Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20038 del 27/07/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza



Civile Ord. Sez. 6 Num. 20038 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: MANZON ENRICO

ORDINANZA
sul ricorso 12843-2017 proposto da:
ORLANDO VINCENZO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
PADRE SEMERIA n.33, presso lo studio dell’avvocato
FRANCESCO DI MAURO, rappresentato e difeso dall’avvocato
FILIPPO RAUTIIS;

– ricorrente contro
AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE DI
SALERNO, AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE
CENTRALE DI ROMA, e AGENZIA RISCOSSIONE SALERNO
DI EQUITALIA SERVIZIO DI RISCOSSIONE S.P.A.;

– intimati –

6g (4. 5

Data pubblicazione: 27/07/2018

avverso la sentenza n. 10004/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE DI NAPOLI SEZIONE
DISTACCATA di SALERNO, depositata il 11/11/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 05/07/2018 dal Consigliere Dott. ENRICO

Rilevato che:
Con sentenza in data 19 ottobre 2016 la Commissione tributaria
regionale della Campania, sezione distaccata di Salerno, respingeva
l’appello proposto da Orlando Vincenzo avverso la sentenza n.
3141/18/15 della Commissione tributaria provinciale di Salerno che ne
aveva respinto il ricorso contro l’avviso di intimazione IVA 2000. La
CTR, nella parte che qui rileva, osservava in particolare che era
infondata l’eccezione di nullità della notifica della cartella di pagamento
prodromica al successivo atto riscossivo impugnato, sulla base delle
evidenze documentali dell’Anagrafe tributaria allegate dall’Agente della
riscossione appellato.
Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione il
contribuente deducendo due motivi.
Gli intimati agenzia fiscale ed Agente della riscossione non si sono
difesi.
Il ricorrente ha successivamente depositato una memoria.
Considerato che:
Con il primo motivo il ricorrente lamenta l’erronea valutazione delle
risultanze processuali da parte della CTR campana in relazione alla sua
eccezione di nullità della notifica della cartella esattoriale prodromica
all’avviso di intimazione impugnato, ribadendo in particolare che detta
cartella era stata consegnata alla madre in una data nella quale non era

Ric. 2017 n. 12843 sez. MT – ud. 05-07-2018
-2-

I\L-kNZON e disposta la motivazione semplificata.

più con lui convivente, avendo trasferito la sua residenza anagrafica in
altro Comune.
La censura è inammissibile e comunque infondata.
Va ribadito che «Con la proposizione del ricorso per cassazione, il
ricorrente non può rimettere in discussione, contrapponendone uno

dall’analisi degli elementi di valutazione disponibili ed in sé coerente,
atteso che l’apprezzamento dei fatti e delle prove è sottratto al
sindacato di legittimità, dal momento che, nell’ambito di quest’ultimo,
non è conferito il potere di riesaminare e valutare il merito della causa,
ma solo quello di controllare, sotto il profilo logico formale e della
correttezza giuridica, l’esame e la valutazione fatta dal giudice di
merito, cui resta riservato di individuare le fonti del proprio
convincimento e, all’uopo, di valutare le prove, controllarne
attendibilità e concludenza e scegliere, tra le risultanze probatorie,
quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione» (Sez. 6 – 5,
Ordinanza n. 9097 del 07/04/2017, Rv. 643792 – 01).
La questione meritale de qua ossia quella del profilo probatorio della
correttezza della consegna della cartella di pagamento impugnata alla
madre ed in particolare quella della convivenza della consegnataria, è
stata puntualmente esaminata dal giudice tributario di appello, che ne
ha tratto le sue conclusioni, peraltro sfavorevoli al contribuente.
Secondo il citato arresto giurisprudenziale, non è questa certamente la
sede per operare una “revisione” di tale specifico pronunciamento
meritale, sicchè la censura, in quanto mira chiaramente a ciò, deve
appunto considerarsi inammissibile.
Peraltro va anche ribadito che nel caso, come quello di specie, di non
coincidenza del domicilio fiscale con la residenza anagrafica, ai fini
delle notifiche degli atti tributari, impositivi o della riscossione, prevale
Ric. 2017 n. 12843 sez. MT – ud. 05-07-2018
-3-

difforme, l’apprezzamento in fatto dei giudici del merito, tratto

il primo (in questo senso Sez. 5, 11726/2016, Sez. 6-5, 15258/2015,
Sez. 5, 23024/2015).
Tale principio di diritto è stato correttamente applicato dalla CTR
campana, previo accertamento in fatto, ex Anagrafe tributaria, che il
domicilio fiscale è stato variato dall’Orlando con decorrenza dal 24

precedente, è stata effettuata il 20 novembre 2004.
Con il secondo motivo, strettamente correlato e necessariamente
dipendente dal suo accoglimento, il ricorrente lamenta l’erroneità della
sentenza impugnata per il rigetto, implicito, della sua reiterata
eccezione di prescrizione del credito erariale oggetto dell’intimazione
di pagamento impugnata.
Dalla rilevata inammissibilità/infondatezza della prima censura deriva
quindi inevitabilmente l’infondatezza della seconda.
La memoria non induce a diverse considerazioni.
In conclusione, il ricorso va rigettato.
Nulla per le spese stante la mancata difesa degli intimati.
PQM
La Corte rigetta il ricorso.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater del d.P.R. 115 del 2002, dà atto
della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del
ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso a norma del comma 1 bis dello stesso
articolo 13.
Così deciso in Roma, 5 luglio 2018

marzo 2009, mentre la notifica in esame, al domicilio fiscale

Scarica il pdf originale della sentenza:

DOWNLOAD

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA