Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19712 del 21/09/2020

Cassazione civile sez. VI, 21/09/2020, (ud. 16/09/2020, dep. 21/09/2020), n.19712

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – rel. Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 908-2019 proposto da:

P.A., M.D., rappresentati e difesi dall’avvocato

FRANCESCO MANGIONE;

– ricorrenti –

contro

D.A., C.T., elettivamente domiciliati in ROMA,

VIALE GIUSEPPE MAZZINI 55, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO

SINESIO GIUSEPPE, rappresentati e difesi dall’avvocato VINCENZO

CAPONNETTO;

– controricorrenti –

e contro

CONDOMINIO (OMISSIS);

– intimati –

avverso la sentenza n. 1631/2018 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata il 06/08/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/09/2020 dal Consigliere Dott. SCARPA ANTONIO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

P.A. e M.D. hanno proposto ricorso articolato in unico motivo avverso la sentenza n. 1631/2018 pronunciata il 6 agosto 2018 dalla Corte d’Appello di Palermo. D.A. e C.T. resistono con controricorso. La Corte d’appello ha rigettato l’appello proposto in via principale da P.A. e M.D. e ha dichiarato cessata la materia del contendere tra D.A. e C.T. ed il Condominio (OMISSIS), Favara (appellante incidentale), con riguardo alla sentenza resa in primo grado il 9 luglio 2013 dal Tribunale di Agrigento. La causa era stata promossa con citazione del 16 luglio 2007 dal Condominio (OMISSIS), Favara, nei confronti di D.A. e C.T., avente ad oggetto l’accertamento della natura condominiale del lastrico solare, sul quale i convenuti avevano apportato modifiche strutturali. Nel giudizio intervennero poi volontariamente, con comparsa del 10 marzo 2009, P.A. e M.D., aderendo alle pretese del Condo m. attore. Il Condominio (OMISSIS) rinunciò all’azione nel corso del giudizio di appello. Il ricorso per cassazione, proposto da P.A. e M.D., interventori volontari nel giudizio promosso dal Condominio (OMISSIS), Favara, nei confronti di D.A. e C.T., non era stato notificato al Condominio (OMISSIS), Favara. E’ stata perciò disposta la notificazione del ricorso al Condominio (OMISSIS), Favara, sul presupposto che nei giudizi, quale quello in esame, promossi dall’amministratore a tutela delle parti comuni, l’intervento del singolo condomino dà luogo ad un unico giudizio con pluralità di parti, determinando tra queste ultime un litisconsorzio processuale necessario, rilevante in sede di impugnazione ai sensi dell’art. 331 c.p.c. (cfr. Cass. Sez. 2, 28/03/2019, n. 8695). Il Condominio (OMISSIS), Favara, cui è stato notificato atto di integrazione del contraddittorio, è rimasto intimato senza svolgere attività difensive.

L’unico motivo di ricorso denuncia, agli effetti dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l’omesso esame di un documento, costituito dall’atto di compravendita del 25 ottobre 1983, prodotto in primo grado con la memoria ex art. 183 c.p.c., comma 6, del 3 marzo 2008, da intendersi quale atto da cui ebbe origine il condo m.. In tale atto, il venditore-costruttore Mo.An., alienando le unità immobiliari agli acquirenti Di.Ca., Pu., S. e Di.Ro., dichiarava di riservare al condominio la proprietà del lastrico solare oggetto di causa. L’esame del documento si rivelerebbe decisivo, in quanto renderebbe erronea la pronuncia della Corte d’appello di Palermo, la quale ha detto rilievo all’atto dell’11 dicembre 1984, nel quale il venditore-costruttore Mo. si era riservata la proprietà esclusiva del lastrico solare per cui è causa.

Su proposta del relatore, che riteneva che il ricorso potesse essere accolto per manifesta fondatezza, con la conseguente definibilità nelle forme di cui all’art. 380-bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5), il Presidente ha fissato l’adunanza della camera di consiglio.

Il motivo di ricorso è manifestamente fondato.

Sussiste la legittimazione dei condomini P.A. e M.D. ad impugnare la sentenza pronunciata dalla Corte d’Appello di Palermo, pur avendo rinunciato all’azione il Condominio (OMISSIS), in quanto nelle controversie condominiali che investono i diritti dei singoli condomini sulle parti comuni, ciascun condomino ha, in considerazione della natura dei diritti contesi, un autonomo potere individuale – concorrente con quello dell’amministratore – di agire e resistere a tutela dei suoi diritti di comproprietario “pro quota” (cfr. Cass. Sez. U, 18/04/2019, n. 10934).

