Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19623 del 16/09/2010

Cassazione civile sez. trib., 16/09/2010, (ud. 24/06/2010, dep. 16/09/2010), n.19623

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Edilizia Sud Srl, in persona dell’Amministratore unico e legale

rapp.te p.t, elettivamente domiciliata in Roma Via di Pietralata n.

320 presso lo studio dell’Avv. Mazza Ricci Gigliola che la

rappresenta e difende giusta mandato speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Puglia n. 205/25/07;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio dal

Consigliere Dott. Giovanni Carleo.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Premesso che il relatore ha depositato la seguente relazione: “La contribuente propone ricorso per cassazione avverso la Sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia n. 205/25/07, depositata il 10.12.2007, con la quale e’ stato accolto l’appello dell’Ufficio avverso la sentenza di primo grado della CTP di Foggia con cui era stato accolto il ricorso della contribuente avverso gli avvisi di accertamento Irpeg ed Ilor 1990 e 1991. L’Agenzia delle entrate non si e’ costituita.

2) La ricorrente ha lamentato con la prima doglianza l’omessa ed insufficiente motivazione circa un fatto controverso e decisivo (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 12, comma 3); con la seconda doglianza la violazione e falsa a applicazione di legge (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 in relazione al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 12, comma 5 e art. 59, comma 1); con la terza doglianza la violazione e falsa a applicazione di legge (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 in relazione al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 2, art. 32, art. 42, comma 1).

3) I primi due motivi sono sostanzialmente connessi tra loro in quanto si fondano entrambi sull’erroneo presupposto che il giudice di appello avrebbe pronunciato l’inammissibilita’ del ricorso introduttivo avverso l’avviso di accertamento relativo all’anno 1991 in quanto il contribuente non si era munito di difensore benche’ la controversia presentasse un valore superiore a L. 5 milioni. La CTR avrebbe quindi sbagliato perche’ in tale ipotesi l’inammissibilita’ del ricorso scatta solo a seguito dell’ordine ineseguito, nei termini fissati dal presidente della commissione o della sezione o dei collegio, di munirsi di assistenza tecnica tramite il conferimento dell’incarico ad un professionista abilitato e comunque avrebbe dovuto disporre la rimessione della causa alla CTP, In realta’, entrambe le censure sono inammissibili perche’ non sono assolutamente in correlazione con la ratio decidendi della decisione impugnata, che e’ invece fondata sulla diversa considerazione che il ricorso introduttivo, avverso l’avviso di accertamento relativo all’anno 1991, era stato sottoscritto solo da un difensore privo di mandato in quanto sprovvisto della sottoscrizione autografa del ricorrente riferita all’indicazione dell’incarico a norma del cit. decreto, art. 12, comma 3. E’ ugualmente inammissibile sia pure per altre ragioni l’ultimo motivo di impugnazione, secondo cui l’Ufficio non avrebbe assolto il dovere di porre a conoscenza della contribuente i documenti acquisiti da terzi con la conseguenza che la stessa non era stata posta in condizione di espletare le proprie difese. A riguardo, e’ utile rilevare che la CTR ha opportunamente evidenziato nella decisione che le notizie ed i dati raccolti dai terzi erano noti alla contribuente in quanto contenuti e specificamente dettagliati nel verbale di constatazione notificato al sig. S.M. nella sua qualita’ di amministratore unico della Edilizia Sud srl, puntualmente richiamati nell’accertamento….allo stesso notificato.

L’inammissibilita’ discende pertanto dalla considerazione che, dovendo ritenersi preclusa ogni possibilita’ per la Corte di cassazione di procedere ad un nuovo giudizio di merito attraverso l’autonoma valutazione delle risultanze degli atti di causa, deve ritenersi inammissibile la doglianza mediante la quale la parte ricorrente avanza, nella sostanza delle cose, un’ulteriore istanza di revisione delle valutazioni e dei convincimenti del giudice di merito, diretta all’ottenimento di una nuova pronuncia sul fatto, sicuramente estranea alla natura e alle finalita’ del giudizio di cassazione. Cio’ posto, in conclusione, si ritiene che il ricorso possa essere deciso in camera di consiglio in quanto manifestamente infondato”;

considerato che il Collegio ha condiviso le considerazioni contenute nella relazione, ritualmente comunicata al P.G. e notificata ai difensori;

ritenuto che il ricorso deve essere pertanto rigettato per la sua manifesta infondatezza e che non occorre provvedere sulle spese in quanto la parte vittoriosa, non essendosi costituita, non ne ha sopportate.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Nulla spese.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 giugno 2010.

Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2010

 

 

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