Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2020 del 29/01/2020

Cassazione civile sez. VI, 29/01/2020, (ud. 22/10/2019, dep. 29/01/2020), n.2020

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24774-2018 proposto da:

D.D., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato

CARMELA GRILLO giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO – Commissione territoriale per il

riconoscimento della protezione internazione di Firenze sezione di

Perugia, in persona del Ministro pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 119/2018 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,

depositata il 22/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 22/10/2019 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLA

VELLA.

Fatto

RILEVATO

che:

1. con la sentenza impugnata, la Corte d’appello di Perugia, pur rilevando la nullità dell’ordinanza del Tribunale di Perugia appellata dal cittadino maliano D.D., ha respinto la domanda proposta da quest’ultimo per il riconoscimento della protezione internazionale ovvero umanitaria;

2. avverso detta sentenza il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi, corredato da memoria, cui l’intimato Ministero dell’intero ha resistito con controricorso;

3. a seguito di deposito della proposta ex art. 380 bis c.p.c., è stata ritualmente fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. merita accoglimento la prima censura, con cui si lamenta la violazione dell’art. 354 c.p.c., stante l’inesistenza dell’ordinanza di primo grado in cui parte motiva e dispositivo si riferiscono a tutt’altra vicenda (relativa al cittadino senegalese N.A.K.);

5. invero la Corte d’appello, pur rilevando la “nullità dell’ordinanza del tribunale in quanto pronunciata nei confronti di un soggetto diverso da B.D., nonostante la corretta intestazione”, ha deciso la causa nel merito, rigettando le domande proposte;

6. al riguardo soccorre l’orientamento di questa Corte per cui “da sentenza emessa nei confronti delle parti del giudizio ma con motivazione e dispositivo relativi a causa diversa, concernente altri soggetti, è priva degli elementi necessari per la formazione del giudicato sul rapporto controverso ed è, quindi, affetta da nullità insanabile, che, nel corso del processo può essere rilevata d’ufficio dal giudice dell’impugnazione, determinando in sede di legittimità la cassazione con rinvio, affinchè si possa procedere alla sua rinnovazione” (Cass. n. 15002/2015); in termini analoghi è stato affermato che è affetto da inesistenza giuridica, o nullità radicale, il provvedimento giurisdizionale avente contenuto decisorio correttamente intestato alle parti del giudizio, ma recante una motivazione e il dispositivo relativi alle parti di altra causa, atteso che, in tale ipotesi – a differenza di quel che si verifica nella correzione dell’errore materiale – non è possibile ricostruire il “decisum” e la “ratio decidendi”, donde la necessità della rinnovazione del giudizio (v. Cass. 16497/2019; cfr. Cass. n. 6162/2014);

7. resta assorbito l’esame dei due ulteriori motivi di ricorso, con i quali si lamenta, rispettivamente, la “violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5” e “l’omesso esame circa la domanda di protezione umanitaria D.Lgs. n. 286 del 1998, ex art. 5, comma 6”;

8. il ricorso va dunque accolto per quanto di ragione, con rinvio al giudice di primo grado, ai sensi dell’art. 383 c.p.c., comma 3.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbiti i restanti due, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Perugia – sezione specializzata in materia di protezione internazionale, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 22 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 29 gennaio 2020

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