Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19683 del 07/08/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 07/08/2017, (ud. 15/05/2017, dep.07/08/2017),  n. 19683

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Presidente –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28711/2015 proposto da:

T.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA D’ARA COELI

1, presso lo studio dell’avvocato FEDERICO M. FERRARA, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato SERGIO FABRIZI;

– ricorrente –

contro

– intimati –

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA 8018440587, in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente e ricorrrente incidentale –

avverso l’ordinanza n. R.G. 78866/2014 del TRIBUNALE di MILANO,

depositata il 07/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 15/05/2017 dal Consigliere Dott. MARCO MARULLI.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. Con il ricorso in atti parte ricorrente ha inteso chiedere la cassazione dell’impugnata ordinanza sul rilievo che essa ne aveva rigettato il ricorso L. 26 luglio 1975, n. 354, ex art. 35, sulla base di documenti in tutto o in parte estranei alla vicenda ed incorrendo nell’erronea valutazione delle risultanze di prova.

2. Resiste con controricorso e ricorso incidentale condizionato l’intimato che ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il primo motivo di ricorso è manifestamente infondato, essendo opinione di questa Corte che la violazione o la falsa applicazione dell’art. 116 c.p.c., è configurabile solo allorchè si alleghi che il giudice “abbia disatteso, valutandole secondo il suo prudente apprezzamento, delle prove legali, ovvero abbia considerato come facenti piena prova, recependoli senza apprezzamento critico, elementi di prova soggetti invece a valutazione” (Cass., Sez 6-L, 27.12.2016, n. 27000), circostanze che non ricorrono nella specie, non avendo la relazione del direttore della casa circondariale natura di prova legale e non essendosi il decidente limitato al suo acritico recepimento.

2. Il secondo motivo è inammissibile risolvendosi esso nella postulazione di un rinnovato apprezzamento delle risultanze istruttorie, che compete unicamente al giudice di merito operare e che non può essere sindacato in questa sede, essendo estraneo al perimetro del giudizio di legittimità.

3. Il ricorso incidentale essendo condizionato,è assorbito dal rigetto del ricorso principale.

4. Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese e l’obbligo del medesimo al versamento previsto in caso di rigetto di inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione dal D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.

PQM

 

Respinge il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese che liquida in Euro 600,00, oltre ad eventuali spese prenotate a debito.

Dichiara che sussistono i presupposti per il versamento previsto dal D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 1, il 15 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 agosto 2017

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