Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20198 del 31/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 20198 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: CIRILLO FRANCESCO MARIA

ORDINANZA
sul ricorso 16278-2017 proposto da:
REGIONI’, CALABRIA, in persona del Presidente pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, \TALE DELLE MILIZIE 34,
presso lo studio dell’avvocato DONAI -1’3,1,A H ,uTINo,
rappresentata e difesa dall’avvocato ANTONIO N’ARAR();
– ricorrenteContro
ZUCCO SAVERIO, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
CAVOUR, presso la COR’I”, DI CASSAZIONE, rappresentato e
difeso dall’avvocato MA RC() A URIThl() CURATOLA;
– controricorrente –

Data pubblicazione: 31/07/2018

avverso la sentenza n. 123/2016 della CORTE D’APPIU,1,0 di
RI’,GGIO CALABRIA, depositata il 10/05/2017;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 10/07/2018 dal Consigliere Dott. FRANCESCO
MARIA C1R_II,LO.
FATTI DI CAUSA
1. Saverio Zucco, in qualità di titolare dell’omonima impresa, ottenne
dal Tribunale di Reggio Calabria un decreto ingiuntivo per la somma di
lire 13.574.200 nei confronti della Regione Calabria, a titolo di
corrispettivo non pagato per lavori di trasporto di pietre ed altro
materiale.
1,a Regione propose opposizione al decreto ingiuntivo sostenendo, tra
l’altro, la mancanza di prova del compimento della prestazione; nel
giudizio si costituì lo Zucco chiedendo in via principale il rigetto
dell’opposizione e, in via subordinata, la condanna della Regione al
pagamento della stessa somma portata dal decreto ingiuntivo, ma a
titolo di indebito arricchimento.
Uspletata attività istruttoria con prove testimoniali e c.t.u., il Tribunale
rigettò l’opposizione, confermò il decreto ingiuntivo e condannò la
Regione al pagamento delle spese di lite.
2. Avverso tale sentenza ha proposto appello la Regione Calabria e la
Corte d’appello di Reggio Calabria, con sentenza del 10 maggio 2016,
in riforma di quella – di primo grado, ha condannato la Regione al
pagamento della minore somma di euro 5.257,87 a titolo di indebito
arricchimento, compensando per intero le spese di lite.
3. Contro la sentenza della Corte d’appello di Reggio Calabria ricorre la
Regione Calabria con atto affidato a tre motivi.
Resiste Saverio Zucco con controricorso.

Ric. 2017 n. 16278 sez. M3 – ud. 10-07-2018
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Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio,
sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375, 376 e 380-bili cod. proc.
civ., ed entrambe le parti hanno depositato memorie.

RAGIONI DELLA DECISIONE

tardività del ricorso sul rilievo che, dovendosi ritenere il termine ultimo
per l’impugnazione scadente il 12 giugno 2017 (art. 327 cod. proc. civ.)

ed essendo stato notificato il ricorso in via telematica, il plico risultava
inviato alle ore 20.55 di (luci giorno, ma era pervenuto al difensore del
controricorrente solo alle ore 21.04. Perciò, in virtù della norma
dell’art. 147 cod. proc. civ. e delle regole sul processo telematico, la
notifica dovrebbe ritenersi perfezionata non il giorno 12 giugno, bensì
il giorno seguente e, perciò, sarebbe da considerare tardiva, con
conseguente inammissibilità del ricorso.
1.1. l:eccezione è fondata.
1.2. Nel caso in esame, dovendosi applicare il termine lungo di un
anno ai sensi dell’art. 327 cod. proc. civ., depositata la sentenza
d’appello il 10 maggio 2016, il termine ultimo andava a scadere,
calcolando la sospensione feriale, il 10 giugno 2017; e poiché tale data
cadeva nel giorno di sabato, il termine era da considerare prorogato al
lunedì successivo, 12 giugno 2017 (art. 155 cod. proc. civ.). In tale data
la notifica ha avuto effettivamente luogo, a mezzo PEC, e occorre
stabilire se essa sia o meno tempestiva ai sensi dell’art. 147 cod. proc.
civ., secondo cui le notifiche non possono farsi prima delle ore 7 e
dopo delle ore 21.
I.,a giurisprudenza di ciuesta Corte ha già avuto modo di pronunciarsi
sull’argomento, a cluanto consta, con tre decisioni concordi, chec sono
le sentenze 4 maggio 2016, n. 8886, e 21 settembre 2017, n. 21915,
nonché l’ordinanza 22 dicembre 2017, n. 30766. Queste pronunce
Ric. 2017 n. 16278 sez. M3 – ud. 10-07-2018
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1. Occorre preliminarmente rilevare che il controricorso eccepisce la

