Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19759 del 03/10/2016


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Cassazione civile sez. VI, 03/10/2016, (ud. 26/05/2016, dep. 03/10/2016), n.19759

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 13954-2015 proposto da:

EQUITALIA SUD SPA, (OMISSIS), in persona del suo Procuratore,

elettivamente domiciliata in ROMA, V.LE MAZZINI 134, presso lo

studio dell’avvocato LUIGI FIORILLO, rappresentata e difesa

dall’avvocato GIUSEPPE MARIA MONDA giusta procura in calce al

ricorso;

– ricorrente –

contro

P.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR

presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato CARLO

NUNZIANTE CESARO giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza a 10667/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di NAPOLI SEZIONE DISTACCATA di SALERNO del 19/11/2014,

depositata il 09/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

26/05/2016 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLA VELLA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue.

1. L’unico motivo di ricorso, con cui si deduce “l’omesso, insufficiente e contraddittorio esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti ex art. 360 c.p.c., n. 5”, è manifestamente inammissibile.

2. Innanzitutto, applicandosi ratione temporis il nuovo disposto dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), è formalmente improprio lamentare l’omissione dell’esame di un fatto decisivo (unica ipotesi contemplata dalla norma riformata) in uno alla sua insufficienza e contraddittorietà, ipotesi che contrastano logicamente con la prima, presupponendo che un esame del fatto vi sia stato.

4. Ma soprattutto manca la chiara individuazione del fatto decisivo, oggetto di discussione tra le parti, il cui esame sarebbe stato (a tutto voler concedere) omesso; parte ricorrente invero, dopo aver affermato che la motivazione contestata (trascritta in parte qua) “non risulta del tutto rispondente al vero e soprattutto non adeguatamente motivata”, lamenta che il contribuente “ha tentato di modificare la propria domanda” (pag. 4), che le relate di notifica depositate “presentano tutti gli elementi necessari a dimostrare la validità degli stessi e la loro conformità agli originali” (pag. 5) e che la contestazione di conformità delle copie agli originali “sia stata fatta tardivamente e non adeguatamente” (pag. 6): deduzioni, queste, che non sono sussumibili nel nuovo disposto dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), e comunque integrano fatti esaminati dal giudice di secondo grado, che ha espressamente ritenuto inidonea la documentazione prodotta e rituale la contestazione delle copie.

5. All’inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese secondo soccombenza.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente alle spese del presente giudizio di legittimità liquidate in Euro 4.500 per compenso, oltre rimborso forfetario e acessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dell’art. 13, comma 1 – bis.

Così deciso in Roma, il 26 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 3 ottobre 2016

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