Va ulteriormente premesso come non operi nel caso in esame la previsione di cui all’art. 348-ter c.p.c., comma 5 (applicabile, ai sensi del D.L. n. 83 del 2012, art. 54, comma 2, conv., con modif., dalla L. n. 134 del 2012, ai giudizi d’appello introdotti con ricorso depositato o con citazione di cui sia stata richiesta la notificazione dal giorno 11 settembre 2012), secondo cui non può essere impugnata ex art. 360 c.p.c., n. 5, la sentenza di appello “che conferma la decisione di primo grado” e che risulti fondata sulle stesse ragioni, inerenti alle questioni di fatto, poste a base della pronuncia appellata. La sentenza del Tribunale di Agrigento aveva infatti dichiarato la natura condominiale del lastrico solare sulla base della dichiarazione notarile postuma emessa il 25 luglio 2005 con riguardo all’atto di acquisto stipulato in data 1 dicembre 1989 da D.A. e C.T.. Tale “interpretazione ex post” dell’atto, compiuta dal notaio G.M., è stata ritenuta inammissibile dalla Corte d’appello, la quale ha invece individuato il titolo, di cui all’art. 1117 c.c., nell’atto dell’11 dicembre 1984.

Ora, il lastrico solare, ove per le sue caratteristiche strutturali non risulti destinato oggettivamente al servizio esclusivo di una o più unità immobiliari, ai sensi dell’art. 1117 c.c., n. 1, è oggetto di proprietà comune dei diversi proprietari delle singole porzioni dell’edificio.

Come in diritto ha correttamente premesso la stessa Corte d’appello di Palermo, la situazione di condominio, regolata dagli artt. 1117 c.c. e ss., si attua sin dal momento in cui si opera il frazionamento della proprietà di un edificio, a seguito del trasferimento della prima unità immobiliare suscettibile di separata utilizzazione dall’originario unico proprietario ad altro soggetto. A tale fine, assume decisività l’individuazione dell’atto in cui il Condominio (OMISSIS) potesse dirsi sorto, allorchè la prima unità abitativa venne venduta da Mo.An. e si ebbe quindi l’atto di frazionamento dell’iniziale unica proprietà. Originatasi a tale epoca la situazione di condominio edilizio, dallo stesso momento doveva, infatti, intendersi operante la presunzione legale ex art. 1117 c.c. di comunione “pro indiviso” di tutte quelle parti del complesso che, per ubicazione e struttura, fossero – in tale momento costitutivo del condominio destinate all’uso comune o a soddisfare esigenze generali e fondamentali del condominio (Cass. Sez. 2, 18/12/2014, n. 26766). Ove nel titolo originario mancasse una chiara ed univoca volontà di riservare esclusivamente al Mo. la proprietà del lastrico solare, questi non avrebbe potuto poi validamente disporre dello stesso come proprietario unico in favore di D.A. e C.T.. E’ consolidato l’orientamento di questa Corte ad avviso del quale spetta al condomino, che pretenda l’appartenenza esclusiva di un bene, quale appunto un lastrico solare, compreso tra quelli elencati espressamente o per relationem dall’art. 1117 c.c., dar prova della sua asserita proprietà esclusiva derivante da titolo contrario; in difetto di tale prova, infatti, deve essere affermata l’appartenenza dei suddetti beni indistintamente a tutti i condomini (Cass. Sez. 2, 17/02/2020, n. 3852; Cass. Sez. 2, 07/05/2010, n. 11195; Cass. Sez. 2, 18/04/2002, n. 5633; Cass. Sez. 2, 15/06/2001, n. 8152; Cass. Sez. 2, 04/04/2001, n. 4953).

La sentenza impugnata è perciò incorsa nel vizio di omesso esame di un fatto decisivo e discusso tra le parti, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (nel testo, utilizzabile “ratione temporis”, modificato dal D.L. n. 83 del 2012, conv., con modif., dalla L. n. 134 del 2012), non avendo esaminato l’atto di compravendita del 25 ottobre 1983, ritualmente prodotto sin dal primo grado di giudizio, con il quale si costituì originariamente il Condominio (OMISSIS), agli effetti del titolo di cui all’art. 1117 c.c. Va dunque accolto il ricorso e la sentenza impugnata va cassata, con rinvio alla Corte d’appello di Palermo, che procederà a nuovo esame della causa tenendo conto dei rilievi svolti e regolerà anche le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di cassazione, alla Corte d’appello di Palermo in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 6 – 2 Sezione civile della Corte suprema di cassazione, il 16 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 21 settembre 2020

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