Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20080 del 24/07/2019

Cassazione civile sez. VI, 24/07/2019, (ud. 18/04/2019, dep. 24/07/2019), n.20080

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – rel. Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 23554-2018 R.G. proposto da:

B.L., elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa dall’avvocato

PIETRO FAZIO;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO, in persona del Sindaco pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIOVANNI PIERLUIGI

DA PALESTRINA 63, presso lo studio dell’avvocato UGO DI PIETRO,

rappresentato e difeso dall’avvocato PIETRO SCOGLIO;

– resistente –

contro

ATO ME2 SPA, ASSICURATORI DEI LLOYD’S;

– intimati –

per regolamento di competenza avverso la sentenza n. 732/2018 del

TRIBUNALE di BARCELLONA POZZO DI GO1 O, depositata il 10/07/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 18/04/2019 dal Consigliere Relatore Dott.sa CHIARA

GRAZIOSI;

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del

Sostituto Procuratore Generale Dott. CORRADO MISTRI, che conclude

ritenendo fondata l’istanza di regolamento di competenza, con

conseguente declaratoria della competenza del Tribunale di

Barcellona Pozzo di Gotto in composizione monocratica alla

trattazione della suddetta controversia.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte osserva quanto segue.

1. Con atto di citazione notificato il 14 settembre 2009 B.L. conveniva davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, esponendo di essere comproprietaria di un immobile sito nella via Garibaldi del suddetto Comune, immobile che “nella notte tra il 10 e l’11 dicembre 2008 e successivamente” sarebbe stato “devastato dalle acque provenienti dalla Saia Cappuccini e straripate anche dal cunettone comunale” esistente tra via (OMISSIS) ed una via contigua, via Parini, e di avere in relazione a tale evento proposto in data 15 dicembre 2008 ricorso ai sensi degli artt. 696 e 696 bis c.p.c., ivi già manifestando che intendeva agire, tra l’altro, nei confronti del Comune quale “ente proprietario dell’impianto di convogliamento e raccolta delle acque reflue esistente nei pressi dell’immobile danneggiato”. L’esito della conseguente consulenza tecnica d’ufficio sarebbe stata l’avere il Comune “realizzato e lasciato in esercizio una conduttura afflitta da gravissimi difetti costruttivi e strutturali”, omettendo ogni controllo e in ultima analisi provocandone l’occlusione con conseguente invasione anche dell’immobile attoreo, pur essendo al corrente del “problema della strozzatura” della condotta quantomeno dal 1998. Da ciò sarebbe derivata la “piena ed esclusiva responsabilità” del Comune “sotto vari profili”, ovvero quale ente proprietario, costruttore, gestore e obbligato alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto. L’attrice pertanto chiedeva di “confermare la responsabilità del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto in ordine agli eventi di cui in narrativa… ed eventualmente dichiararla anche per tutti gli altri profili fin qui evidenziati”, nonchè di condannare conseguentemente il convenuto a risarcirle i danni.

Il Comune si costituiva, per quanto qui interessa eccependo difetto di giurisdizione del giudice ordinario per essere competente il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. Veniva autorizzato a chiamare in causa a manleva ATO ME 2 S.p.A., la quale si costituiva ottenendo a sua volta autorizzazione a chiamare in causa Lloyd’s Assicurazioni S.p.A., che pure si costituiva.

Con sentenza del 10 luglio 2018 il Tribunale dichiarava la propria incompetenza in favore del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche.

Tale sentenza è stata impugnata da B.L. tramite istanza di regolamento di competenza. Si è difeso con memoria il Comune. Il Procuratore Generale ha chiesto l’accoglimento dell’istanza di regolamento di competenza.

2. Nella impugnata sentenza il Tribunale, dato atto dell’applicabilità del principio di prospettazione per cui ex art. 10 c.p.c., la competenza si determina in base alla domanda giudiziale come formulata dall’attore, afferma che “dalla lettura dell’atto di citazione emerge senza possibilità di dubbio che la Benenati – richiamando le considerazioni espresse dal consulente nominato nell’ambito del procedimento per a.t.p. – ha posto a fondamento della domanda di risarcimento dei danni subiti dalla propria abitazione la “strozzatura presente nella Sala Cappuccini all’intersezione con la via (OMISSIS), evidenziando che proprio in quel punto la sezione risultava ulteriormente ridotta dalla presenza di canalizzazioni che la attraversavano” ed ha soggiunto che “l’ente convenuto non solo ha realizzato una conduttura afflitta da gravissimi difetti costruttivi e strutturali, ma ha omesso ogni controllo consentendo così sia lo sversamento abusivo di materiale proveniente anche da una cava a monte, sia l’illecita installazione di condutture elettriche all’interno della condotta idrica”… Dunque, l’attrice ha ricondotto la responsabilità dei danni sia ai vizi, strutturali e costruttivi, dell’opera idraulica eseguita dal Comune…, che al comportamento omissivo di quest’ultimo che non ha adeguatamente vigilato sul pericolo in atto esistente”.

