Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19947 del 05/10/2016


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Cassazione civile sez. VI, 05/10/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 05/10/2016), n.19947

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17807/2015 proposto da:

P.C., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DELLA

LIBERTA’ 20, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO ANELLI, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ADA DE MARCO giusta

procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

GENERTEL SPA, in persona dei procuratori speciali e legali

rappresentanti pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

CARLO POMA 4, presso lo studio dell’avvocato PAOLO GELLI, che la

rappresenta e difende giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

e contro

M.S.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 425/2015 del TRIBUNALE di ROMA, depositata il

08/01/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

13/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LINA RUBINO;

udito l’Avvocato Giuseppe Ciliberti (delega avvocato Paolo Gelli)

difensore del ricorrente che si riporta agli scritti.

Fatto

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

” P.C. conveniva in giudizio M.S. e la Genertel s.p.a. quale assicuratrice di questi per la r.c.a., chiedendone la condanna alla integrazione del risarcimento dei danni subiti a seguito di un incidente stradale verificatosi nel (OMISSIS) tra il suo motoveicolo e la vettura del M. per responsabilità esclusiva del conducente della vettura.

Il giudice di primo grado accertava un concorso di colpa al 50% e condannava i convenuti in solido a corrispondere al P. Euro 500,00, pari alla differenza tra la metà del danno subito e quanto già percepito stragiudizialmente dall’assicurazione.

Il P. proponeva appello contestando l’attribuito concorso di colpa, e l’impugnazione veniva rigettata dal Tribunale di Roma con la sentenza n. 425/2015 depositata in data 8.1.2015.

P.C. propone ricorse per cassazione articolato in sei motivi cui resiste la Genertel con controricorso.

Il M., intimato, non ha svolto attività difensiva.

Il ricorso può essere trattato in Camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., in quanto appare destinato ad essere dichiarato manifestamente infondato.

Con i primi tre motivi, che possono essere trattati congiuntamente in quanto connessi, il ricorrente contesta che la decisione di appello sia incorsa in violazione di legge (in particolare dell’art. 145 C.d.S., nonchè dell’art. 116 c.p.c.) e nell’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, laddove ha ricostruito i fatti ritenendo che la moto condotta dal ricorrente avesse concorso a provocare l’impatto con l’auto condotta dal M..

Tuttavia, non sussistono le violazioni lamentate.

In particolare, il ricorrente addebita alla sentenza di appello di non aver tenuto in alcun conto la specifica violazione commessa dal M. multato dai vigili sopraggiunti poco dopo il sinistro per violazione dell’obbligo di dare la precedenza. In realtà, la sentenza non ha omesso di considerare tale dato, che non la esimeva dal valutare il concorrente comportamento dell’altro conducente, ed ha confermato la valutazione di concorso di responsabilità avendo riscontrato, anche in capo al P., una violazione delle regole comportamentali esigibili in quelle circostanze di tempo e di luogo (ora notturna, prossimità di un incrocio) consistente in una velocità troppo elevata, che ha determinato la gravità dei danni ai due mezzi. Nessuna violazione dell’art. 116 è riscontrabile, avendo il giudice d’appello dato analiticamente conto dei motivi per i quali non ha ritenuto attendibile il teste le cui dichiarazioni concordavano con quelle del P. e non con quelle dell’unico teste sicuramente presente ai fatti, in quanto le sue dichiarazioni furono verbalizzate sul posto dagli stessi vigili. Neppure sussiste il denunciato omesso esame di una circostanza di fatto, in quanto la circostanza stessa, consistente nella condotta di guida del M., è stata oltre che oggetto del giudizio, analiticamente descritta dal giudice di appello nella ricostruzione dei fatti che egli ha ritenuto più attendibile.

Gli ultimi tre motivi di ricorso, che fanno riferimento ad una nozione di vizio di motivazione più ampia e non più vigente al momento del deposito del ricorso, sono inammissibili.

Si propone pertanto il rigetto del ricorso”.

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella Camera di consiglio, il Collegio, esaminata anche la memoria di parte ricorrente, ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione rispetto ai quali non reputa necessario aggiungere alcuna osservazione.

Il ricorso va pertanto rigettato.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come al dispositivo. Atteso che il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013, ed in ragione della soccombenza del ricorrente, la Corte, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Liquida le spese di giudizio in complessivi Euro 1800,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori e contributo spese generali.

Dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 13 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 5 ottobre 2016

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