Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20120 del 30/09/2011

Cassazione civile sez. trib., 30/09/2011, (ud. 06/07/2011, dep. 30/09/2011), n.20120

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – rel. Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 17585-2009 proposto da:

NEW CELLAR CLUB SRL (OMISSIS) in persona del legale

rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA A. FUSCO 104,

presso lo studio dell’avvocato CAIAFA ANTONIO, rappresentata e difesa

dagli avvocati LOCONTE STEFANO, DERAMO ANTONIO L., giusta procura

speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE

FINANZE;

– intimati –

avverso la sentenza n. 52/2008 della Commissione Tributaria Regionale

di BARI del 18.4.08, depositata il 28/05/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/07/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MARIAIDA PERSICO.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. RAFFAELE

CENICCOLA.

La Corte:

Fatto

FATTO E DIRITTO

ritenuto che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“Il relatore cons. Mariaida Persico, letti gli atti depositati, osserva:

1. La società New Celiar Club s.r.l. propone ricorso per cassazione, fondato su due motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia n. 52/6/08, depositata il 28 maggio 2008, con la quale veniva accolto l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate alla sentenza di primo grado. Quest’ultima aveva accolto il ricorso da essa società proposto avverso l’avviso di irrogazione sanzioni amministrative del 2005 conseguente al p.v. di accertamento redatto dagli ispettori di vigilanza dell’Inps per il mancato versamento di contributi previdenziali ed assicurativi per tre lavoratrici irregolari.

Gli intimati non resistono.

2. Preliminarmente si rileva che la ricorrente ha provato di aver richiesto nei termini la notifica del proprio ricorso alle controparti, ma che non risultano ancora depositate le ricevute di ricevimento dello stesso (Cass., Sez. Un., n. 627 del 2008).

3. In via preliminare, inoltre, si deve rilevare l’inammissibilità, per difetto di legittimazione, del ricorso proposto avverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per non essere stato lo stesso parte del giudizio di appello, instaurato con ricorso della sola Agenzia delle Entrate (nella sua articolazione periferica) dopo il 1 gennaio 2001, con conseguente implicita estromissione dell’Ufficio periferico del Ministero (ex plurimis, Cass. S.U. n. 3116/06; Cass. 24245/04).

4. Va infine rilevato che, ad onta della sentenza della Corte Costituzionale n. 130 del 2008 (che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, comma 1 nella parte in cui attribuisce alla giurisdizione tributaria le controversie relative alle sanzioni comunque irrogate da uffici finanziari, anche laddove esse conseguano alla violazione di disposizioni non aventi natura tributaria), come già affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte, (n. 14889 del 2009; n. 44883 del 2008;

n. 27348 del 2008 relative al conflitto di giurisdizione), la conseguente questione di giurisdizione non può essere affrontata per la prima volta in sede di legittimità in quanto preclusa dal giudicato interno, anche implicito, formatosi attraverso la pronuncia resa dal giudice di merito che si è ritenuto dotato di giurisdizione, senza alcuna impugnazione sul punto.

5. Appare manifestamente fondato il primo motivo del ricorso, accompagnato da idoneo quesito di diritto, con il quale si denuncia, ex art. 360 c.p.c., n. 4, la nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c. e art. 168 disp. att. c.p.c., con riferimento all’omessa pronuncia sull’eccezione di mancata motivazione e prova sulla qualificazione di lavoratrici subordinate dato dall’ufficio alle tre lavoratrici rinvenute. In effetti l’impugnata sentenza dedica, nell’esigua motivazione, la sua attenzione solo alla pronuncia della Corte Costituzionale n. 144 del 2005, senza occuparsi d’altro, ad onta della lunga esposizione dedicata, nella prima parte, alla puntuale indicazione sia dei motivi dell’appello dell’ufficio, che delle difese svolte dalla società contribuente. E’ dunque completamente omesso l’esame, e quindi la valutazione del merito della controversia, così che la conclusione, cioè l’accoglimento dell’appello, risulta comportare una mera statuizione implicita sulla stessa, con omessa pronuncia sulle domande ed eccezioni delle parti.

Tanto integra certamente un difetto di attività del giudice di secondo grado (Cass. n. 15172/09).

5.1 L’accoglimento di tale motivo rende assorbito il secondo con il quale si pone identica censura su altra eccezione svolta.

6. Si ritiene, quindi, sussistano i presupposti per la trattazione del ricorso in Camera di Consiglio e la definizione, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., con il relativo accoglimento per manifesta fondatezza del primo motivo, assorbito il secondo.” Che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati delle parti;

che è stata depositata memoria da parte del ricorrente alla quale sono state allegate gli avvisi di ricevimento del ricorso per cassazione agli intimati; che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide 1 motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, va accolto il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo, e va cassata la sentenza impugnata con rinvio, anche per le spese ad altra sezione della C.T.R. della Puglia.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso proposto contro il Ministero dell’Economia e delle Finanze e compensa le relative spese;

accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della Puglia.

Così deciso in Roma, il 6 luglio 20011.

Depositato in Cancelleria il 30 settembre 2011

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