Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19921 del 27/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19921 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: SCARANO LUIGI ALESSANDRO

sul ricorso 10504-2017 proposto da:
1’1)11,17.10 FRANCVSCO, clettivamente domiciliato in ROMA, VIA
GIOVANNI B1:1″I01,0 22, presso lo studio dell’avvocato
STITANO rappresen t a to difeso dall’avvocato
;\IARINO
– ricorrente contro
CONDOMINIO PICCOLO

.\N.\ 1)1 1,1SSONI, in persona

dell’Amministratore pro tempore, elettivamente domiciliato in RMI. \,
v im

G usvP1M, MAZZIN1 119, presso lo studio dell’avvocato

MARIA G R\/. I.\ RATTAGI ,1.\, rappresentato c difeso dall’avvocato
\ RBARA 1Z113 A,\ IONI];

C011tro

earltf OriCOrrente

Data pubblicazione: 27/07/2018

UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA, in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA,
PIAZZA CAVOUR, presso la CORTE DI CASSAZIONE,
rappresentata e difesa dall’avvocato ALFREDO FRANCAVILLA;

avverso la sentenza n. 2809/2016 del TRIBUNALE di MONZA,
depositata il 26/10/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 20/03/2018 dal Consigliere Dott. LUIGI
ALESSANDRO SCARANO.

Ric. 2017 n. 10504 sez. M3 – ud. 20-03-2018
-2-

– controricorrente –

Rg. 10504/2017

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. del 26/10/2016 il Tribunale
di Monza, rigettato quello in via principale proposto dal sig. Francesco
Edilizio, in accoglimento del gravame in via incidentale interposto dal
Condominio Piccolo Mentana Lissone Via Mentana 98/C e, in
conseguente parziale riforma della pronunzia G. di P. Monza

primo nei confronti di quest’ultimo proposta di risarcimento dei danni
lamentati in conseguenza di caduta sulle scale condominiali
asseritamente cagionata dalla scarsa illuminazione e dalla presenza di
rifiuti organici su uno scalino, ha riliquidato in aumento le spese di lite
liquidate dal giudice di 10 grado.
Avverso la suindicata pronunzia del giudice d’appello l’Edilizio
propone ora ricorso per cassazione, affidato ad unico motivo.
Resistono con separati controricorsi il Condominio Piccolo Mentana
Lissone Via Mentana 98/C e la società UnipolSai Assicurazioni s.p.a.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con unico motivo il ricorrente denunzia violazione dell’art. 2051
c.c., in riferimento all’art. 360, 1° co. n. 3, c.p.c.
Il ricorso è inammissibile.
Va anzitutto osservato che il requisito -a pena di inammissibilità
richiesto- ex art. 366, 1° co. n. 6, risulta nel caso dall’odierno
ricorrente non osservato là dove viene operato il riferimento de relato
ad atti o documenti del giudizio di merito [es. all’ atto di citazione,
alla sentenza di 1° grado, all’«atto di citazione in appello, con

contestuale istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva

e/o

dell’esecuzione della sentenza», alla testimonianza resa dal sig.
Algeri, al «doc. 11) foto prodotta nel fascicolo di parte attrice», al

«documento di valutazione dei rischi», alla «documentazione
fotografica»] limitandosi meramente a richiamarli, senza invero
debitamente -per la parte d’interesse in questa sede- riprodurli nel
3

n.1707/2015, confermata la pronunzia di rigetto della domanda dal

Rg. 10504/2017

ricorso ovvero puntualmente indicare in quale sede processuale, pur
individuati in ricorso, risultino prodotti, laddove è al riguardo
necessario che si provveda anche alla relativa individuazione con
riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla
documentazione, come pervenuta alla Corte di Cassazione, al fine di
renderne possibile l’esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n.

d’ufficio o in quello di parte, rispettivamente acquisito o prodotto in
sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass.,
12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239; Cass., 6/11/2012,
n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo
il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016,
n. 7701).
A tale stregua, l’odierno ricorrente non deduce le formulate
censure in modo da renderle chiare e intellegibili in base alla lettura
del ricorso, non ponendo questa Corte nella condizione di adempiere
al proprio compito istituzionale di verificarne il relativo fondamento
(v. Cass., 18/4/2006, n. 8932; Cass., 20/1/2006, n. 1108; Cass.,
8/11/2005, n. 21659) sulla base delle sole deduzioni contenute nel
medesimo (v. Cass., 24/3/2003, n. 3158; Cass., 3/8/2003, n. 12444;
Cass., 1°/2/1995, n. 1161).
Non sono sufficienti affermazioni -come nel caso- apodittiche, non
seguite da alcuna dimostrazione (v. Cass., 21/8/1997, n. 7851).
Emerge

evidente

come

risulti

dal

ricorrente

in

effetti

inamissibilmente richiesta una rivalutazione delle emergenze

probatorie, laddove solamente al giudice di merito spetta individuare
le fonti del proprio convincimento e a tal fine valutare le prove,
controllarne la attendibilità e la confluenza, scegliere tra le risultanze

istruttorie quelle ritenute idonee a dimostrare i fatti in discussione,
dare prevalenza all’uno o all’altro mezzo di prova.

4

4220), con precisazione (anche) dell’esatta collocazione nel fascicolo

Rg. 10504/2017

A tale stregua, le deduzioni del ricorrente, lungi dal denunziare
vizi della sentenza gravata rilevanti sotto i ricordati profili, oltre a
risultare formulate secondo un modello difforme da quello delineato
all’art. 366,

10 co. n. 6, c.p.c., in realtà si risolvono nella mera

doglianza circa la dedotta erronea attribuzione da parte del giudice
del merito agli elementi valutati di un. valore e un significato difformi

nell’inammissibile pretesa di una lettura dell’assetto probatorio
diversa da quella nel caso operata dai giudici di merito (cfr. Cass.,
18/4/2006, n. 8932).
Per tale via in realtà sollecita, cercando di superare i limiti
istituzionali del giudizio di legittimità, un nuovo giudizio di merito, in
contrasto con il fermo principio di questa Corte secondo cui il giudizio
di legittimità non è un giudizio di merito di terzo grado nel quale
possano sottoporsi all’attenzione dei giudici della Suprema Corte di
Cassazione elementi di fatto già considerati dai giudici di merito, al
fine di pervenire a un diverso apprezzamento dei medesimi (cfr.
Cass., 14/3/2006, n. 5443).
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in
favore Condominio Piccolo Mentana Lissone Via Mentana 98/C e la
società UnipolSai Assicurazioni s.p.a., seguono la soccombenza.
P.Q. M .
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al
panamento delle spese lel giudizio di cassazione che linuida

in

complessivi euro 1.600,00 ci cui euro 1.400,00 per onorari, oltre a

spese generali ed accessori come per legge, in favore di ciascuno dei
controcorrenti.

Ai sensi dell’art. 13, 10 co. quater, del d. P. R. 30 maggio 2002, n.
115, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da
parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo
5

dalla sue aspettative (v. Cass., 20/10/2005, n. 20322), e

Rg. 10504/2017

unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 bis
dello stesso art. 13.

Roma, 20/3/2018

Il Presidente

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