Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20046 del 22/09/2010

Cassazione civile sez. III, 22/09/2010, (ud. 08/07/2010, dep. 22/09/2010), n.20046

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 20568/2009 proposto da:

C.R., ricorrente che non ha depositato il ricorso nei

termini prescritti dalla legge;

– ricorrente non costituita –

contro

L.F., L.C., elettivamente domiciliate in ROMA,

VIA DEI GRACCHI 123, presso lo studio dell’avvocato DETTORI RAIMONDO,

rappresentate e difese dall’avvocato STARA Michele, giusta procura a

margine del controricorso;

– controricorrenti –

contro

N.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PORTUENSE

104, presso la sig.ra ANTONIA DE ANGELIS, rappresentata e difesa

dagli avvocati MAURO MAMELI e EMANUELA VARGIU, giusta procura a

margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso il provvedimento n. 7/2008 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI

del 28.10.08, depositata il 10/02/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio

dell’8/07/2010 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. CARMELO

SGROI.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

quanto segue:

p.1.1. – L.F. e L.C., da un lato, N. M. dall’altro, hanno depositato separati controricorsi in relazione al ricorso per cassazione nei loro confronti proposto – con notificazioni avvenute rispettivamente il 21 ed il 20 luglio 2009 – da C.R. avverso la sentenza resa inter partes dalla Sezione Specializzata Agraria presso la Corte d’Appello di Cagliari il 28 ottobre 2008 e depositata il 10 febbraio 2009 in una controversia agraria inerente la cessazione di un affitto di fondo rustico.

Il ricorso della C. non è stato depositato nella cancelleria della Corte.

p.2. Essendo il ricorso soggetto alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006 e dovendo essere trattato con il procedimento di cui all’art. 380 bis c.p.c., nel testo anteriore alla L. n. 69 del 2009, è stata redatta relazione ai sensi di detta norma, che è stata notificata agli avvocati dei resistenti e comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

quanto segue:

p.1. Nella relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., si sono svolte le seguenti considerazioni:

“(…) 3. – Il ricorso appare improcedibile.

Il ricorso della C. appare manifestamente improcedibile, in quanto alla sua notifica non è seguito il deposito nel termine prescritto dall’art. 369 c.p.c..

L’interesse al deposito dei due controricorsi appare sussistente. E’ stato, infatti, già statuito da questa Corte che la parte alla quale sia stato notificato un ricorso per Cassazione – e che abbia a sua volta notificato al ricorrente il controricorso – ha il potere, ove il ricorrente abbia omesso di depositare il ricorso e gli altri Atti indicati nell’art. 369 cod. proc. civ., di richiedere l’iscrizione a ruolo del processo al fine di fare dichiarare l’improcedibilità del ricorso medesimo, essendo tale potere ricompreso in quello più ampio di contraddire riconosciuto dall’art. 370 cod. proc. civ., e trovando giustificazione nello interesse del controricorrente al recupero delle spese e di evitare, mediante la dichiarazione di improcedibilità del ricorso, che il ricorrente possa riproporre il ricorso medesimo ove non sia ancora decorso il termine per l’impugnazione (Cass. n. 6824 del 1988). Si, è, inoltre, precisato che qualora il ricorso per cassazione non sia depositato, la ammissibilità del controricorso dell’intimato, presentato al fine di sentire dichiarare l’improcedibilità del ricorso per effetto dell’omissione del deposito, postula che detto intimato alleghi copia del ricorso a lui notificata atteso che, in difetto, non può riconoscersi la sua legittimazione a richiedere una pronuncia su impugnazione di cui non risulta l’effettiva proposizione (Cass. sez. un. n. 4500 del 1988).

Nella specie, peraltro, soltanto la L.C. e la L.F. hanno depositato la copia notificata del ricorso, mentre non altrettanto ha fatto la N..

Tuttavia, in relazione al controricorso della medesima potrà desumersi dalla produzione delle altre resistenti che effettivamente essa è legittimata a contraddire”.

p.2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nulla è necessario aggiungere.

Il ricorso è, dunque, dichiarato improcedibile.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso. Condanna parte ricorrente alla rifusione a favore dei resistenti delle spese del giudizio di cassazione, liquidate sia favore della N., da un lato, sia a favore della L.F. e della L.C., dall’altro, in euro duemila, di cui duecento per esborsi, oltre spese generali ed accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 8 luglio 2010.

Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2010

 

 

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