Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20214 del 07/10/2016

Cassazione civile sez. lav., 07/10/2016, (ud. 24/06/2016, dep. 07/10/2016), n.20214

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAMMONE Giovanni – Presidente –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 23820-2010 proposto da:

G.A.L., C.F. (OMISSIS), domiciliata In ROMA, PIAZZA

CAVOUR, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,

rappresentata e difesa dall’avvocato ANTONIETTA TORTORELLA, giusta

delega in atti;

– ricorrente –

e contro

– I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA n. 29 presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli

avvocati ANTONIETTA CORETTI, TRIOLO VINCENZO ed EMANUELE DE ROSE,

giusta delega in calce alla copia notificata del ricorso;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 2452/2010 della CORTE D’APPELLO di BARI,

depositata il 07/06/2010, R.G. N. 2907/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/06/2016 dal Consigliere Dott. LUIGI CAVALLARO;

udito l’Avvocato VINCENZO STUMPO per delega orale ANTONIETTA CORETTI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FUZIO Riccardo, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Premesso che, con sentenza depositata il 15.6.2010, la Corte d’appello di Bari, in riforma della statuizione di primo grado, ha dichiarato decaduta G.A.L. dalla domanda avente ad oggetto il ricalcolo dell’indennità di disoccupazione agricola sulla base dei minimi retributivi previsti dalla contrattazione collettiva provinciale, comprensivi della quota di TFR, invece che sulla scorta del salario medio convenzionale rilevato nel 1995 e non più incrementato negli anni successivi, per come riconosciutole dall’INPS;

premesso inoltre che contro questa pronuncia ha interposto ricorso per cassazione G.A.L., con un unico motivo di censura in cui deduce violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47 e D.L. n. 103 del 1991, art. 6 per avere la Corte di merito ritenuto applicabile l’istituto della decadenza anche all’ipotesi di domanda di riliquidazione della prestazione previdenziale per erronea individuazione della sua base di calcolo;

premesso infine che l’INPS ha svolto difese orali in pubblica udienza e il Collegio ha autorizzato la redazione della motivazione in forma semplificata;

ritenuto che, pronunciandosi su fattispecie affatto analoghe a quella per cui è causa, questa Corte, dopo aver ribadito il principio secondo cui la decadenza di cui al combinato disposto del D.P.R. n. 639 del 1970, art. 47 e D.L. n. 103 del 1991, art. 6 (conv. con L. n. 166 del 1991), non può trovare applicazione in tutti quei casi in cui la domanda giudiziale sia rivolta ad ottenere non già il riconoscimento del diritto alla prestazione previdenziale in sè considerata, ma solo l’adeguamento di detta prestazione già riconosciuta in un importo inferiore a quello dovuto (Cass. S.U. n. 12720 del 2009), ha ritenuto che l’esclusione della decadenza comportasse la cassazione della sentenza e la decisione nel merito ai sensi dell’art. 384 c.p.c., comma 2, all’uopo non ostando il rilevo d’ufficio della questione relativa all’inserimento della quota di TFR nella base di computo dell’indennità di disoccupazione agricola, qui sollevata dall’INPS in fase di gravarne, dal momento che, avendo la Corte territoriale dichiarato la decadenza in virtù dell’applicazione del criterio della ragione più liquida, senza dunque esaminare la spettanza del diritto oggetto di lite, si è in presenza non già di giudicato implicito sull’esistenza del diritto, ma di un c.d. assorbimento improprio, che non impone l’impugnazione da parte del soggetto vittorioso in appello (così Cass. n. 25028 del 2014 e 19822 del 2015);

considerato che il Collegio intende dare continuità al superiore orientamento, senza che ciò comporti alcuna necessità di attivare il contraddittorio mediante il meccanismo di cui all’art. 384 c.p.c., comma 3, tenuto conto che la censura svolta in sede di gravame dall’INPS, che involgeva esclusivamente l’astratta configurabilità del diritto dell’operaio agricolo a tempo determinato all’inclusione della c.d. “quota di TFR” nella retribuzione contrattuale utile per il calcolo della indennità di disoccupazione, è già stata scrutinata negativamente da questa Corte (cfr., ex plurimis, Cass. nn. 200, 202, 11152 e 18516 del 2011, 8510 del 2012, 9128, 10461 e 15375 del 2013, 1690 del 2014) e deve considerarsi definitivamente risolta dal D.L. n. 98 del 2011, art. 18, comma 18, (conv. con L. n. 111 del 2011), che interpretando autenticamente il D.Lgs. n. 146 del 1997, art. 4 ha stabilito che “la retribuzione utile per il calcolo delle prestazioni temporanee in favore degli operai agricoli a tempo determinato, non è comprensiva della voce relativa al trattamento di fine rapporto, comunque denominato dalla contrattazione collettiva” (cfr. da ult. Cass. n. 19822 del 2015, cit.);

ritenuto conclusivamente che, non apparendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito con l’accoglimento della domanda svolta da G.A.L. limitatamente al ricalcolo dell’indennità di disoccupazione agricola già corrispostale in relazione a n. 102 giornate di lavoro effettuate nell’anno (OMISSIS) alla stregua della retribuzione fissata dalla contrattazione collettiva integrativa della provincia di Foggia, siccome statuito dal primo giudice e non oggetto di appello da parte dell’INPS, ma con esclusione dalla base di calcolo della quota di TFR;

considerato che, dovendosi pronunciare sulle spese dell’intero processo, reputa il Collegio di dover dare continuità al principio secondo cui l’accoglimento parziale dell’unica domanda proposta dà luogo a soccombenza reciproca ex art. 92 c.p.c. non solo quando la domanda sia stata articolata in più capi, dei quali solo alcuni siano stati accolti, ma altresì quando essa sia stata articolata in un unico capo e la parzialità abbia riguardato il quantum del suo accoglimento (Cass. n. 3438 del 2016).

PQM

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara che G.A.L. ha diritto al ricalcolo dell’indennità di disoccupazione agricola già corrispostale in relazione a n. 102 giornate di lavoro effettuate nell’anno (OMISSIS) alla stregua della retribuzione fissata dalla contrattazione collettiva integrativa della provincia di Foggia, con esclusione dalla base di calcolo della quota di TFR. Compensa le spese dell’intero processo.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 7 ottobre 2016

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