hanno enunciato un medesimo principio, e cioè che in tema di
notificazioni con modalità telematica, l’art. 1 6-septies del decreto-legge
18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modifiche nella legge 17
dicembre 2012, n. 221, si interpreta nel senso che la notificazione

sensi dell’art. 3-bis, comma 3, della legge 21 gennaio 1994, n. 53, si
perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo, secondo la chiara
disposizione normativa, intesa a tutelare il diritto di difesa del
destinatario della notifica senza condizionare irragionevolmente quello
del mittente. Principio, questo, enunciato tenendo conto della scelta
operata dal legislatore in ordine all’applicazione dell’art. 147 cod. proc.
civ. anche al processo telematico.
Tuttavia nelle suddette pronunce si era in presenza di situazioni nelle
quali il procedimento di notifica era stato messo in moto dopo le ore 21,
per cui, trattandosi di notifica avvenuta nell’ultimo giorno utile,
l’impugnazione è stata ritenuta tardiva. Nel caso di specie, al contrario,
siamo in presenza di una situazione limite, perché la notifica del
ricorso risulta spedita alle ore 20.55 del 12 giugno 2017, cioè
all’approssimarsi del termine ultimo delle ore 21. Diventa decisivo,
perciò, alla luce dei precedenti suindicati, stabilire a che ora siano state
emesse, rispettivamente, la ricevuta di accettazione e quella di avvenuta
consegna, giacché ai sensi dell’art. 16-cc/ler, comma 3, del d.l. n. 179
del 2012, cit., «la notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, nel
momento in cui viene generata la ricevuta di accettazione (…) e, per il
destinatario, nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta
consegna» (v., sul punto, l’art. 6, commi 1 e 2, del d.P.R. 11 febbraio
2005, n. 68). Deve infatti affermarsi che anche nelle notifiche
telematiche sia operativo il principio della scissione di cui alla nota
sentenza n. 477 del 2002 della Corte costituzionale, e che tale scissione
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richiesta, con rilascio della ricevuta di accettazione dopo le ore 21.00, ai

possa essere decisiva in un caso limite come quello in esame; la diversa
affermazione contenuta nella citata sentenza n. 21915 del 2017 si
collega alla circostanza, verificatasi in quel giudizio, per cui il
notificante aveva cominciato a compiere l’attività notificatoria quando

non vale per il caso odierno.
Dall’esame degli atti, doveroso in considerazione del contenuto
dell’eccezione proposta dal controricorrente, risulta infatti che la
ricevuta di accettazione è stata generata alle ore 21..04.33 e ciuella di
avvenuta consegna alle Ore 21 04.39, cioè pochi centesimi di secondi
dopo. Ne deriva che la Regione ricorrente non può invocare, a
sostegno della tempestività del ricorso, l’invio della notifica prima delle
ore 21, perché questa si è perfezionata anche nei suoi confronti dopo
l’ora massima consentita per poter ritenere che la stessa sia avvenuta in
quel giorno; la notifica, quindi, è da ritenere compiuta non più il giorno
12 giugno, bensì alle ore 7 del giorno successivo 13 giugno 2017.
Ma poiché il 12 giugno 2017 era l’ultimo giorno utile, la notifica è
tardiva ed il ricorso è perciò inammissibile.
2. Il ricorso, pertanto, è dichiarato inammissibile.
In considerazione della particolarità della cluestione — a quanto risulta
non ancora esplicitamente esaminata da questa Corte — vi sono ragioni
tali da imporre la compensazione delle spese del giudizio di legittimità.
Sussistono tuttavia le condizioni di cui all’art. 13, comma 1-cpater, del
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, per il versamento, da parte della
Regione ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo
unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

P.Q.M.
I ,a Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese del
giudizio di cassazione.
Ric. 2017 n. 16278 sez. M3 – ud. 10-07-2018
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il margine di tempo a sua disposizione si era già consumato, cosa che

1i sensi dell’art. 13, comma 1-eater, del cl.P.R. 30 maggio 2002, n. 115,
dà atto della sussistenza delle condizioni per il versamento, da parte
della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato
pari a quello dovuto per il ricorso.

Civile — 3, il 10 luglio 2018.
Il Presidente

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Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione

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