Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19710 del 25/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 19710 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: D’ARRIGO COSIMO

ORDINANZA
sul ricorso 25004-2016 proposto da:
TOMMASINI MAURO, elettivamente domiciliato in Roma, via Pompeo
Magno, n. 94, presso lo studio dell’avvocato Mauro Longo, che lo
rappresenta e difende;

– ricorrente contro
CICIANI ADELE
UNIPOL SAI s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore;

– intimati avverso la sentenza n. 8305/2016 del Tribunale di Roma, depositata
il 26/04/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 14/12/2017 dal Consigliere Dott. Cosimo D’Arrigo.

RITENUTO
Mauro Tommasini ha convenuto in giudizio innanzi al giudice di
pace di Roma Adele Ciciani e la UGF Assicurazioni (ora Unipol s.p.a.),

Data pubblicazione: 25/07/2018

chiedendo il risarcimento del danno biologico e dei danni al suo
motociclo determinatisi in occasione di un incidente stradale.
Stante il limitato accoglimento della domanda, il Tommasini ha
proposto appello e il Tribunale di Roma, in parziale accoglimento
dell’impugnazione, ha riformato la sentenza di primo grado in senso a

dei danni al motociclo. Sul punto, in particolare, il giudice d’appello ha
ritenuto che non costituisse sufficiente prova del danno al veicolo una
fattura prodotta dal Tommasini, non supportata né da
documentazione fotografica del mezzo incidentato, né da una perizia,
da deposizioni testimoniali o altre prove che consentissero di
ricostruire l’effettiva dinamica del sinistro.
Il Tommasini ha proposto ricorso contro tale decisione,
chiedendone la cassazione per un motivo. Le parti intimate non hanno
svolto attività difensiva.
Il consigliere relatore, ritenuta la sussistenza dei presupposti di
cui all’art. 380-bis cod. proc. civ. (come modificato dal comma 1, lett.
e), dell’art. 1-bis d.l. 31 agosto 2016, n. 168, conv. con modif. dalla I.

25 ottobre 2016, n. 197), ha formulato proposta di trattazione del
ricorso in camera di consiglio non partecipata.
Il ricorrente ha depositato memorie difensive.
CONSIDERATO

In considerazione dei motivi dedotti e delle ragioni della
decisione, la motivazione del presente provvedimento può essere
redatta in forma semplificata.
Il ricorso è manifestamente infondato.
Il ricorrente, infatti, deduce la violazione degli artt. 115 e 116
cod. proc. civ., consistita nell’omessa valutazione del materiale
probatorio.
Tale materiale, tuttavia, si risolve nella sola fattura, che – come
s’è detto – è stata invece esaminata dal tribunale, ma ritenuta

Ric. 2016 n. 25004 sez. M3 – ud. 14-12-2017

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lui favorevole, tuttavia continuando a negargli il diritto al risarcimento

insufficiente a dimostrare la riconducibilità dei lavori di riparazione ivi
attestati agli esiti del sinistro.
Il ricorrente osserva, inoltre, che le richieste istruttorie
formulate in primo grado non furono ammesse dal giudice di pace,
che le ritenne superflue stante l’insussistenza di contestazioni in

inammissibile, giacché il Tommasini non ha documentato né di aver
effettivamente formulato richieste istruttorie relative alla consistenza
dei danni riportati dal veicolo, né di aver impugnato in grado
d’appello la sentenza di primo grado nella parte relativa alle prove, né
di aver riproposto in grado di appello le richieste istruttorie rigettate
dal giudice di pace.
Pertanto, il lamentato vizio di legittimità non sussiste e, nella
sostanza, il ricorso si risolve in una sollecitazione alla revisione delle
risultanze probatorie, non ammissibile in questa sede.
In conclusione, il ricorso deve essere rigettato.
Poiché la parte intimata non ha svolto attività difensiva, non vi
è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità.
P.Q.M.

rigetta il ricorso.
Ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002,
inserito dall’art. 1, comma 17 della I. n. 228 del 2012, dà atto della
sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente,
dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello
dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis, dello stesso art. 13.

Così deciso in Roma, il 14 dicembre 2017.

merito alla dinamica del sinistro. Tale doglianza è, tuttavia,

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