Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19945 del 05/10/2016


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Cassazione civile sez. VI, 05/10/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 05/10/2016), n.19945

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – rel. Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16291/2015 proposto da:

A.A., L.D., L.G., elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA TREBBIA 3, presso lo studio dell’avvocato ANTONIETEA

CASSESE, rappresentati e difesi dall’avvocato FRANCO GALFANO giusta

mandato in calce al ricorso;

– ricorrenti –

contro

UNIPOL ASSICURAZIONI SPA, nella qualità di impresa designata D.Lgs.

n. 209 del 2005, ex art. 286, in persona del procuratore speciale,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LEONIDA BISSOLATI 76, presso

lo studio dell’avvocato TOMMASO SPINELLI GIORDANO, che la

rappresenta e difende giusta delega in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1908/2014 della CORTE D’APPELLO di PALERMO del

21/11/2014, depositata il 21/01/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

13/07/2016 dal Consigliere Relatore Dott. LINA RUBINO;

udito l’Avvocato Enrica Fasola (delega avvocato Spinelli Giordano

Tommaso) difensore della controricorrente che si riporta agli

scritti.

Fatto

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

E’ stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

” A.A., L.D. e L.G. propongono ricorso avverso la sentenza n. 1908 del 2014, depositata dalla Corte d’Appello di Palermo in data 21 gennaio 2015, con la quale la corte territoriale, riformando la sentenza di primo grado, ha rigettato la domanda di risarcimento danni proposta dagli odierni ricorrenti quali eredi dell’originario danneggiato L.R., deceduto nelle more del giudizio, nei confronti della Fondiaria SAI s.p.a., come impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, in conseguenza di un incidente stradale tra il motociclo condotto dal L. e un veicolo rimasto non identificato.

Con l’unico motivo di ricorso, i ricorrenti denunciano congiuntamente la violazione e falsa applicazione dell’art 2043 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c., nonchè l’insufficienza e contraddittorietà della motivazione si sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5.

Resiste la UnipolSai Ass.ni s.p.a., già Fondiaria Sai con controricorso. Il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 376, 380 bis e 375 c.p.c., in quanto appare destinato ad essere dichiarato manifestamente infondato.

I rilevi relativi alla configurabilità di un vizio di motivazione non possono essere presi in considerazione in quanto inammissibili, facendo riferimento ad una più ampia nozione di vizio di motivazione non più vigente al momento della proposizione del ricorso.

Per il resto, il ricorso lamenta l’erroneità della sentenza impugnata, e quindi non un reale profilo di illegittimità, quanto l’erroneità delle conclusioni alle quali è pervenuta la corte d’appello che, dopo aver valutato le prove ha ritenuto che gli attori non avessero fornito la prova certa del coinvolgimento nel sinistro di un veicolo non identificato, prova che peraltro, come osserva correttamente la corte territoriale nel caso in cui sia convenuto in giudizio il Fondo di Garanzia deve essere particolarmente rigorosa. Si tratta di una critica rivolta all’accertamento in fatto compiuto dal giudice di merito, non in questa sede rinnovabile, e operata proprio attraverso il riesame delle risultanze istruttorie, quali il contenuto delle prove testimoniali raccolte.

Si propone pertanto il rigetto del ricorso”.

La controricorrente resiste chiedendo il rigetto del ricorso.

I ricorrenti hanno depositato memoria illustrativa.

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella Camera di consiglio, il Collegio, esaminata anche la memoria di parte ricorrente, ha condiviso i motivi in fatto ed in diritto esposti nella relazione rispetto ai quali non reputa necessario aggiungere alcuna osservazione.

Il ricorso va pertanto rigettato.

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come al dispositivo. Atteso che il ricorso per cassazione è stato proposto in tempo posteriore al 30 gennaio 2013, ed in ragione della soccombenza del ricorrente, la Corte, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Liquida le spese di giudizio in complessivi Euro 7.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori e contributo spese generali.

Dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 13 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 5 ottobre 2016

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