Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20073 del 06/10/2016


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile sez. VI, 06/10/2016, (ud. 24/06/2016, dep. 06/10/2016), n.20073

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6579-2015 proposto da:

F.F., C.N., elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA SABOTINO 12, presso lo studio dell’avvocato GRAZIANO

PUNGI’, rappresentati e difesi dall’avvocato MARCO SINOPOLI, giusta

procura in calce del ricorso;

– ricorrenti –

contro

S.F., S.G., S.T., S.E.,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE SAN GIOVANNI BOSCO N. 86/B,

presso lo studio dell’avvocato FLAVIA BARBUTO, che li rappresenta e

difende, giusta procura in calce del controricorso;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 1646/2014 del 18/07/2014 DELLA CORTE DI

APPELLO DI CATANZARO depositata il 17/11/2014;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

24/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. PICARONI Elisa;

udito l’Avvocato De Jorio Filippo per delega dell’Avvocato Sinopoli,

difensore del ricorrente che si riporta agli scritti del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 8 marzo 2016, la seguente relazione ex art. 380 – bis c.p.c.:

“Il Tribunale di Catanzaro – sez. di Chiaravalle Centrale, con ordinanza in data 15 aprile 2008, rigettava il ricorso proposto da F.F. e C.N. per la manutenzione nel possesso di una zona di terreno limitrofa alla loro proprietà, che assumevano indebitamente recintata e pavimentata dai consorti S.. La Corte d’appello, con sentenza in data 17 novembre 2014, ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dai sigg. F. – C. sul rilievo che avverso l’ordinanza del Tribunale doveva essere proposto reclamo ex art. 669 – terdecies, in ossequio al disposto dell’art. 703 c.p.c., comma 3, nel testo risultante dalla riforma attuata con la L. n. 80 del 2005. Avverso la sentenza della Corte d’appello propongono ricorso per cassazione F.F. e C.N., sulla base di un motivo. Resistono con controricorso S.G., S.F., S.T., S.E.. Il ricorso può essere deciso in camera di consiglio in quanto manifestamente fondato. Con l’unico motivo di ricorso – nel quale è dedotta violazione e falsa applicazione dell’art. 703 c.p.c. e del D.L. n. 35 del 2005, art. 2, commi 3 – quater e 3 – quinquies, conv. con modif. dalla L. n. 80 del 2005, come ulteriormente modificato dal D.L. n. 115 del 2205, convertito dalla L. n. 168 del 2005 – i ricorrenti assumono l’inapplicabilità, al caso di specie, del regime di impugnazione previsto dall’art. 703 c.p.c., comma 3, nel testo modificato nel 2005. La doglianza è manifestamente fondata. La norma contenuta nel testo dell’art. 703 c.p.c., comma 3, modificato è applicabile ai procedimenti instaurati successivamente al 1 marzo 2006, essendo in tale data entrata in vigore la riforma del 2005, e comunque per espressa previsione del legislatore (D.L. n. 35 del 2005, art. 2, comma 3 – quinquies, conv. dalla L. n. 80 del 2005, come modificato dalla L. n. 263 del 2005, art. 1, comma 6 e dal D.L. n. 273 del 2005, art. 39 – quater, conv. con modif. dalla L. n. 51 del 2006), e poichè il ricorso introduttivo del procedimento in oggetto è stato depositato il 4 agosto 2005, l’ordinanza conclusiva del giudizio di primo grado era appellabile e non reclamabile (ex che la suddetta relazione è stata notificata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’Adunanza della Corte di camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Considerato che il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione ex art. 380 – bis c.p.c., secondo cui l’ordinanza emessa dal Tribunale era appellabile;

che pertanto il ricorso deve essere accolto, con cassazione della sentenza impugnata e rinvio al giudice indicato in dispositivo, che provvederà anche a liquidare le spese del presente giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, alla Corte d’appello di Catanzaro, in diversa composizione.

Così deciso, in Roma, nella Camera di Consiglio, della 6-2 Sezione civile, il 24 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 6 ottobre 2016

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA