Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19722 del 25/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19722 Anno 2018
Presidente: DORONZO ADRIANA
Relatore: DE MARINIS NICOLA

ORD INANZA
sul ricorso 2625-2017 proposto da:
I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA
SOCIALE, C.F. 80078750587, in persona del legale rappresentante
pro tempore, domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29,
presso la sede dell’AVVOCATURA CENTRALE dell’Istituto
medesimo, rappresentato e difeso unitamente e disgiuntamente dagli
avvocati CLEMENTINA PULII, MAURO RICCI, EMANUELA
CAPANNOLO;
– ricorrente contro
SINANAJ RAHAM, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA AGRI

a

n.1, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO NAPPI, che lo
rappresenta e difende;
– controricorrente e ricorrente incidentale –

Data pubblicazione: 25/07/2018

avverso la sentenza n. 67/2016 della CORTE D’APPELLO di
TRENTO, depositata il 21/07/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 23/05/2018 dal Consigliere Dott. NICOLA DE

RILEVATO
che con sentenza del 21 luglio 2016, la Corte d’Appello di
Trento, in riforma della decisione resa dal Tribunale di Rovereto,
accoglieva la domanda proposta da Raham Sinanaj nei confronti
dell’INPS avente ad oggetto il riconoscimento dell’assegno
sociale;
che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa
ritenuto sussistente il requisito del soggiorno legale continuato
per un decennio sul territorio italiano da parte dello straniero cui
il diritto è subordinato ai sensi dell’art. 20, comma 10, del d.l.
112/2008 convertito nella legge n. 133/2008;
per la cassazione di tale decisione ricorre l’INPS affidando
l’impugnazione ad un unico motivo, cui resiste, con
controricorso, il Sinanaj, che, a sua volta, propone ricorso
incidentale, articolato su un unico motivo, in relazione al quale
l’INPS non ha svolto alcuna difesa;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è
stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione
dell’adunanza in camera di consiglio non partecipata;
che il controricorrente ha poi presentato memoria;
CONSIDERATO
che, con l’unico motivo, l’INPS, ricorrente principale, nel
denunciare la violazione e falsa applicazione degli artt. 3, commi
6 e 7, I. n. 335/1985 e 20, comma 10, d.l. 112/2008 convertito

Ric. 2017 n. 02625 sez. ML – ud. 23-05-2018
-2-

MARINIS.

nella legge 133/2008, lamenta l’aver la Corte territoriale
pronunziato in carenza di prova del requisito del soggiorno in via
continuativa sul territorio italiano;
che, con l’unico motivo del proprio ricorso incidentale, il Sinanaj,
nel denunciare la violazione e falsa applicazione dell’art. 112

domanda di condanna dell’Istituto all’erogazione dell’assegno,
ritualmente svolta in prime cure e ribadita in appello;
che l’unico motivo del ricorso principale si rivela infondato
avendo la Corte territoriale tenuto puntualmente conto del
requisito della continuità del soggiorno sul territorio italiano ed
essendo approdato al convincimento espresso circa la sua
sussistenza sulla base di un iter logico giuridico condotto
facendosi carico delle eccezioni sollevate dall’Istituto, che in
questa sede si limita a riproporle senza neppure accennare a
contestare quanto ad esse obiettato dalla Corte territoriale;
che, di contro, inammissibile si appalesa il rnetivo—€1€4 ricorso
incidentale dovendosi ritenere nulla la procura alla lite
sottoscritta dal Sinanaj priva di data e di qualsiasi riferimento
all’impugnazione in questa sede proposta (cfr Cass. n.
5443/2006);
che, pertanto, parzialmente conformandosi alla proposta del
relatore, il ricorso principale va rigettato e l’incidentale
dichiarato inammissibile senza attribuzione delle spese r per
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.

La Corte rigetta il ricorso principale e dichiara inammissibile
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l’incidentale. Nitt-Pia s ese.
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Ai sensi dell’art. 13, co. 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, dà
atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da
parte dei ricorrente principale e del ricorrente incidentale,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
Ric. 2017 n. 02625 sez. ML – ud. 23-05-2018
-3-

c.p.c., imputa alla Corte territoriale l’omessa pronunzia sulla

quello dovuto per il ricorso principale e per il ricorso
incidentale, a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 23 maggio
2018.
Il Presidente

DEPOSITATO IN CANCELLERIA
Roma ,

2 5 LUG2018

Funzionario Giudiziario

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