Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19807 del 26/07/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 19807 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: VINCENTI ENZO

ORDINANZA
sul ricorso 7380-2017 proposto da:
POLISPORTIVA BLU EAGLES SOCIETA’ SPORTIVA
DILETTANTISTCA A RESPONSABILITA’ LIMITATA IN
LIQUIDAZIONE, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE PASTEUR 5, presso lo
studio dell’avvocato MARIO ZOTTA, che la rappresenta e difende;

– ricorrente coatto
CENTRO SPORTIVO NUOTO LA PIRAMIDE SRL, in persona
del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in
ROMA, VIALE GIUSEPPE MAZZINI 131, presso lo studio
dell’avvocato ANTONIO MORRONE, rappresentata e difesa
dall’avvocato GIANLUCA PARENTE;

– controricorrente –

Data pubblicazione: 26/07/2018

avverso la sentenza n. 6441/2016 della CORTE D’APPELLO di
ROMA, depositata il 02/11/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 08/05/2018 dal Consigliere Dott. ENZO VINCENTI.

Ritenuto che, con ricorso affidato a due motivi, la Polisportiva

seguito anche Blueagles), ha impugnato la sentenza della Corte
d’Appello di Roma, in data 2 novembre 2016, che ha rigettato
l’impugnazione per nullità del lodo arbitrale reso in favore del Centro
Sportivo Nuoto La Piramide s.r.l. (di seguito anche Piramide);
che la Corte territoriale, per quanto ancora rileva, ha ritenuto
che: a) le censure investenti la motivazione del lodo erano
inammissibili perché tendevano al riesame del “merito”, avendo il
collegio arbitrale, nel valutare le condotte tenute dalle parti in
esecuzione del contratto di locazione tra le medesime intercorso dal
dicembre 2004, illustrato chiaramente il procedimento logico deduttivo
che ha portato all’affermazione dell’ingiustificata autoriduzione del
canone locatizio da parte della conduttrice Blueagles dopo alcuni anni
dall’inizio della locazione, senza che vi fosse stata “una denuncia
formale sull’inadempimento della concedente e senza richiedere che
fossero attuati gli impegni assunti” in riferimento all’esecuzione degli
obblighi di ristrutturazione del bene locato; b) quanto alle censure di
violazione del contraddittorio e del diritto di difesa, gli arbitri avevano
motivatamente disatteso le istanze istruttorie, affermando la
sussistenza di prove documentali sufficienti a valutare le condotte
negoziali delle parti e senza che l’appellante abbia segnalato “quali
sarebbero le circostanze di fatto decisive che smentirebbero i dati
documentali o che avrebbero in astratto potuto offrire ulteriori
elementi per formare un quadro probatorio più completo”; c) i danni
Ric. 2017 n. 07380 sez. M3 – ud. 08-05-2018
-2-

Blueagles Società Sportiva Dilettantistica s.r.1., in liquidazione (di

lamentati dalla Polisportiva in conseguenza del mancato adempimento,
mai richiesto espressamente dalla ricorrente, non erano stati
idoneamente provati, risultando, quindi, ingiustificata l’autoriduzione
del canone locatizio;
che resiste con controricorso il Centro Sportivo Nuoto La

che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc.
civ., è stata comunicata ai difensori delle anzidette parti, unitamente al
decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio, in
prossimità della quale la ricorrente ha depositato memoria;
che il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione
semplificata.

Considerato:
a) con il primo mezzo è denunciata, ai sensi dell’art. 360, primo
comma, n. 4, c.p.c., nullità del procedimento nonché violazione e falsa
applicazione degli artt. 115, 116, primo comma, c.p.c., per avere il
Collegio arbitrale prima e la Corte d’appello poi omesso di esaminare
la raccomandata a.r. dell’il febbraio 2011 e le successive diffide del 24
marzo 2011 e del 5 marzo 2011, con le quali la società ricorrente
avrebbe richiesto l’esecuzione delle opere previste nella scrittura
privata integrativa del contratto di locazione stipulato con la Piramide.
Inoltre, avrebbe errato la Corte territoriale a ritenere esente da vizi il
percorso logico giuridico seguito dal collegio arbitrale, mancando di
esaminare il documento con il quale essa Blueagles aveva richiesto
l’adempimento della Piramide;
b) con il secondo mezzo è dedotto, ai sensi dell’art. 360, primo
comma, n. 5, c.p.c., omesso esame circa un fatto decisivo ai fini del
decidere che è stato oggetto di discussione tra le parti, ossia che la
Blueagles aveva espressamente richiesto, con raccomandata dell’H
Ric. 2017 n. 07380 sez. M3 – ud. 08-05-2018
-3-

