Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19727 del 25/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19727 Anno 2018
Presidente: DORONZO ADRIANA
Relatore: DE MARINIS NICOLA

ORDINANZA
sul ricorso 3826-2017 proposto da:
MOSSA FRANCESCO, elettivamente domiciliato in ROMA piazza
Cavour presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e
difeso dall’avvocato ALESSANDRO MELONI;
– ricorrente contro
COMPAGNIA AEREA ITALIANA S.P.A.(già ALITALIA
COMPAGNIA AEREA ITALIANA S.P.A.) C.F./P.I.02500880121,
in persona del legale rappresentante pro tempore, e AIR ONE S.P.A.
C.F.01058580687, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliate in ROMA, VIA PO 25/B, presso lo studio
degli avvocati ROBERTO PESSI, e MAURIZIO SANTORI che
unitamente le rappresentano e difendono
– controlicorrenti –

Data pubblicazione: 25/07/2018

nonchè contro
CONSORZIO GH (già Consorzio Aviation Services GH Napoli)
C.F./P.I.11286721003, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA piazza Cavour presso la
Cancelleria della Corte di Cassazione, rappresentato e difeso

controricorrente

avverso la sentenza n. 254/2016 della CORTE D’APPELLO di
CAGLIARI, depositata il 20/07/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 23/05/2018 dal Consigliere Dott. NICOLA DE
MARINIS.
RILEVATO
che con sentenza del 20 luglio 2016, la Corte d’Appello di
Cagliari confermava la decisione resa dal Tribunale di Cagliari ed
rigettava la domanda proposta da Francesco Mossa nei confronti
della Compagnia Aerea Italiana-C.A.I. S.p.A., Air One S.p.A. e
Consorzio GH (già Consorzio Aviation Services GH Napoli)
avente ad oggetto la declaratoria di nullità dei successivi
contratti a termine in virtù dei quali aveva prestato presso
l’aeroporto di Cagliari-Elmas mansioni di operatore unico
aeroportuale alle dipendenze della European Avia Service-E.A.S.
S.p.A. prima che questa lo assumesse senza riconoscimento ad
/
alcun fine del periodo pregress5 con rapporto a tempo
indeterminato poi proseguito per effetto di successive cessioni di
azienda con le Società poi convenute/ e la condanna al
pagamento delle differenze retributive conseguenti alla
ricostruzione di carriera;

Ric. 2017 n. 03826 sez. ML – ud. 23-05-2018
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dall’avvocato ADOLFO LANDI;

che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa
ritenuto ravvisabile da parte del lavoratore un comportamento
concludente idoneo a riflettere una volontà di rinuncia all’azione
di impugnazione dell’illegittimità del termine;
per la cassazione di tale decisione ricorre il Mossa, affidando

controricorso, tutte le Società intimate;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.,
stata comunicata aile parti, unitamente ai decreto di fissazione

dell’adunanza in camera di consiglio non partecipata;
che le controricorrenti hanno poi presentato memoria;
che, a fronte della comunicazione contenuta nella memoria
depositata dalle Società C.A.I. S.p.A. e Air One S.p.A.
dell’intervenuto decesso dell’unico difensore del ricorrente,
questo Collegio ritiene di dover procedere all’esame del ricorso,
stante la sua trattazione in adunanza camerale e, comunque, a
motivo del difetto di qualsiasi atto fidefacente di quanto
comunicato (cfr. Cass. n. 21608/2013)
CONSIDERATO

che, con il primo motivo, il ricorrente, nel denunciare la
violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., lamenta il
contrasto con il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il
pronunciato della decisione assunta dalla Corte territoriale che
ha ravvisato nel comportamento del ricorrente, anziché, come
sostenuto dalle Società una volontà risolutiva del rapporto, una
rinuncia all’impugnazione dei vari contratti a termine;
che, con il secondo motivo, denunciando la violazione e falsa
applicazione dell’art. 2113 c.c., il ricorrente lamenta la non
conformità a diritto della qualificazione in termini di rinuncia
all’impugnazione del comportamento del ricorrente;

