Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19761 del 27/09/2011

Cassazione civile sez. VI, 27/09/2011, (ud. 26/05/2011, dep. 27/09/2011), n.19761

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 4951/2010 proposto da:

P.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dagli avvocati GRASSO Carlo, ROMANELLI FRANCESCO, giusta mandato a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE;

– intimato –

avverso il decreto n. 807/08 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del

19/05/09, depositato il 15/09/2009;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

26/05/2011 dal Consigliere Dott. MARIA ROSARIA CULTRERA;

udito l’Avvocato Grasso Carlo, difensore del ricorrente che si

riporta alla memoria;

è presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS che ha

concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

OSSERVA

P.G. impugna con ricorso per cassazione affidato ad unico motivo il decreto della Corte d’appello di Napoli n. 807/2008 che ha dichiarato inammissibile la sua domanda di equa riparazione, formulata in relazione a processo introdotto innanzi alla Corte dei Conti con ricorso del 2.3.82 e definito con sentenza del 2006, in difetto della prova della data di notifica della decisione anzidetta, requisito indispensabile ai fini dello scrutinio circa la tempestività della domanda in esame.

Il Ministero dell’Economia intimato non ha spiegato difesa.

Il Consigliere rel. ha depositato proposta di definizione osservando che:

“Il ricorrente censura la decisione impugnata richiamando l’onere dell’amministrazione convenuta di provare l’intervenuta decadenza per la proposizione della sua domanda di equa riparazione, che, secondo quanto si afferma nel decreto in esame, rappresentò però questione rilevata d’ufficio e non già su eccezione dell’intimato Ministero.

In relazione alla ratio decidendi il motivo non offre puntuale spunto di critica, e persiste nell’omissione riscontrata, ritenuta dal giudice di merito decisiva ai fini del riscontro della tempestività della domanda esaminata”.

Il collegio ritiene di condividere la riferita proposta non smentita da argomenti di confutazione.

Per l’effetto rigetta il ricorso senza farsi luogo alla pronuncia sul governo delle spese del presente giudizio in assenza diattività difensiva dell’intimato.

P.Q.M.

LA CORTE rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 26 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 27 settembre 2011

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