Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19806 del 04/10/2016


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Cassazione civile sez. I, 04/10/2016, (ud. 06/07/2016, dep. 04/10/2016), n.19806

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALVAGO Salvatore – Presidente –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 19617/2009 proposto da:

I.A., (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA MONTE SANTO 68, presso l’avvocato STEFANIA IASONNA,

rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO PROCACCINI, giusta

procura speciale per Notaio avv. I.G. di (OMISSIS);

– ricorrente –

contro

CONSORZIO CO.FER.I IN LIQUIDAZIONE, in persona del Liquidatore pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA PAOLO EMILIO 57,

presso l’avvocato SERGIO MAGNANI, che lo rappresenta e difende

unitamente agli avvocati CRISTIANA MAGNANI, LUIGI GUARRIELLO, giusta

procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

contro

FERROVIE DELLO STATO S.P.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 3483/2008 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 03/10/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/07/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO PIETRO LAMORGESE;

udito, per il ricorrente, l’Avvocato ENZO BRIZZA, con delega, che ha

chiesto l’accoglimento del ricorso (e deposita n. 1 avviso

ricevimento);

udito, per il controricorrente, l’Avvocato CRISTIANA MAGNANI che ha

chiesto il rigetto del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CAPASSO Lucio, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso per

quanto di ragione.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Nel giudizio di opposizione alla stima delle indennità di espropriazione e occupazione legittima di un fondo di proprietà di J.A. nel Comune di Benevento, sottoposto a procedura espropriativa a beneficio delle Ferrovie dello Stato, la Corte di appello di Napoli, con sentenza 3 ottobre 2008, ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva delle Ferrovie (rimasta contumace), tenuto conto dell’avvenuto trasferimento delle funzioni e dei poteri dell’espropriante al Consorzio CO.FER.I. (convenuto costituito), concessionario dei lavori per il raddoppio della linea ferroviaria (OMISSIS); ha poi determinato le indennità e condannato il Consorzio al deposito delle somme alla Cassa Depositi e Prestiti.

J.A. ha proposto ricorso per cassazione articolato in un motivo.

Le Ferrovie non hanno svolto attività difensiva; il Consorzio CO.FER.I. ha depositato un controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorrente addebita alla sentenza impugnata violazione di legge e vizio di motivazione, per avere escluso la concorrente legittimazione passiva delle Ferrovie dello Stato, sull’erroneo presupposto che l’unico soggetto obbligato al pagamento delle indennità fosse il concessionario dei lavori, omettendo di considerare che tutti gli atti relativi all’occupazione e alla espropriazione erano stati eseguiti “in nome e per conto” delle Ferrovie che, in quanto soggetto delegante e beneficiario dell’espropriazione, era obbligato al pagamento.

Il motivo è inammissibile.

E’ incontestato che il Consorzio ha effettuato il deposito alla Cassa Depositi e Prestiti delle somme determinate – in misura incontestata – nella fase amministrativa e in quella giurisdizionale ed ha rimborsato le spese di lite all’opponente, il quale è privo di interesse a coltivare il giudizio in esame.

Infatti, deve ritenersi inammissibile per carenza di interesse il ricorso per cassazione promosso dal proprietario espropriato che, pur avendo già interamente conseguito le predette indennità dal concessionario dei lavori, si dolga dell’esclusione, affermata dalla Corte territoriale, della concorrente legittimazione passiva del soggetto in nome e per conto del quale erano stati eseguiti gli atti relativi all’occupazione e all’espropriazione.

D’altra parte, il ricorrente nulla ha argomentato a sostegno di un ipotetico suo interesse a che il debitore eseguisse personalmente la prestazione dovutagli (cfr. art. 1180 c.c., comma 1).

Sussistono giusti motivi per compensare le spese del presente giudizio, in considerazione della novità della questione esaminata.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile; compensa le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 6 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 4 ottobre 2016

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