Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19777 del 25/07/2018


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Civile Ord. Sez. 1 Num. 19777 Anno 2018
Presidente: SCHIRO’ STEFANO
Relatore: IOFRIDA GIULIA

sul ricorso 5700/2015 proposto da:
Estasi Roberto, Freriks Margret, elettivamente domiciliati in Roma,
Via Italo Carlo Falbo n.22, presso lo studio dell’avvocato Colucci
Angelo, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato
Franchi Giovanni, giusta procura a margine del ricorso;
-ricorrenti –

Data pubblicazione: 25/07/2018

contro

Intesa San Paolo Personal Finance s.p.a., assegnataria del ramo
d’azienda di Neos Finance S.p.a., in persona del legale rappresentante
pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, Via Silvio Pellico
n.24, presso lo studio dell’avvocato Carello Cesare Romano, che la’

giusta procura in calce al controricorso;
-controricorrente –

avverso la sentenza n. 362/2014 della CORTE D’APPELLO di
BOLOGNA, pubblicata il 04/02/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
22/05/2018 dal cons. IOFRIDA GIULIA;
lette le conclusioni scritte del P.M., in persona del Sostituto
Procuratore Generale CAPASSO LUCIO che ha chiesto il rigetto del
ricorso.

FATTI DI CAUSA
La Corte d’appello di Bologna, con sentenza n. 362/2014, – pronunciata
in giudizio promosso da Roberto Estasi e Margret Freriks nei confronti
della New Travel srl e della Finemiro Stile spa, al fine di sentire
dichiarare la nullità, per indeterminatezza dell’oggetto, o, in subordine,
l’annullamento, per dolo, del contratto stipulato, nel maggio 2001,
presso la loro abitazione, con la New Travel, avente ad oggetto
l’acquisto di un diritto di godimento a tempo parziale di servizi
alberghieri in località di vacanza, e la nullità o l’annullamento o la
risoluzione di diritto, ex art.8 d.lgs. 427/1998, del collegato contratto

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Bonetti Vittorio,

di finanziamento, concluso con la Finemiro, con condanna delle
convenute alla restituzione degli importi di denaro loro versati ed, in
subordine, della New Travel al risarcimento dei danni, – ha accolto il
gravame principale della Neos Finance (già Finemiro Leasing),
dichiarando inammissibile quello incidentale dei sig.ri Estasi e Freriks
(volto a conseguire la pronuncia di nullità o annullamento del contratto

disposto dalla stessa Corte, ai sensi dell’art.332 c.p.c., nei confronti dei
soci della New Travel, società cancellata dal Registro delle Imprese, nel
2006, senza che l’evento interruttivo fosse stato portato a conoscenza
del giudice di primo grado.
La Corte d’appello, quindi, in parziale riforma della decisione di primo
grado, che aveva respinto tutte le domande attrici (omettendo di
decidere sulla domanda riconvenzionale della Finemiro, di condanna
degli attori al pagamento di quanto ancora dovuto in forza del
finanziamento), ha condannato i contraenti Estasi e Freiks al
pagamento alla mutuante della somma di C 9.031,38, oltre interessi
convenzionali nei limiti di cui alla 1.108/1996, deducendo che il
contratto di finanziamento non poteva né essere risolto di diritto, ex
art.8 della legge invocata, in mancanza di recesso da parte dei
mutuatari, né essere dichiarato nullo o annullato, in difetto di un
collegamento negoziale tra i due contratti, a fronte della specifica
sottoscrizione, da parte dei mutuatari, della clausola 3 delle condizioni
generali del contratto di finanziamento, implicante rinuncia degli stessi
ad opporre eccezioni relative a vizi del bene oggetto del distinto
contratto di vendita e riconoscimento dell’inesistenza di accordo di
esclusiva tra Finemiro e New Travel per la concessione di credito ai
clienti della seconda.

di servizi alberghieri), per mancata integrazione del contraddittorio,

Avverso la suddetta sentenza, Roberto Estasi e Margret Freriks
propongono ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, nei confronti
della Neos Finance spa, già Finemiro Leasing spa (che resiste con
controricorso).
Il P.G. ha depositato conclusioni scritte. I ricorrenti hanno depositato
memoria.

