Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20004 del 27/07/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 20004 Anno 2018
Presidente: CAMPANILE PIETRO
Relatore: DELL’ORFANO ANTONELLA

ORDINANZA

sul ricorso n. 29338-2011 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore p.t., elettivamente
domiciliata in ROMA, presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che la
rappresenta e difende ope legis
e

EQUITALIA SUD S.p.A., in persona del legale rappresentante p.t.,
elettivamente domiciliata in ROMA, presso lo studio dell’Avvocato GIOIA
VACCARI, che la rappresenta e difende giusta procura speciale estesa in
calce al ricorso
– ricorrenti –

contro
MG ADVERTISING S.r.L., in persona del legale rappresentante p.t.,
elettivamente domiciliata in ROMA, presso lo studio dell’Avvocato SABRINA
DAMIANI, che la rappresenta e difende giusta procura speciale estesa a
margine del controricorso
– con troricorrente –

Data pubblicazione: 27/07/2018

R.G. 29338/2011

avverso la sentenza n. 300/1/2011 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE del LAZIO depositata il 20.4.2011
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 10.7.2018
dal Consigliere Dott.ssa ANTONELLA DELL’ORFANO
RILEVATO CHE
l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia ricorrono per la cassazione della

del Lazio aveva accolto l’appello della società MG ADVERTISING S.r.L.
avverso la sentenza n. 354/45/2010 della Commissione Tributaria
Provinciale di Roma, che aveva respinto l’impugnazione della cartella
esattoriale notificata da Equitalia per il recupero di somme a fronte di avviso
di rettifica per l’anno di imposta 1997;
l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad
unico motivo, denunciando, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 4 c.p.c.,
«nullità della sentenza per violazione del divieto di ultrapetizione e
dell’art. 57 dlgs. 546/1992»;
Equitalia ha parimenti proposto ricorso per cassazione, affidato a tre
motivi;
con il primo motivo ha denunciato, ai sensi dell’art. 360, primo comma,
n. 4 c.p.c., «violazione dell’art. 112 c.p.c. e art. 56 d.leg. 31 dicembre
1992 n. 546»;
con il secondo motivo ha denunciato, ai sensi dell’art. 360, primo
comma, n. 5 c.p.c., «omessa e contraddittoria motivazione circa un fatto
controverso e decisivo per il giudizio»;
con il terzo motivo ha denunciato, ai sensi dell’art. 360, primo comma,
n. 5 c.p.c., «ulteriore omessa e contraddittoria motivazione circa un fatto
controverso e decisivo per il giudizio»;
la società contribuente si è costituita deducendo l’inammissibilità ed
infondatezza di entrambi i ricorsi
CONSIDERATO CHE
1.

in primo luogo va disattesa l’eccezione, sollevata dalla

controricorrente MG, di inammissibilità dei ricorsi proposti dall’Agenzia delle
Entrate e da Equitalia per violazione dell’art. 366 n.3) codice di rito, atteso

2

sentenza indicata in epigrafe, con cui la Commissione Tributaria Regionale

R.G. 29338/2011

che essi contengono l’esposizione chiara ed esauriente dei fatti di causa,

dalla quale risultano le reciproche pretese delle partì, con i presupposti di
fatto e le ragioni di diritto che le giustificano, le eccezioni, le difese e le
deduzioni di ciascuna parte in modo sintetico ma esauriente, nonché lo
svolgersi della vicenda processuale nelle sue articolazioni essenziali (cfr.
Cass. 19767/2015).

Entrate è fondato;
2.2. le parti ricorrenti deducono la nullità della sentenza ex art.360, n. 4
c.p.p., per ultrapetizione ex art.112 c.p.c., atteso che la C.T.R., pur in
assenza di specifica doglianza della società contribuente nel ricorso
introduttivo (ritualmente trascritto in ricorso, in ossequio al principio di
autosufficienza), ha accolto l’appello della stessa, annullando la cartella
esattoriale impugnata per mancata indicazione del responsabile dei
procedimento dell’iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di
notificazione della stessa cartella;
2.3. orbene, i motivi dell’opposizione alla cartella esattoriale si
configurano come causae petendi della correlata domanda di annullamento,
con la conseguenza che incorre nel vizio di extra o ultrapetizione il Giudice
adìto che fondi la propria decisione, come nella specie, su motivi non
dedotti o – il che è lo stesso – dedotti sotto profili diversi da quelli che
costituiscono la

(cfr. con riguardo ad avviso di

“ratio decidendi”

accertamento Cass. n. 8387/1996); nel procedimento tributario, l’esame,
da parte della commissione tributaria, di un motivo di nullità della cartella
esattoriale, non dedotto dalla parte interessata, dà luogo, infatti, ad un vizio
di extrapetizione che, per essere corretto dal giudìce del gravame, deve
formare oggetto specifico di impugnazione (cfr. con riguardo ad avviso di
accertamento Cass. n. 20393/2007);
3. per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del primo motivo dei
ricorsi (assorbito il secondo ed il terzo motivo di ricorso di Equitalia), va
cassata la sentenza impugnata con rinvio alla C.T.R. del Lazio, in diversa
composizione

3

2.1. a seguire, il primo motivo di ricorso di Equitalia e dell’Agenzia delle

R.G. 29338/2011

P.Q.M.
La Corte accoglie il primo motivo dì ricorso dell’Agenzia delle Entrate e
di Equitalia; cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla
C.T.R. del Lazio, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte dì Cassazione,

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