Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20114 del 07/10/2016


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Cassazione civile sez. VI, 07/10/2016, (ud. 11/04/2016, dep. 07/10/2016), n.20114

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16867-2014 proposto da:

AGOS DUCATO SPA (GIA’ DUCATO SPA), in persona del suo procuratore

speciale, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA GIOVINE ITALIA,

7, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO CARNEVALI, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato PIER ANDREA MILANINI

giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

(OMISSIS) SRL IN LIQUIDAZIONE;

– intimata –

avverso il Decreto n. 4288 del 2012 R.G. del TRIBUNALE di LUCCA del

16/05/2014, depositata il 16/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

11/04/2016 dal Consigliere Dott. DE CHIARA CARLO.

Fatto

PREMESSO

Che è stata depositata relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., nella quale si legge quanto segue:

“1. – Il Tribunale di Lucca ha respinto l’opposizione proposta dalla Agos Ducato s.p.a. allo stato passivo del fallimento (OMISSIS) s.r.l., dal quale era stato escluso il credito dell’opponente quale cessionaria del quinto dello stipendio e del TFR di un dipendente della società fallita.

Il Tribunale ha negato l’esistenza della prova del diritto della opponente, avendo questa omesso di produrre l’atto di cessione del credito in proprio favore, erroneamente ritenendo acquisibili d’ufficio i documenti che aveva prodotto con la domanda d’insinuazione al passivo. Nè la prova poteva essere offerta per testimoni, date le formalità – notificazione della cessione stessa al debitore ceduto ovvero accettazione di quest’ultimo – richieste dalla legge per l’opponibilità della cessione del credito alla massa fallimentare.

La Agos Ducato ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi, cui non ha resistito la curatela fallimentare intimata.

2. – Con il primo e il secondo motivo di ricorso, connessi e dunque esaminabili congiuntamente, si sostiene, rispettivamente, che i documenti prodotti con la domanda di ammissione al passivo potevano e dovevano essere acquisiti d’ufficio dal Tribunale e che la cessione del credito era stata regolarmente notificata alla società fallita.

2.1. – Tali motivi non possono essere accolti poichè, a mente della L.Fall., art. 99, comma 2, n. 4, è fatto onere al creditore opponente, la cui domanda sia stata respinta dal giudice delegato, di produrre anche nel giudizio di opposizione avanti al tribunale la documentazione, già prodotta nel corso della verifica del passivo, a sostegno della propria domanda (giurisp. consolidata: cfr. Cass. 24972/2013 493/2012, 22711/2010, 24415/2009, 10118/2006).

3. – Il terzo motivo di ricorso, con il quale si discute dell’ammontare del TFR, è inammissibile trattandosi di questione assorbita davanti al giudice di merito, che ha escluso in radice il credito della ricorrente”;

che tale relazione è stata notificata agli avvocati delle parti costituite;

che non sono state presentate memorie.

Diritto

CONSIDERATO

Che il Collegio condivide le considerazioni svolte nella relazione di cui sopra;

che pertanto il ricorso va rigettato;

che in mancanza di attività difensiva della parte intimata non occorre provvedere sulle spese processuali.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti dell’obbligo di versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dell’art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 11 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 7 ottobre 2016

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