Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19626 del 09/07/2021

Cassazione civile sez. I, 09/07/2021, (ud. 19/05/2021, dep. 09/07/2021), n.19626

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SCOTTI Umberto Luigi Cesare Giuseppe – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21644/2020 proposto da:

B.A., rappresentato e difeso dall’avv. Ettore Fausto Pucillo,

(Pec: ettorefausto.pucillo.monza.pecavvocati.it) giusta procura

speciale in calce al ricorso per cassazione;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’avvocatura generale dello Stato che lo rappresenta ope legis;

– intimato –

avverso la sentenza n. 4600/2019 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 18/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

19/05/2021 dal Cons. Dott. TERRUSI FRANCESCO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

B.A., gambiano, ricorre per cassazione, con tre motivi, contro la sentenza della corte d’appello di Milano che ne ha respinto il gravame in tema di protezione internazionale;

il Ministero dell’Interno ha depositato un semplice atto di costituzione.

Diritto

CONSIDERATO

che:

I. – col primo motivo è dedotta la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, artt. 8 e 27, D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c), D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, in relazione al mancato riconoscimento della protezione sussidiaria;

il motivo è inammissibile poiché dalla sentenza si evince che la domanda di protezione era stata ancorata all’allontanamento dal Gambia “per motivi di carattere economico-privatistico”, senza ulteriori deduzioni;

nel ricorso non risulta specificato, in prospettiva di autosufficienza, quando e come sia stata introdotta nel giudizio la questione della minaccia di danno grave di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c);

II. – col secondo motivo si assume la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, per motivazione apparente in ordine al giudizio di non credibilità soggettiva;

il motivo è inammissibile non avendo la corte d’appello incentrato la ratio decidendi su tale giudizio;

III. – col terzo motivo si denunzia la violazione dell’art. 5 T.U. Imm. a proposito del mancato riconoscimento della protezione umanitaria;

il motivo è inammissibile per difetto di specificità, oltre che per attinenza al merito, avendo la corte d’appello escluso l’esistenza di un apprezzabile livello di integrazione del ricorrente in Italia con valutazione in fatto incentrata sulla mancanza di prove dell’attività lavorativa allegata come al nero;

IV. – l’atto di costituzione dell’avvocatura dello Stato non costituisce controricorso, per cui non devesi provvedere sulle spese processuali.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello relativo al ricorso, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 19 maggio 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 luglio 2021

 

 

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