Piramide s. r. 1.;

febbraio 2011 e con le successive diffide, l’esecuzione delle opere di
rifacimento della coibentazione del tetto e dell’impianto di
termoventilazione prima dell’intervenuta diffida da parte della
Piramide;
a.b.1) i motivi, da scrutinarsi congiuntamente perché

Nel giudizio, a critica vincolata e proponibile entro i limiti
stabiliti dall’art. 829 cod. proc. civ., di impugnazione per nullità del
lodo arbitrale vige la regola della specificità della formulazione dei
motivi, attesa la sua natura rescindente e la necessità di consentire al
giudice, ed alla controparte, di verificare se le contestazioni proposte
corrispondano esattamente a quelle formulabili alla stregua della
suddetta norma, mentre, in sede di ricorso per cassazione avverso la
sentenza conclusiva di quel giudizio, il sindacato di legittimità, diretto a
controllarne l’adeguata e corretta sua giustificazione in relazione ai
motivi di impugnazione del lodo, va condotto soltanto attraverso il
riscontro della confottnità a legge e della congruità della motivazione
stessa. Sicché, il controllo da parte della Corte di cassazione non può
assolutamente riguardare il convincimento espresso dal giudice
dell’impugnazione del lodo sulla correttezza e congruità della
ricostruzione dei fatti e della valutazione degli elementi istruttori
siccome operate dagli arbitri, concernendo solo la conformità a logica
della motivazione adottata da detto giudice per supportare il proprio
convincimento (tra le altre, Cass. n. 10641/2004, Cass. n. 6986/2007,
Cass. n. 18136/2013, Cass. n. 23675, Cass. n. 10809/2015).
Ciò premesso, le censure mosse dalla società ricorrente alla
sentenza impugnata non soltanto (e ciò nella sostanza anche con il
primo motivo) sono volte a rimettere in discussione la valutazione
degli elementi probatori già oggetto dell’apprezzamento degli arbitri,
Ric. 2017 n. 07380 sez. M3 – ud. 08-05-2018
-4-

intimamente connessi, sono inammissibili.

ma, ancor prima, mancano di investire di congruente denuncia la ratio
decidendi che sorregge la decisione di appello, che muove dal
presupposto, esplicitato in sentenza, per cui non erano stati evidenziati
dati documentali tali da smentire il giudizio in ordine alla assenza di
una denuncia formale di inadempimento della Piramide da parte della

ritenersi impugnata con la mera indicazione in ricorso dei documenti
allegati ai fascicoli di parte, senza che la ricorrente abbia dato contezza
del contenuto specifico di detti documenti che assume rilevanti (lettera
raccomandata dell’I 1 febbraio 2011 e successive diffide) e di quali
fossero le puntuali deduzione svolte al riguardo sia nel giudizio
arbitrale, sia, soprattutto, nel giudizio di impugnazione del lodo, in
ossequio alla regola, innanzi ricordata, della specificità della
formulazione dei motivi;
che la memoria depositata da parte ricorrente, là dove non
inammissibile per non essere soltanto illustrativa, ma anche
integrativa/emendativa delle originarie ragioni di censura, non fornisce
argomenti idonei a scalfire i rilievi che precedono, con l’ulteriore
precisazione che il precedente ivi richiamato a fondamento delle
osservazioni svolte (Cass. n. 12514/2013) è del tutto inconferente
rispetto al thema decidenclum della presente controversia, non vertendo su
impugnativa di lodo arbitrale;
che il ricorso va, quindi, dichiarato inammissibile e la società
ricorrente condannata al pagamento delle spese del giudizio di
legittimità, come liquidate in dispositivo.
PER QUESTI MOTIVI
dichiara inammissibile il ricorso;
condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del
giudizio di legittimità, che liquida, in favore della parte
Ric. 2017 n. 07380 sez. M3 ud. 08-05-2018
-5-

Blueagles. Ratio, questa, che, nella sua evidente significatività, non può

controricorrente, in euro 10.000,00 per compensi, oltre alle spese
forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in euro
200,00 ed agli accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002,
dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte

pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis del citato
art. 13.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della VI-3
Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, in data 8 maggio
2018.
Il Presidente

della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA