Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19619 del 04/08/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 04/08/2017, (ud. 01/03/2017, dep.04/08/2017),  n. 19619

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22145/2015 proposto da:

S.A., titolare dell’omonima ditta individuale, già

Nautica S. di A.S. & C. s.n.c., elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA OMBRONE 14, presso lo studio dell’avvocato

GIUSEPPE FILIPPO MARIA LA SCALA, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato FRANCESCO DEL STABILE;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 497/34/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di PALERMO, SEZIONE DISTACCATA di CATANIA, depositata il

11/02/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’01/03/2017 dal Consigliere Dott. PAOLA VELLA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

1. a seguito di indagini finanziarie, l’Agenzia delle Entrate ha rideterminato i ricavi della società “Nautica S. di A.S. & C. s.n.c.” – e conseguentemente i redditi di partecipazione dei soci S.A. e L.S.L. – emettendo conseguenti avvisi di accertamento che sono stati impugnati sia dalla società che dai soci, con ricorsi riuniti e parzialmente accolti dalla C.T.P.;

2. S.A. – ora nella qualità di titolare dell’omonima ditta individuale in cui dichiara essersi trasformata la predetta società – ropone tre censure avverso la sentenza con cui la C.T.R. ha respinto gran parte dei motivi dell’appello, limitandosi ad accogliere il prospettato errore di calcolo e quindi rideterminando “i ricavi imputabili alla società ricorrente per l’anno di imposta 2005 in Euro 164.734,31 con conseguente obbligo di ricalcolo delle imposte dovute dai singoli soci e della società, oltre le sanzioni”;

3. all’esito della Camera di consiglio il Collegio ha disposto l’adozione della motivazione in forma semplificata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

4. il Collegio, nel prendere atto che l’odierno ricorrente dichiara di agire “quale titolare della omonima ditta individuale, a seguito della trasformazione della Nautica S. snc, nonchè socio della stessa” (v. pag. 20 del ricorso), e pur rilevando l’assenza di specifiche indicazioni temporali circa l’epoca della dedotta trasformazione – che ha evidentemente comportato il venir meno della qualità di socia in capo a L.S.L. – rileva d’ufficio il difetto di integrità del contraddittorio;

5. dalla sentenza impugnata risulta infatti che, mentre dinanzi alla C.T.P. erano stati riuniti i tre ricorsi presentati separatamente dalla società e dai due soci S. e L.S., dinanzi alla C.T.R. il giudizio si è svolto nei confronti della sola società, che aveva interposto gravame;

6. al riguardo va fatta applicazione della consolidata giurisprudenza di questa Corte per cui, in ipotesi di litisconsorzio processuale – che si verifica, anche nel contenzioso tributario, “quando la presenza di più parti nel giudizio di primo grado debba necessariamente persistere in sede di impugnazione”, onde “evitare possibili giudicati contrastanti in ordine alla stessa materia e nei confronti di quei soggetti che siano stati parti del giudizio” – “l’omessa notifica dell’impugnazione ad un litisconsorte necessario non si riflette sulla ammissibilità o sulla tempestività del gravame, che conserva, così, l’effetto di impedire il passaggio in giudicato della sentenza impugnata, ma determina solo l’esigenza della integrazione del contraddittorio, iussu iudicis, ai sensi dell’art. 331 c.p.c.” e, in mancanza, “la nullità dell’intero processo di secondo grado e della sentenza che lo ha concluso, rilevabile d’ufficio anche in sede di legittimità” (Cass. 18683/16; cfr. Cass. 1274/15, 25719/14, 445/13, 11890/12, 11506/12, 14423/10, 27437/08, 1789/04);

7. rilevata la conseguente nullità del giudizio d’appello, la sentenza impugnata va cassata con rinvio al giudice a quo perchè provveda ai sensi dell’art. 331 c.p.c., oltre che alla statuizione sulle spese del presente grado.

PQM

 

Pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Sicilia – sez. distaccata di Catania, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, a seguito di riconvocazione, nella Camera di consiglio, il 20 luglio 2017.

Depositato in Cancelleria il 4 agosto 2017

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