Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20017 del 24/07/2019

Cassazione civile sez. trib., 24/07/2019, (ud. 29/05/2019, dep. 24/07/2019), n.20017

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – rel. Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. PUTATURO DONATI VISCIDO Maria Giulia – Consigliere –

Dott. SAIJA Salvatore – Consigliere –

Dott. DINAPOLI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 14945/2016 R.G. proposto da:

Agenzia delle dogane e dei Monopoli, in persona del Direttore pro

tempore, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi n. 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

J. Luise & Sons srl in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Coppola Paola, con

domicilio eletto in Roma, via Pieve di Cadore n. 30, villino 56/58

presso lo studio dell’avv. d’Escobar Ussani Vincenzo;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania, n. 27/48/16 del 22 ottobre 2015, depositata il 7 gennaio

2016.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 29 maggio

2019 dal Consigliere Manzon Enrico.

Fatto

RILEVATO

Che:

Con sentenza n. 27/48/16 del 22 ottobre 2015, depositata il 7 gennaio 2016 la Commissione tributaria regionale della Campania respingeva l’appello proposto dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ufficio locale, avverso la sentenza n. 23066/10/14 della Commissione tributaria provinciale di Napoli che aveva accolto il ricorso della Joseph Luise & Sons srl contro l’avviso di pagamento per accise su prodotti energetici 2012.

La CTR osservava in particolare che l’atto impositivo impugnato doveva considerarsi invalido, perchè nella sua motivazione non conteneva alcuna considerazione circa le deduzioni difensive ritualmente e tempestivamente formulate dalla società contribuente in sede di contraddittorio endoprocedimentale.

Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle dogane e dei monopoli deducendo un motivo unico.

Resiste con controricorso la società contribuente.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

Con l’unico motivo dedotto – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – l’agenzia fiscale ricorrente si duole della violazione/falsa applicazione del gli D.Lgs. n. 504 del 1992, D.Lgs. n. 347 (rectius, 374) del 1990, art. 14, art. 11, comma 4, L. n. 241 del 1990, art. 3, L. n. 212 del 2000, art. 7, poichè la CTR ha confermato la pronuncia di primo grado di annullamento dell’avviso di pagamento impugnato in quanto privo di motivazione di riscontro delle deduzioni difensive endoprocedimentali della società contribuente.

La censura è fondata.

Va premesso che essendo l’atto impositivo de quo stato notificato il 12 dicembre 2012 ed il prodromico PVC a sua volta notificato il 20 aprile dello stesso anno, trova piena applicazione il D.Lgs. n. 374 del 1990, art. 11, comma 4-bis, che prevede che “Nel rispetto del principio di cooperazione stabilito dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, dopo la notifica all’operatore interessato, qualora si tratti di revisione eseguita in ufficio, o nel caso di accessi – ispezioni verifiche, dopo il rilascio al medesimo della copia del verbale delle operazioni compiute, nel quale devono essere indicati i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche posti a base delle irregolarità, delle inesattezze, o degli errori relativi agli elementi dell’accertamento riscontrati nel corso del controllo, l’operatore interessato può comunicare osservazioni e richieste, nel termine di 30 giorni decorrenti dalla data di consegna o di avvenuta ricezione del verbale, che sono valutate dall’Ufficio doganale prima della notifica dell’avviso di cui al successivo comma 5”.

Nel caso di specie è, pacificamente, avvenuto che la società contribuente, nel termine di 30 giorni dalla notifica del PVC, ha depositato le proprie “osservazioni e richieste”.

Sin dal ricorso introduttivo della lite si è doluta che questo suo sforzo difensivo non abbia trovato riscontro motivazionale adeguato nell’atto impositivo notificatole sulla base di detto PVC e ne ha eccepito un vizio invalidante.

Tale eccezione è stata accolta nei due gradi di merito.

Ritiene tuttavia la Corte che l’eccezione stessa non abbia fondamento.

Essendovi palese, stretta analogia della disposizione speciale in esame con la previsione normativa generale di cui alla L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, non può che darsi seguito alla consolidata ermeneutica nomofilattica di questo secondo enunciato nella parte in cui appunto prevede che le “osservazioni e richieste” del contribuente verificato debbano essere “valutate dagli uffici impositori”.

Anche in materia di accise deve considerarsi valido e deve darsi seguito al principio che “In tema di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, è valido l’avviso di accertamento che non menzioni le osservazioni del contribuente L. n. 212 del 2000, ex art. 12, comma 7, atteso che, da un lato, la nullità consegue solo alle irregolarità per le quali sia espressamente prevista dalla legge oppure da cui derivi una lesione di specifici diritti o garanzie tale da impedire la produzione di ogni effetto e, dall’altro lato, l’Amministrazione ha l’obbligo di valutare tali osservazioni, ma non di esplicitare detta valutazione nell’atto impositivo” (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 8378 del 31/03/2017, Rv. 643641 – 01).

La sentenza impugnata non è conforme a tale arresto giurisprudenziale.

La sentenza impugnata va dunque cassata in relazione al motivo dedotto, con rinvio al giudice a quo per nuovo esame.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Campania, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 29 maggio 2019

Depositato in Cancelleria il 24 luglio 2019

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA