Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19920 del 23/09/2020

Cassazione civile sez. trib., 23/09/2020, (ud. 16/10/2019, dep. 23/09/2020), n.19920

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 6693/2016 R.G. proposto da:

Italtecnica Srl, rappresentata e difesa dagli Avv.ti Andrea Manzi,

Monica Busoli e Pietro Pidocchi, con domicilio eletto presso il

primo in Roma via Federico Confalonieri n. 5, giusta procura

speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle dogane e dei monopoli, rappresentata e difesa

dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata

in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

Equitalia Sud Spa, già Equitalia Gerit Spa;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

sez. staccata di Latina n. 4657/39/15, depositata il 4 settembre

2015.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 16 ottobre

2019 dal Consigliere Giuseppe Fuochi Tinarelli.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Italtecnica Srl impugna per cassazione, con cinque motivi, la decisione della CTR in epigrafe che, confermando la sentenza di primo grado, aveva ritenuto legittima la cartella di pagamento emesse dall’Agenzia delle dogane e regolare la notificazione del pregresso atto di intimazione di sanzioni.

L’Agenzia delle dogane resiste con controricorso.

La contribuente deposita altresì memoria illustrativa.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Il primo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione della L. n. 890 del 1982, artt. 3 e 14, per aver la CTR ritenuto valida la notifica del provvedimento di irrogazione delle sanzioni, atto presupposto, nonostante la mancata compilazione della relata di notifica.

1.1. Il secondo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione della L. n. 890 del 1982, artt. 3 e 14, nonchè del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3.

La contribuente lamenta, in sostanza, che la CTR, nonostante l’invalidità della notifica dell’atto presupposto, abbia ritenuto il ricorso avverso la cartella inammissibile.

2. I motivi, da esaminare unitariamente per connessione logica, sono infondati.

2.1. Va infatti rilevato che, nella specie, l’Amministrazione come accertato in fatto dal giudice d’appello, accertamento neppure oggetto di specifica contestazione – ha provveduto alla notifica diretta avvalendosi del servizio postale ordinario, ossia senza intermediazione dell’ufficiale giudiziario.

In tale evenienza alla spedizione dell’atto si applicano le norme, semplificate, concernenti il servizio postale ordinario e non quelle della L. n. 890 del 1992, (v. ex multis Cass. n. 16949 del 24/07/2014, Cass. n. 12083 del 13/06/2016, Cass. n. 28872 del 12/11/2018), interpretazione che ha trovato l’avallo della Corte costituzionale (sent. n. 175 del 23/07/2018 che ha dichiarato la conformità a Costituzione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 1, rilevando che “la semplificazione insita nella notificazione diretta”, consistente “nella mancanza della relazione di notificazione di cui all’art. 148 c.p.c., e L. n. 890 del 1982, art. 3,” e nella “mancata previsione della comunicazione di avvenuta notifica (cosiddetta CAN)”, “anche se (…) comporta, in quanto eseguita nel rispetto del citato codice postale, uno scostamento rispetto all’ordinario procedimento notificatorio a mezzo del servizio postale ai sensi della L. n. 890 del 1982, non di meno (…) è comunque garantita al destinatario un’effettiva possibilità di conoscenza della cartella di pagamento notificatagli ai sensi del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26, comma 1,” poichè “c’è il completamento dell’avviso di ricevimento da parte dell’operatore postale che, in forma sintetica, fornisce la prova dell’avvenuta consegna del plico al destinatario o al consegnatario legittimato a riceverlo”).

2.2. La CTR, pertanto, ha correttamente ritenuto validamente eseguita la notifica dell’atto presupposto di irrogazione delle sanzioni e, dunque, l’inammissibilità del ricorso, le cui contestazioni non riguardavano la cartella stessa.

3. Il terzo motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, omesso esame circa un fatto decisivo, individuato nell’assenza, nella ricevuta di ritorno prodotta dall’Ufficio, di qualsivoglia riferimento all’atto asseritamente notificato.

3.1. Il motivo, prima ancora che infondato, non dovendo essere redatta, per le considerazioni sopra esposte, alcuna annotazione specifica sull’avviso di ricevimento (v. anche Cass. n. 23511 del 18/11/2016), è inammissibile per difetto di autosufficienza, avendo la ricorrente omesso di trascrivere l’atto di cui contesta l’asserito omesso esame, sì da consentire alla Corte la verifica della censura in base alla sola lettura del ricorso, senza necessità di accedere a fonti esterne allo stesso.

4. Il quarto motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, omesso esame di un fatto decisivo, consistente nella “illegittimità dell’atto di rettifica presupposto all’atto di contestazione delle sanzioni, dal quale è scaturita la cartella impugnata”.

4.1. Il motivo è infondato, trattandosi di profilo oggetto di specifico e articolato esame da parte della CTR (punto 2.2. della motivazione), che, tra l’altro, ha affermato che “la circostanza segnalata dal contribuente che tale atto costituisca l’antecedente del provvedimento di contestazione delle sanzioni 81011 del 4 marzo 2010 non emerge per tabulas perchè mai acquisito al fascicolo processuale” e, anzi, che l’atto posto a fondamento della cartella di pagamento “presenta una duplice natura” e “risulta del tutto autonomo da qualsiasi altra statuizione amministrativa in ordine alla vicenda in esame”.

5. Il quinto motiva denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, “invalidità dell’atto di contestazione per illegittimità dell’avviso di rettifica ad esso presupposto. Violazione e/o falsa applicazione del principio dell’illegittimità derivata”.

5.1. Il motivo è inammissibile.

La censura, che ripropone sotto altro versante la doglianza prima esaminata, si scontra, infatti, con l’accertamento in fatto operato dalla CTR, su illustrato, per il quale l’atto posto a fondamento della cartella di pagamento “risulta del tutto autonomo da qualsiasi altra statuizione amministrativa in ordine alla vicenda in esame”.

6. Il ricorso va pertanto rigettato e le spese regolate, come in dispositivo, per soccombenza.

PQM

La Corte rigetta il ricorso; condanna Italtecnica Srl al pagamento delle spese, che liquida, a favore dell’Agenzia delle dogane, in Euro 4.100,00, oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma del cit. art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 16 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 23 settembre 2020

 

 

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA