Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19723 del 22/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 22/09/2020, (ud. 22/07/2020, dep. 22/09/2020), n.19723

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ACIERNO Maria – Presidente –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 16910-2019 proposto da:

A.O.M.W., elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA DEGLI OTTAVI 9, presso lo studio dell’avvocato MASSIMILIANO

SCARINGELLA, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

FABIO LOSCERBO;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO; COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI BOLOGNA SEZIONE DI

FORLI’;

– intimati –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di BOLOGNA, depositata il

26/04/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 22/07/2020 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLA

VELLA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Il Tribunale di Bologna in composizione monocratica, in persona del GOT, ha respinto il ricorso presentato in data 07/07/2017 dal cittadino egiziano A.O.M.W. avverso la decisione della competente Commissione territoriale che gli aveva negato l’invocata protezione internazionale, chiedendo in subordine la protezione umanitaria.

2. Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione affidato a sei motivi. Gli intimati non hanno svolto difese.

3. A seguito di deposito della proposta ex art. 380 bis c.p.c. è stata ritualmente fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. Con il primo motivo si lamenta violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, e vizio di motivazione su inattendibilità del richiedente e mancata attivazione dei poteri istruttori ufficiosi; il secondo prospetta la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 11 e 17, con riguardo al diniego di protezione sussidiaria; il terzo denunzia la omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione sulla ritenuta mancanza di credibilità; il quarto lamenta la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, artt. 8 e 14; il quinto ancora omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione sulla protezione umanitaria; il sesto ulteriori censure miste, sempre in tema di protezione umanitaria.

5. Prima ancora dei profili di inammissibilità dei singoli motivi evidenziati nella proposta ex art. 380 bis c.p.c. va rilevata la radicale inammissibilità del ricorso perchè proposto contro un provvedimento soggetto ad appello.

6. Invero, trattandosi di ricorso originario depositato prima del 18 agosto 2017, data di applicazione del nuovo rito D.Lgs. n. 25 del 2008, ex art. 35-bis, introdotto dal D.L. n. 13 del 2017, art. 6, comma 1, lett. g), convertito con modifiche dalla L. n. 46 del 2017, l’ordinanza conclusiva del procedimento sommario di cognizione andava impugnata dinanzi alla Corte d’appello D.Lgs. n. 150 del 2011, ex art. 19, comma 9, sicchè il gravame prescelto non coincide con quello previsto dalla legge, senza che sia possibile disporre la conversione in appello, nè la translatio iudicii, trattandosi di erronea individuazione non già del giudice competente bensì del mezzo di impugnazione intenzionalmente utilizzato (Cass. 2750/2020; cfr. Cass. Sez. U, 18121/2016 e Cass. 5666/1984).

7. L’assenza di difese degli intimati esonera dalla pronuncia sulle spese.

8. Sussistono i presupposti processuali per il cd. raddoppio del contributo unificato ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater (cfr. Cass. Sez. U, 23535/2019; Cass. sez. U, 4315/2020).

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 22 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 22 settembre 2020

 

 

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