A questo punto il Tribunale richiama S.U. 20 gennaio 2006 n. 1066, deducendone che ai sensi del R.D. n. 1775 del 1933, art. 140, comma 1, lett. e), la ripartizione della competenza tra il giudice ordinario e il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche nelle controversie attinenti il risarcimento di danni derivati da atti della pubblica amministrazione comporta l’attribuzione alla competenza dei Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche le domande per cui l’esistenza dei danni sia ricondotta alla esecuzione, alla manutenzione e al funzionamento dell’opera idraulica, spettando invece al giudice ordinario le cause relative a domande correlate solo indirettamente e occasionalmente al governo delle acque; e ciò perchè la competenza del giudice specializzato trae origine dai comportamenti, omissivi o commissivi, implicanti apprezzamenti sulla deliberazione, la progettazione e l’attuazione di opere idrauliche o comunque scelte della pubblica amministrazione dirette alla tutela di interessi generali correlati al regime delle acque pubbliche. Conclude quindi il Tribunale che, “essendo in discussione proprio l’esecuzione, la manutenzione ed il funzionamento dell’opera idraulica”, la causa compete al Tribunale delle Acque Pubbliche.

3. Quanto rilevato dalla impugnata sentenza a proposito della esecuzione dell’opera idraulica pubblica in sostanza non è inficiato dal ricorso di B.L..

Premesso che non ha consistenza la censura attinente alla qualificazione della eccezione sollevata dal Comune come giurisdizione anzichè competenza, giacchè la qualificazione della questione proposta spetta dunque al giudicante, come pure non ha consistenza l’ulteriore asserto di decadenza e/o rinuncia alla eccezione da parte del Comune, vista la globalità del riferimento agli atti difensivi presente nella precisazione delle conclusioni effettuata dal convenuto, deve darsi atto che nel merito l’istanza di regolamento non ha fondatezza. Invero, come si evince da quanto sopra riportato della sua accurata motivazione, il Tribunale ha accertato il contenuto delle pretese attoree, in conformità al principio di prospettazione, sulla base di quanto addotto nell’atto di citazione.

La pronuncia invocata dal Tribunale – S.U. 20 gennaio 2006 n. 1066 -, invero, è stata esattamente massimata nel senso che “Ai sensi del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775, art. 140, lett. e), la ripartizione della competenza fra il giudice ordinario e il tribunale regionale delle acque pubbliche, nelle controversie aventi per oggetto il risarcimento dei danni derivanti da atti posti in essere dalla P.A., deve essere effettuata nel senso di attribuire alla competenza dei tribunali regionali delle acque le domande in relazione alle quali l’esistenza dei danni sia ricondotta alla esecuzione, alla manutenzione e al funzionamento dell’opera idraulica, mentre debbono essere riservate alla cognizione del giudice in sede ordinaria le controversie aventi per oggetto pretese che si ricollegano solo indirettamente e occasionalmente alle vicende relative al governo delle acque: e ciò in quanto la competenza del giudice specializzato si giustifica in presenza di comportamenti, commissivi o omissivi, che implichino apprezzamenti circa la deliberazione, la progettazione e l’attuazione di opere idrauliche o comunque scelte della P.A. dirette alla tutela di interessi generali correlati al regime delle acque pubbliche. Pertanto, allorchè venga dedotto che un’opera idraulica non sia stata tenuta in efficienza (o sia stata mal costruita), questa deduzione implica la valutazione di apprezzamenti o di scelte della P.A. in relazione alla suindicata tutela degli interessi generali collegati al regime delle acque pubbliche, sicchè la domanda di risarcimento dei danni fondata sulla mancata deliberazione e attuazione delle necessarie opere di manutenzione deve essere devoluta alla cognizione del tribunale regionale delle acque pubbliche competente per territorio.”. Tale giurisprudenza si è del tutto consolidata (tra gli arresti massimati, conformi: Cass. sez. 3, ord. 11 gennaio 2007 n. 368; Cass. sez. 3, 16 aprile 2009 n. 9026; Cass. sez. 3, ord. 15 aprile 2011 n. 8722; Cass. sez. 6-3, ord. 11 gennaio 2012 n. 172; Cass. sez. 6-3, ord. 26 luglio 2012 n. 13357; Cass. sez. 3, 28 settembre 2012 n. 16535; Cass. sez. 6-3, ord. 24 dicembre 2014 n. 27392; Cass. sez. 6-3, ord. 20 maggio 2016 n. 10397; e cfr. pure Cass. sez. 6-3, ord. 9 novembre 2012 n. 19575 3 Cass. sez. 6-3, ord. 23 febbraio 2017 n. 4699).

Agendo dunque nei confronti del Comune anche quale “costruttore, gestore e obbligato alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto”, l’attrice ha introdotto la causa petendi nella complessiva prospettazione delle domande attoree ontologicamente basilare e dunque prevalente, la quale, come rilevato appunto dal Tribunale in conformità alla giurisprudenza di questa Suprema Corte, conduce alla competenza del Tribunale delle Acque Pubbliche.

Da ciò consegue la dichiarazione di tale competenza, la peculiarità del caso giustificando peraltro la compensazione delle spese della presente fase.

P.Q.M.

Dichiara la competenza del Tribunale Regionale delle Acque per la Sicilia. Compensa le spese.

Così deciso in Roma, il 18 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 24 luglio 2019

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