI

ORDINANZA

sul ricorso 13313-2013 proposto da:
TRENITALIA S.P.A. P.I. 05403151003, in persona del
legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, PIAZZA DELLA CROCE ROSSA l,
presso lo studio dell’avvocato PATRIZIA CARINO,
rappresentata e difesa dagli avvocati ANDREA UBERTI,
PAOLO TOSI, giusta delega in atti;
– ricorrente contro

2017
4150

TORTI

ALESSANDRO,

rappresentato

e

difeso

dall’avvocato ANTONIO GIORDANO, domiciliato in ROMA
PIAZZA CAVOUR PRESSO LA CANCELLERIA DELLA CORTE DI
CASSAZIONE, giusta delega in atti;

Data pubblicazione: 26/01/2018

- controricorrente

avverso la sentenza n. 1209/2012 della CORTE
D’APPELLO di TORINO, depositata il 16/11/2012 R.G.N.

/

27/12;

RG 13313/2013
RILEVATO
che con sentenza 16 novembre 2012, la Corte d’appello di Torino, ritenuta la
sussistenza di un’interposizione di manodopera vietata a sensi dell’art. 29 d.Ig.
276/2003, accertava la ricorrenza tra Alessandro Torti e Trenitalia s.p.a. di un
10 luglio 2006 e il diritto del lavoratore

all’inquadramento nel profilo di autista, livello F del CCNL Attività Ferroviarie,
condannando la società datrice al pagamento, in favore del predetto, delle differenze
retributive dovute tra il trattamento percepito presso Sotraf s.r.l. e quelle spettantigli
in base all’inquadramento corretto, oltre rivalutazione ed interessi: così riformando la
sentenza di primo grado, che aveva invece rigettato le domande del lavoratore;

che avverso tale sentenza Trenitalia s.p.a. ricorreva per cassazione con due motivi,
cui resisteva il lavoratore con controricorso;

che le parti conciliavano la controversia in sede sindacale con verbale in data 27 aprile
2017 (successiva a quella di notificazione del ricorso) dal quale risulta in particolare la
rinuncia, accettata dal lavoratore, della società al ricorso per cassazione proposto, con
la compensazione delle spese di lite;

che pertanto deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, con
integrale compensazione delle spese di giudizio tra le parti: comportando la statuizione
l’obbligo per il giudice di provvedere sulle spese processuali dell’intero giudizio, salva
peraltro la facoltà di disporne motivatamente la compensazione, totale o parziale
(Cass. 17 febbraio 2016, n. 3148; Cass. 21 giugno 2004, n. 11494), qui ravvisabile
nella chiara volontà manifestata dalle parti in tale senso;

P.Q.M.
La Corte dichiara cessata la materia del contendere e le spese del giudizio interamente
compensate tra le parti.
Così deciso nella Adunanza camerale del 25 ottobre 2017

rapporto di lavoro subordinato dal

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