Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20077 del 06/10/2016


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Cassazione civile sez. VI, 06/10/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 06/10/2016), n.20077

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20054/2015 proposto da:

GESTORE DEI SERVIZI ENERGETICI SPA (di seguito GSE), in persona del

suo amministratore delegato e legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MARESCIALLO PILSUDSKI 92,

presso lo studio dell’avvocato ANTONIO PUGLIESE, rappresentata e

difesa dall’avvocato FRANCESCO ANACLERIO giusta procura speciale in

calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

R.G., ENEL DISTRIBUZIONE SPA (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 1361/2014 del TRIBUNALE di CATANZARO del

2/05/2014, depositata il 13/06/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LINA RUBINO.

Fatto

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

Ritenuto quanto segue:

p.1. Il Gestore dei servizi Energetici s.p.a. ha proposto ricorso per cassazione contro R.G. e nei confronti di Enel Distribuzione s.p.a. avverso la sentenza n. 1361 del 13 giugno 2014, con la quale il Tribunale di Catanzaro ha dichiarato inammissibile il suo appello avverso resa in primo grado inter partes dal Giudice di Pace di Chiaravalle Centrale.

p.2. L’intimato non ha resistito al ricorso.

Considerato quanto segue:

p.1. Il Collegio rileva che è stato depositato dalla ricorrente un atto qualificato come “istanza per la dichiarazione di sopravenuta improcedibilità del ricorso”, che è sottoscritto dal suo difensore della ricorrente.

A tale atto è allegata una procura speciale notarile a lui rilasciata in data 4 dicembre 2015 ed un atto qualificato come di transazione.

Nell’atto depositato il difensore della ricorrente dichiara di agire in forza della detta procura notarile, alla quale sono allegati quattro elenchi (indicati come A, B, C e D), rispettivamente relativi a ricorsi decisi da questa Corte, a ricorsi discussi e da rinotificare, a ricorsi da discutere (fra i quali vi è quello in esame) ed il quarto ancora di ricorsi da rinotificare.

Nell’atto si enuncia che tra le parti, rappresentate dai loro procuratori, dopo la proposizione del ricorso “è stata sottoscritta transazione (All. 2) contenente rinunzia di parte attrice all’azione proposta nei confronti di GSE (cfr. Allegato 2, punto 1 a pag. 4)”. Si dice, quindi, “che la rinunzia è stata accettata da GSE” e “che si è verificata, pertanto, la cessazione della materia del contendere ed il venir meno da parte di GSE dell’interesse al ricorso”.

Sulla base di tali premesse si chiede a questa Corte di “dichiarare la improcedibilità del ricorso medesimo”.

Va considerato che nella procura notarile di cui s’è detto al punto 4) è previsto che al difensore della ricorrente Avv. Francesco Anaclerio viene espressamente conferito il potere di “depositare l’atto di rinuncia ai ricorsi per Cassazione, presentati da GSE avverso le sentenze di appello emesse dal Tribunale di Catanzaro, di cui all’elenco C, in relazione ai quali non è stata ancora fissata l’udienza di discussione”.

Il Collegio, sulla base di tali emergenze, ancorchè l’atto depositato sia stato qualificato come “istanza per la dichiarazione di sopravenuta improcedibilità del ricorso” ed ancorchè nella sua parte espositiva per un verso si evochi il concetto di rinuncia della controparte all’azione accettata da GSE e, quindi, si prospetti la cessazione della materia del contendere, ritiene che l’atto debba intendersi – non esistendo formalmente fra le formule decisorie da adottarsi dalla Corte di Cassazione quella della “sopravvenuta improcedibilità del ricorso” e non essendo stata sollecitata, d’altro canto, una dichiarazione di inammissibilità (formula decisoria prevista) sebbene per sopravvenuta carenza di interesse in ragione della dedotta cessazione della materia del contendere – come dichiarazione di rinuncia al ricorso, che deve reputarsi ritualmente sottoscritta dal difensore della ricorrente ai sensi dell’art. 390 c.p.c., comma 2, in forza dell’espresso mandato in tal senso emergente dalla procura speciale notarile in base alla quale il difensore ha dichiarato di produrre l’atto.

p.2. Ne consegue che dev’essere dichiarata l’estinzione del processo di cassazione (fermo restando che la vicenda naturalmente resterà regolata dall’atto transattivo).

p.3. Non è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di Cassazione.

PQM

La Corte dichiara estinto per rinuncia il giudizio di Cassazione. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3, il 13 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 6 ottobre 2016

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