Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20044 del 30/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 20044 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: DE STEFANO FRANCO

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13506/2017 R.G. proposto da
PALAZZINI FEDELE, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
CICERONE 44, presso lo studio dell’avvocato PAOLO SANTORO,
rappresentato e difeso dall’avvocato ALDO GRASSI;
– ricorrente contro
BMW AG BAYERISCHE MOTOREN WERKE AKTIENGESELLSCHAFT, in
persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIA AVEZZANA 3, presso lo ‘studio
dell’avvocato RAFFAELLA TURINI, che la rappresenta e difende;
– controricorrente contro
AUTOCAPITAL SRL;

Data pubblicazione: 30/07/2018

- intimata avverso la sentenza n. 2087/2016 della CORTE D’APPELLO di
BOLOGNA, depositata il 17/11/2016;
udita la relazione svolta nella camera di consiglio non partecipata
del 17/04/2018 dal Consigliere Dott. Franco DE STEFANO;
rilevato che:

due motivi notificato a mezzo p.e.c. il 16/05/2017, per la
cassazione della sentenza n. 2087 del 17/11/2016 della Corte di
appello di Bologna, di rigetto anche del suo appello principale
avverso la reiezione della sua domanda di risarcimento dei danni
per prodotto difettoso da lui proposta nei confronti della venditrice
e della produttrice del veicolo, rispettivamente la Autocapital srl e
la BMW AG;
delle intimate resiste con controricorso solo la venditrice;
è formulata proposta di definizione in camera di consiglio ai
sensi del primo comma dell’art. 380-bis cod. proc. civ., come
modificato dal comma 1, lett. e), dell’art. 1-bis d.l. 31 agosto 2016,
n. 168, conv. con modif. dalla I. 25 ottobre 2016, n. 197;
il ricorrente deposita memoria ai sensi del secondo comma,
ultima parte, del medesimo art. 380-bis, nonché documentazione;
considerato che:
il Collegio ha raccomandato la redazione della motivazione in
forma semplificata;
preliminarmente, anche esclusa l’improcedibilità del ricorso
quanto meno sotto il profilo della presenza – agli atti di causa
compiutamente esaminabili solo dal Collegio e non ancora a
disposizione del relatore – della copia notificata della sentenza
impugnata munita della dovuta asseverazione di conformità (datata
07/06/2017 e spedita a mezzo corriere il 09/06/2017), di quello va
comunque rilevata l’inammissibilità;
invero, le censure mosse con il primo motivo («violazione e
falsa applicazione ex art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c. degli artt. 40 e
Rrc. 2017 n. 13506 sez. M3 – ud 27-06-2018
-2-

Fedele Palazzini chiede, affidandosi ad un ricorso articolato su

41 c.p., 1223 e 2043 c.c. e 116 c.p.c. per non aver ritenuto
sussistere il nesso causale tra l’accertato mancato montaggio della
barra di torsione, da una parte, e l’evento rappresentato all’uscita
dalla sede autostPadale del veicoro del Palazzini “per mancata
reazione ai comandi, dall’altra») involgono a vario titolo la
ricostruzione del fatto operata dalla corte di merito: ciò che invece
è sempre precluso in questa sede, a maggior ragione dopo la

minimo costituzionale il controllo in sede di legittimità sulla
motivazione (Cass. Sez. U. nn. 8053, 8054 e 19881 del 2014),
rimanendo comunque gli apprezzamenti di fatto – se scevri, come
lo sono nella specie, da quei soli ed evidenti vizi logici o giuridici
ammessi dalle or ora richiamate pronunzie delle Sezioni Unite istituzionalmente riservati al giudice del merito (tanto
corrispondendo a consolidato insegnamento, su cui, per tutte, v.
Cass. Sez. U., n. 20412 del 2015, ove ulteriori riferimenti); mentre,
com’è noto, non integra violazione dell’art. 116 cod. proc. civ. una
valutazione delle prove difforme da quella che la parte prospetta
come corretta, tanto risolvendosi appunto nella contestazione
dell’apprezzamento del materiale probatorio;
le censure mosse col secondo motivo («violazione e falsa
applicazione ex art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c. per non aver
ritenuto sussistente la falsità del certificato di conformità del
veicolo rilasciato dalla casa produttrice al momento della sua
immatricolazione», in relazione al mancato inserimento della
bielletta nella barra stabilizzatrice), invece, sono affette da
mànifesta carenza eli interesse ad un’a esplicita affermàzione di non \\
conformità , una volta divenuta definitiva, perché in questa sede
non censurabile, la ricostruzione in fatto sull’assenza di nesso
causale tra le condizioni effettive della vettura ed il sinistro e
difettando adeguata

espressa

contestazione dell’esclusione,

operata dalla Corte felsinea, di quella circostanza come vizio della
cosa venduta (sul punto limitandosi il ricorrente ad un fugace
Ric. 2017 n. 13506 sez. M3 – ud. 27-06-2018
-3-

novella del n. 5 dell’art. 360 cod. proc. civ., che ha ridotto al

accenno

in

ricorso,

privo

dei

requisiti

indispensabili

per

l’inquadramento della questione e non emendabile con alcun altro
atto successivo);
l’inammissibilità” del ricorso, con”seguente a quelli dei singoli
motivi, comporta pure la condanna del ricorrente soccombente alle
spese di lite ed occorre infine dare atto – senza possibilità di
valutazioni discrezionali (tra le prime: Cass. 14/03/2014, n. 5955;

sussistenza dei presupposti per l’applicazione dell’art. 13 comma 1quater del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, inserito dall’art. 1,
comma 17, della I. 24 dicembre 2012, n. 228, in tema di contributo
unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione;
p. q. m.
dichiara inammissibile il ricorso.
Condanna il ricorrente al pagamento, in favore della
controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida
in C 4.100,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura
del 15 per cento, agli esborsi liquidati in C 200,00 ed agli accessori
di legge.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002,
inserito dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari
a quello dovuto per il ricorso da lui proposto, a norma del comma
1-bis, dello stesso articolo 13.
Così deciso in Roma il 27/06/2018.
Il Presidente

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tra molte altre: Cass. Sez. U. 27/11/2015, n. 24245) – della

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