Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19821 del 26/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19821 Anno 2018
Presidente: SCALDAFERRI ANDREA
Relatore: SAMBITO MARIA GIOVANNA C.

ORDINANTZA
sul ricorso 9183-2018 proposto da:
KANI BENBAKAR, elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA
DEI CONSOLI 62, presso lo studio dell’avvocato ENRICA
INGHILLERI, rappresentato e difeso dall’avvocato LUCIA
PAOLINELLI;
– ricorrente contro
MINISTERO DELL’INTERNO;
– intimato avverso la sentenza n. 1388/2017 della CORTE D’APPELLO di
ANCONA, depositata il 11/09/2017;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 10/07/2018 dal Consigliere
GIOVANNA C. SAMBITO.

Dott. MARIA

Data pubblicazione: 26/07/2018

FATTI DI CAUSA
Con sentenza depositata 1’11/9/2017, la Corte d’Appello
di Ancona ha dichiarato inammissibile l’appello con cui Kani
Benbakar ha impugnato l’ordinanza di rigetto del ricorso

internazionale, ritenendo che il giudizio d’appello andava
introdotto con ricorso e non con atto di citazione, alla
stregua del D.Igs. n. 150 del 2011, art. 19, co 9, quale
modificato dal D.Igs. n. 142 del 2015, e che il gravame era
stato depositato il 2.8.2016, e quindi oltre il termine di
trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza del
Tribunale, avvenuta il 23.6.2016. Ricorre Kani Benbakar
sulla base di un motivo. L’Amministrazione non ha svolto
difese.
RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Il ricorso, con cui si censura la statuizione
d’inammissibilità per violazione di legge e vizio di
motivazione, è fondato nella censura in diritto. L’art. 19 del
d.lgs. n. 150 del 2011 al comma 9, quale sostituito dal
D.Lgs. n. 142 del 2015 art. 27 comma 1, lett. f) dispone
che: “9. Entro sei mesi dalla presentazione del ricorso, il
Tribunale decide, sulla base degli elementi esistenti al
momento della decisione, con ordinanza che rigetta il ricorso
ovvero riconosce al ricorrente lo status di rifugiato o di
persona cui è accordata la protezione sussidiaria. In caso di
rigetto, la Corte d’Appello decide sulla impugnazione entro
sei mesi dal deposito del ricorso. Entro lo stesso termine, la
Corte di Cassazione decide sulla impugnazione del
provvedimento di rigetto pronunciato dalla Corte d’Appello”.

Ric. 2018 n. 09183 sez. M1 – ud. 10-07-2018
-2-

avverso il diniego di riconoscimento della protezione

2. Ora, il mero riferimento al “ricorso” in appello nella
norma indicata, che è volta a regolare i tempi del giudizio in
oggetto e non specificamente la forma di introduzione del
giudizio di secondo grado, non vale a modificare
l’orientamento formatosi sulla questione, secondo il quale

del

tribunale

di

rigetto

della

domanda

volta

al

riconoscimento della protezione internazionale, deve essere
introdotto con citazione e non con ricorso, sicchè la
tempestività del gravame va verificata calcolandone il
termine di trenta giorni dalla data di notifica dell’atto
introduttivo alla parte appellata (Cass. n. 23108 del 2017; n.
17420 del 2017; n. 26326 del 2014). E ciò in quanto, al fine
di ritenere la tempestività del gravame, occorre fare
riferimento alla modalità di introduzione del giudizio di
appello secondo il rito sommario di cognizione.
,
3. Poiche,come riferisce il ricorrente, la sentenza di
primo grado è stata comunicata tramite PEC il 27.6.2016 (e
non il precedente giorno 23), l’atto di citazione notificato il
27.7.2016 è tempestivo, la pronuncia impugnata va cassata,
con assorbimento di ogni altra questione, con rinvio alla
Corte d’appello di Ancona in diversa composizione, che
provvederà a statuire, anche, sulle spese del presente
giudizio.
PQM
Accoglie il ricorso f cassa e rinvia, anche per le spese, alla
Corte d’Appello di Ancona in diversa composizione.
Così deciso in Roma, il 10 luglio 2018.

l’appello, proposto ex 702 quater c.p.c. avverso la decisione

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