1. I ricorrenti lamentano: 1) con il primo motivo, la violazione e falsa
applicazione, ex art.360 n. 3 c.p.c., degli artt.1322 e 1362 c.c., per
non avere la Corte d’appello riconosciuto il collegamento funzionale tra
contratto di vendita (avente ad oggetto il c.d. time sharing) e contratto
di finanziamento; 2) con il secondo motivo, la violazione e falsa
applicazione, ex art.360 n. 3 c.p.c., degli artt.1469 bis c.c. e 112 c.p.c.,
per non avere la Corte d’appello dichiarato, d’ufficio, vessatoria la
clausola n. 3 delle condizioni generali di contratto, implicante rinuncia
dei contraenti ad opporre eccezioni relative a vizi del bene oggetto del
distinto contratto di vendita ccn New Travel; 3) con il terzo motivo, la
violazione e falsa applicazione, ex art.360 n. 3 c.p.c., degli artt.1345 e
1418 c.c., 3 e 7 comma 3 del d.lgs. 427/1998, per non avere la Corte
d’appello, malgrado declaratoria di inammissibilità del gravame
incidentale, valutato comunque la nullità del contratto di c.d.

Urne

sharing, ossia la vendita di multiproprietà affiliate a circuiti di scambio
(o meglio l’acquisto di un certificato di associazione in complesso
turistico residenziale affiliato a circuito di scambio), stante il
collegamento funzionale del suddetto contratto con il contratto di
finanziamento e la necessità di esame della questione ai fini
dell’accoglimento dell’appello principale di Neos Finance.
2. Quanto dedotto dal P.G. nelle conclusioni in ordine al difetto di
autosufficienza del ricorso, per mancata trascrizione del contenuto
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RAGIONI DELLA DECISIONE

della clausola n. 3 delle condizioni generali del contratto di
finanziamento, non va condiviso, atteso che il contenuto della clausola
si evince, in ogni caso, dalla sentenza impugnata (ed anche peraltro
dal ricorso per cassazione). Essa, pacificamente sottoscritta dai
contraenti, prevedeva la loro rinuncia a qualunque eccezione, relativa
alla destinazione dell’importo di finanziamento concesso, a mancata o

altresì, dell’inesistenza di un vincolo di esclusiva per la concessione di
credito tra Finemìro e l’impresa convenzionata.
3. Tanto premesso, nel presente giudizio, la domanda relativa alla
declaratoria di nullità del contratto di vendita (c.d. time sharing), che i
ricorrenti assumo essere collegato al contratto di finanziamento, è
stata respinta, stante la ritenuta validità e non risolubilità del contratto
dì vendita, con statuizione confermata in appello, a causa
dell’inammissibilità del gravame incidentale sul punto.
I ricorrenti non hanno impugnato detta specifica statuizione della Corte
distrettuale.
4, I motivi del ricorso, da trattare congiuntamente, sono tutti infondati.
Nella costruzione difensiva dei rìcorrentì, dal nesso di interdipendenza
fra i negozi, espunta la clausola n. 3 delle condizioni generali del
contratto di finanziamento, sarebbe derivato che le vicende dell’uno
dovessero ripercuotersi su quelle dell’altro, condizionandone la validità

e l’efficacia, in conformità ad orientamento espresso da questo giudice
di legittimità (Cass 9388/91; Cass. n. 22603/09, n. 3589/10).
Tuttavia, nella specie: 1) vi è il giudicato suila validità e non risolubilità
del contratto di vendita (vedi precedente in termini, Cass. 1264/2016,
in fattispecie del tutto sovrapponibile, in cui sulla statuizione di validità
e non rísolubilità del contratto di vendita si era formato il giudicato
interno e sulla questione della vessatorietà della clausola n. 3 si è
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ritardata consegna del bene o a vizi del bene stesso, e si dava atto,

rilevata l’inammissibilità del corrispondente motivo del ricorso per
cassazione per non pertinenza con il decisum); 2) non opera l’art.8 del
d.lgs. 42771998 (disciplina della c.d. multiproprietà, ora trasfusa negli
artt.71 e ss. del Codice del Consumo, d.lgs. 206/2005), non essendo
intervenuto recesso.
Ne consegue che l’inefficacia/nullità della clausola n. 3 ovvero il

voluta, caducazione del contratto di finanziamento.
5. Per tutto quanto sopra esposto, va respinto il ricorso. Le spese,
liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza.
P.Q.M.
La Corte respinge il ricorso; condanna i ricorrenti, in solido, al
rimborso delle spese processuali del presente giudizio di legittimità,
liquidate in complessivi C 2.000,00, a titolo di compensi, oltre 200,00
per esborsi, nonché rimborso forfetario spese generali nella misura del
15% ed accessori di legge.
Ai sensi dell’art.13, comma 1 quater del DPR 115/2002, dà atto della
ricorrenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti
dell’importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il
ricorso, a norma del comma 1 bis dello stesso art.13.
Così deciso, in Roma, il 22 maggio 2018.

collegamento funzionale tra i due negozi non potrebbe determinare la,

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