Ric. 2017 n. 03826 sez. ML – ud. 23-05-2018
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l’impugnazione ad quattro motivi, cui resistono, con

che, nel terzo motivo, la violazione e falsa applicazione degli
artt. 2113 c.c. e 1372 c.c. è prospettata in relazione
all’affermata incongruità logica e giuridica del convincimento
espresso dalla Corte territoriale in ordine alla raggiunta prova
della volontà abdicativa dell’impugnazione e/o risolutiva del

che con il quarto motivo, rubricato con riferimento alla
violazione e falsa applicazione degli artt. 5, I. n. 230/1962, 6,
d.lgs. n. 368/2001 ed della clausola 4 dell’Accordo quadro
allegato alla Direttiva 1999/70/CE, deduce l’erroneità della
statuizione con cui la Corte territoriale ha ritenuto assorbita la
pronunzia sulla domanda di riconoscimento delle differenze
retributive maturate in ragione del trattamento deteriore
rispetto al lavoratore a tempo indeterminato comparabile – e
perciò in contrasto con il principio di non discriminazione del
lavoratore a termine sancito dalla disciplina nazionale e
comunitaria – attribuito, nei periodi lavorati, al ricorrente;
che, preliminarmente presa in esame l’eccezione pregiudiziale
sollevata nel proprio controricorso dal Consorzio GH di
inammissibilità del ricorso de quo, da ritenersi tardivo per la
nullità della notifica a mezzo pec, per non risultare
accompagnato dall’attestazione di conformità l’atto in origine
non formato su supporto informatico, come nel caso di specie la
procura alle liti, se ne deve rilevare l’infondatezza alla stregua
dell’orientamento accolto da questa Corte (cfr. Cass. n.
3805/2018 che richiama Cass., SS.UU., n. 7665/2016), per il
quale la nullità non può mai essere pronunciata se l’atto ha
raggiunto lo scopo cui è destinato, dovendosi tener conto altresì
che, nella specie, la mancata attestazione di conformità della
procura alle liti, che, comunque, risulta puntualmente
sottoscritta, non può essere ritenuta, sempre alla stregua della
Ric. 2017 n. 03826 sez. ML – ud. 23-05-2018
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rapporto da parte del ricorrente;

giurisprudenza di questa Corte, causa di inesistenza dell’atto,
potendo essere il suo rilascio riscontrato attraverso altri
elementi quali la coincidenza del difensore indicato nella
procura, la cui firma risulta apposta per autentica in calce alla
stessa con quella del difensore menzionato nella relata di

che i primi due motivi, i quali, in quanto strettamente connessi,
possono essere qui trattati congiuntamente, devono ritenersi
infondati, sostanziandosi la decisione assunta dalla Corte
territoriale in un pronunciamento del tutto coerente con la
sollevata eccezione di risoluzione del rapporto per mutuo
consenso, per essere quel pronunciamento comunque fondato
sulla ritenuta riconducibilità del comportamento del ricorrente
ad una volontà tacita – e come tale insuscettibile di essere
assoggettata alle forme proprie della corrispondente
manifestazione espressa – incompatibile con la successiva
azione intesa a far valere l’illegittimità degli effetti giuridici
viceversa implicati da quella volontà;
che viceversa inammissibile si rivela il terzo motivo alla stregua
dell’orientamento invalso nella giurisprudenza di questa Corte
(cfr. Cass. n. 29781/2017) secondo cui, tenuto conto dei limiti
del giudizio di legittimità, è sufficiente che, come si è verificato
nel caso di specie, il giudice del fatto abbia considerato la durata
rilevante del comportamento omissivo del lavoratore
nell’impugnare la clausola e la convergenza degli altri elementi
prospettati in causa, pervenendo alla valutazione complessiva e
congruamente motivata che nella fattispecie concreta sia stata
fornita la prova della volontà tacita, abdicativa
dell’impugnazione o risolutiva del rapporto, incompatibile con
l’azione proposta;

Ric. 2017 n. 03826 sez. ML – ud. 23-05-2018
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notifica;

che, di contro, il quarto motivo merita accoglimento, non
potendo ritenersi assorbita, come viceversa ha inteso la Corte
territoriale, la domanda, del tutto autonoma rispetto a quella
attinente all’illegittimità dell’apposizione del termine ed
all’applicazione delle relative misure sanzionatorie, concernente

retributive maturate in relazione al trattamento discriminatorio
che assume di aver subito rispetto a quello attribuito al
lavoratore a tempo indeterminato comparabile, domanda che,
pertanto, necessita di esame nel merito pretermesso dalla Corte
territoriale;
che, pertanto, parzialmente discostandosi dalla proposta del
relatore, rigettati i primi tre motivi del ricorso ne va accolto ij
quarto e la sentenza impugnata cassata con rinvio alla Corte
d’Appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari, che
provvederà in conformità, disponendo altresì per l’attribuzione
delle spese del presente giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte accoglie il quarto motivo di ricorso, rigettati i primi tre,
cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla
Corte d’Appello di Cagliari, Sezione distaccata di Sassari.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 23 maggio
2018
Il Presidente

il riconoscimento del diritto del ricorrente alle differenze

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