Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19672 del 03/10/2016


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Cassazione civile sez. un., 03/10/2016, (ud. 20/10/2015, dep. 03/10/2016), n.19672

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SANTACROCE Giorgio – Primo Presidente –

Dott. ODDO Massimo – Presidente Sezione –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente Sezione –

Dott. DI CERBO Vincenzo – Consigliere –

Dott. NAPOLETANO Giuseppe – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – rel. Consigliere –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 21313-2014 proposto da:

B.A., + ALTRI OMESSI

– ricorrenti –

contro

SOCIETA’ ITALIANA PER CONDOTTE D’ACQUA S.P.A., in persona del legale

rappresentante pro – tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

COLA DI RIENZO 297, presso lo studio degli avvocati ANTONIO MONACO,

GIOVANNI DEL SIGNORE, che la rappresentano e difendono, per delega a

margine del controricorso;

– controricorrente –

nonchè contro

RFI – RETE FERROVIARIA ITALIANA S.P.A.;

– intimata –

per la risoluzione del conflitto di giurisdizione tra le sentenze nn.

8666/2008 del TRIBUNALE DI ROMA depositata il 16/04/2008, e n.

5443/2014 del TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE di ROMA depositata

il 22/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/10/2015 dal Consigliere Dott. TRAVAGLINO GIACOMO;

uditi gli avvocati Francesco ROSI, Giovanni DEL SIGNORE;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GIACALONE GIOVANNI, che ha concluso per la declaratoria della

giurisdizione del giudice ordinario.

Fatto

I FATTI

I proprietari e i conduttori di alcuni immobili di fronte ai quali era stato collocato il cantiere dell’Alta Velocità sulla tratta (OMISSIS) convennero la TAV s.p.a. ed altre società dinanzi al giudice ordinario per l’accertamento della non tollerabilità di immissioni di polveri e rumori e della violazione, da parte delle stesse convenute, del Protocollo d’Intesa stipulato con il Comune di Roma, chiedendone la condanna al pagamento dell’indennità ex art. 844 c.c., oltre al risarcimento dei danni, ex artt. 2043 e 2059 c.c., per violazione dell’art. 674 c.p..

Il giudice adito declinò la propria giurisdizione.

Riproposta la domanda dinanzi al Tar, il giudice amministrativo ritenne a sua volta il proprio difetto di giurisdizione.

Gli attori hanno proposto ricorso a questa Corte per conflitto negativo di giurisdizione, ex art. 362 c.p.c., comma 2, n. 1.

Resiste, tra le parti intimate, la sola Società Italiana per Condotte d’acqua con controricorso.

Diritto

LE RAGIONI DELLA DECISIONE

Il conflitto negativo deve essere risolto dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario.

Nella specie, come condivisibilmente osserva il Tar adito, non rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la domanda rivolta, in via principale, a denunciare una lesione di un diritto dominicale o di godimento da detenzione qualificata in conseguenza di comportamenti meramente materiali posti in essere nell’esecuzione di un’opera pubblica, e, in via consequenziale, al conseguimento di indennizzi e risarcimenti, non avendo gli attori nè contestato il progetto e l’ubicazione della linea ferroviaria, nè messo in discussione (sia pur soltanto incidenter tantum) i provvedimenti amministrativi di approvazione dei relativi lavori pubblici.

Il principio di diritto così enunciato appare conforme alla giurisprudenza di questa Corte formatasi in subiecta materia (per tutte, Cass. ss.uu. 14668/2011 e 22116/2014), non apparendo, di converso, conferente il precedente di queste sezioni unite, evocato in sentenza dal giudice ordinario inizialmente adito dagli odierni ricorrenti (Cass. ss.uu. 15660/2005), poichè relativo a diversa fattispecie, avente ad oggetto una domanda risarcitoria proposta sulla base della asserita illegittimità di un progetto, in conseguenza della quale la domanda stessa era stata proposta.

PQM

La Corte, pronunciando sul conflitto, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario.

Poichè il presidente del collegio, Dott. Santacroce giorgio è impossibilitato, (Ndr: testo originale non comprensibile) è sottoposto dal componente più anziano a (Ndr: testo originale non comprensibile) c.p.c., u.c..

Così deciso in Roma, il 20 ottobre 2015.

Depositato in Cancelleria il 3 ottobre 2016

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