Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19632 del 22/07/2019

Cassazione civile sez. VI, 22/07/2019, (ud. 04/04/2019, dep. 22/07/2019), n.19632

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCIOTTI Lucio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – rel. Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29920-2017 proposto da:

F.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUIGI

SETTEMBRINI 28, presso lo studio dell’avvocato ULPIANO MORCAVALLO,

che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 3075/6/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di ROMA, depositata il 30/05/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/04/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ROSARIA

MARIA CASTORINA.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

La Corte:

costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1-bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016, osserva quanto segue;

Con sentenza n. 3075/6/2017, depositata il 30.5.2017, non notificata, la CTR del Lazio rigettava l’appello proposto da F.S. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate sul presupposto che la cartella di pagamento sottesa all’intimazione fosse stata regolarmente notificata.

Avverso la sentenza della CTR F.S. ha proposto ricorso per cassazione, affidato a un motivo, illustrato con memoria.

L’Agenzia delle Entrate si è costituita al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione.

1. Con il motivo il contribuente censura la sentenza di appello per error in procedendo consistente nella violazione del giudicato esterno formatosi in altro giudizio in cui era stata ritenuta la mancanza di prova di rituale e tempestiva notificazione della cartella esattoriale presupposta alla riscossione.

La censura non è fondata.

Correttamente la CTR ha ritenuto non invocabile dal contribuente l’esistenza di un giudicato sulla validità della notifica della cartella. Nella specie, nel giudizio all’esito del quale si sarebbe formato il giudicato, erano state impugnate delle iscrizioni ipotecarie annullate perchè il concessionario, non costituitosi, non aveva provato al regolare notifica delle cartelle di pagamento poste a base dell’iscrizione.

Nessuna statuizione è, pertanto, intervenuta sulla regolarità della notifica delle cartelle, sicchè nessun giudicato, invocabile in altro giudizio, può ritenersi formato sul punto.

La pronuncia della CTP Roma (n. 32/41/11) è di contenuto meramente processuale e non è idonea alla formazione del giudicato sul diritto soggettivo sostanziale affermato in questo giudizio; il difetto di prova della notifica delle cartella, attesa la mancata costituzione, in quel giudizio, del concessionario non ha alcun valore decisorio nel presente giudizio (Cass. 341/2015).

Nella pronuncia della CTP mancano accertamenti idonei a incidere in modo definitivo sulla fondatezza delle pretese vantate dal soggetto.

Vero che il giudicato sostanziale può estendersi anche alle questioni non controverse, ma è necessario che su queste ultime il giudice abbia compiuto un vero e proprio accertamento, così necessariamente e inscindibilmente collegato con il dictum finale, da non costituire la semplice affermazione incidenter tantum di uno dei presupposti logici della decisione, bensì l’oggetto, esso stesso, della statuizione finale (Cass. 13.3.2003, n. 3737; Cass. 22212/2004).

Il ricorso deve essere, conseguentemente, rigettato.

Nulla sulle spese in considerazione del fatto che l’Agenzia delle Entrate si è costituita al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione. Sussistono i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2012, n. 115, art. 13, comma 1 – quater.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Sussistono i presupposti per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2012, n. 115, art. 13, comma 1-quater.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 4 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 22 luglio 2019

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