Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 20000 del 24/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 24/09/2020, (ud. 10/07/2020, dep. 24/09/2020), n.20000

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15906-2019 proposto da:

C.V., elettivamente domiciliato in Roma, Via Dei Quattro

Venti 166, presso lo studio dell’avvocato Emanuele Salerno, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, (OMISSIS), ROMA CAPITALE,

(OMISSIS);

– intimate –

avverso la sentenza n. 23130/2018 del Tribunale di Roma, depositata

il 29/11/2018;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/07/2020 dal Consigliere Annamaria Casadonte.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– il giudizio trae origine dall’opposizione ex art. 615 c.p.c. proposta da C.V. allegando di avere appreso da un accesso negli uffici di Equitalia di un asserito debito nei confronti di Roma Capitale in relazione al verbale di contravvenzione al codice della strada n. (OMISSIS) del 13/10/2008 ma di non avere mai ricevuto nè la notificazione del verbale di accertamento, nè la successiva cartella esattoriale e pertanto ne deduceva la nullità;

– il Giudice di pace di Roma accoglieva l’opposizione;

– proposto appello da parte dell’Agenzia delle Entrate nei confronti della sentenza di primo grado, il Tribunale di Roma, quale giudice d’appello, ha accolto il gravame osservando come l’opponente non avesse indicato quando avrebbe avuto conoscenza dell’estratto del ruolo e, pertanto, in applicazione del principio affermato da Cass. Sez. Un. 22080/2017, dichiarava l’inammissibilità dell’opposizione non avendo l’opponente provato la tempestività dell’opposizione recuperatoria;

– la cassazione della sentenza d’appello è chiesta dal C. con ricorso affidato a tre motivi;

– non hanno svolto attività difensiva nè l’intimata Agenzia delle Entrate e Riscossione nè l’amministrazione Roma Capitale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con il primo motivo si deduce, la falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 23, ora D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, per avere erroneamente ritenuto inammissibile l’opposizione articolata ai sensi dell’art. 615 c.p.c., comma 1, sull’assunto che l’azione andava proposta ai sensi del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, non considerando che l’opponente aveva dedotto con l’opposizione, in via subordinata, l’estinzione del debito per prescrizione quinquennale e che tale eccezione era formulabile con l’opposizione ex art. 615 c.p.c.;

– con il secondo motivo si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, l’omessa pronuncia in violazione dell’art. 112 c.p.c. sull’eccezione di estinzione per intervenuta prescrizione quinquennale ai sensi dell’art. 209 C.d.S. che essendo stata assorbita nell’accoglimento della domanda principale, non doveva essere riproposta come appello incidentale come costantemente riconosciuto dalla giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass. 10966/2004 e n. 14085/2014);

– con il terzo motivo si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., dell’art. 2697 c.c. e dell’art. 24 Cost. per avere il giudice d’appello erroneamente ritenuto la tardività dell’opposizione;

– ciò posto, i primi due motivi possono essere esaminati congiuntamente e sono fondati;

-il C. ha, infatti, svolto con l’opposizione due distinte contestazioni: con una ha dedotto l’omessa notifica del verbale di accertamento e tale omissione seppure non impedisce la formazione del titolo esecutivo stragiudiziale, presupposto della successiva formazione del ruolo esattoriale, espone tuttavia il titolo a possibile contestazione di validità che deve essere necessariamente proposta nella forma dell’opposizione recuperatoria ai sensi del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, come chiarito dalla sentenza delle Sezioni unite di questa Corte n. 22080/2017; con l’altra ha dedotto il fatto estintivo sopravvenuto della prescrizione ai sensi dell’art. 209 C.d.S. e tale eccezione attinge il titolo esecutivo in forza di un fatto successivo alla sua formazione e, pertanto, può essere proposta senza limite di tempo con l’opposizione ordinaria ex art. 615 c.p.c. come pure precisato dalla medesima sentenza delle Sezioni Unite civili n. 22080/2017 appena richiamata (cfr. paragrafo 8.1);

– su tale seconda contestazione il giudice di appello investito dal gravame dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto la prima con assorbimento delle ulteriori eccezioni, non si è pronunciato nonostante l’appellato costituendosi abbia riproposto in comparsa di costituzione e risposta l’eccezione di prescrizione insistendo affinchè il giudice statuisse in proposito (cfr. comparsa pag. 11, esaminabile da questa Corte in ragione del vizio processuale dedotto);

– va, infatti, ribadito il principio richiamato dal ricorrente secondo cui la parte rimasta totalmente vittoriosa in primo grado non ha l’onere di proporre appello incidentale per chiedere il riesame delle domande e delle eccezioni respinte, ritenute assorbite o comunque non esaminate con la sentenza impugnata dalla parte soccombente, essendo sufficiente la riproposizione di tali domande od eccezioni in una delle difese del giudizio di secondo grado (cfr. Cass.10966/2004;19606/2004; 14085/2014);

– l’accoglimento dei primi due motivi, assorbe l’esame del terzo relativo alla tempestività dell’opposizione;

– il ricorso va, dunque, accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio al Tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato, che provvederà anche alle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso per quanto di ragione, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Roma, in persona di diverso magistrato, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta sezione civile-2, il 10 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 24 settembre 2020

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