Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19597 del 16/09/2010

Cassazione civile sez. II, 16/09/2010, (ud. 27/05/2010, dep. 16/09/2010), n.19597

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

VUELLE SRL, in persona del legale rappresentante, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA SARDEGNA 29, presso lo studio dell’avvocato

VASI GIORGIO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

RINALDI ROBERTO, giusta procura speciale a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

CEBO DI CECCHINI RINO & BOLOGNESI LEOPOLDO SNC, TECFIN SPA;

– intimate –

avverso la sentenza n. 331/2008 del TRIBUNALE di RIMINI, depositata

il 05/03/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

27/05/2010 dal Consigliere Relatore Dott. CARLO DE CHIARA;

è presente il P.G. in persona del Dott. ROSARIO GIOVANNI RUSSO.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

Che con la sentenza impugnata il Tribunale di Rimini ha dichiarato la propria incompetenza per territorio derogabile, essendo competente il Tribunale di Forlì, in ordine a causa, relativa a subappalto, introdotta dalla subappaltante s.r.l. Vuelle nei confronti della subappaltatrice s.n.c. CE.BO. di Cecchini Rino e Bolognesi Leopoldo (e con la chiamata in causa della s.p.a. Tecfin, cessionaria dei crediti della seconda) per la risoluzione del contratto di subappalto per inadempimento della subappaltatrice, il risarcimento del danno e la declaratoria di inesistenza di crediti, derivanti dal subappalto, vantati dalla convenuta nei confronti dell’attrice;

che il Tribunale ha ritenuto che la competenza si radicasse davanti al Tribunale di Forlì sia in forza di deroga convenzionale prevista dall’art. 22 del contratto di subappalto, sia ai sensi degli artt. 19 e 20 c.p.c. avendo la società convenuta sede e stabilimento in (OMISSIS) ed essendo l’obbligazione sorta e da eseguirsi in Gambettola, ove aveva sede la società attrice, centri situati entrambi nel circondario del Tribunale di Forlì;

che la s.r.l. Vuelle ha quindi proposto ricorso per regolamento di competenza per tre motivi, illustrati anche da memoria;

che, avviata la procedura camerale ai sensi dell’art. 375 c.p.c., il P.M. ha concluso per il rigetto del ricorso;

che le parti intimate non hanno svolto difese in questa sede.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che con il primo motivo si deduce che non sussisteva alcuna deroga convenzionale alla competenza territoriale, avendo la convenuta prodotto in giudizio un contratto di subappalto (contenente la clausola di deroga) privo di sottoscrizione delle parti;

che con il secondo, subordinato motivo si deduce che comunque la clausola in questione non prevedeva l’esclusività del foro convenzionale (art. 29 c.p.c., comma 2);

che con il terzo motivo si deduce l’inammissibilità dell’eccezione di incompetenza territoriale, sollevata dalla convenuta nella comparsa di risposta facendo generico riferimento al luogo di origine e di esecuzione dell’obbligazione, ma senza alcun richiamo specifico all’obbligazione dedotta in contratto e al luogo di esecuzione della stessa, nonchè senza affatto considerare il forum destinatae solutionis dell’obbligazione di pagamento del corrispettivo del subappalto, pure dedotta in giudizio con espressa domanda di accertamento negativo;

che va prioritariamente esaminato il terzo, pregiudiziale motivo di ricorso, il quale va accolto (con conseguente assorbimento degli altri);

che, invero, le osservazioni della ricorrente in punto di fatto trovano pieno riscontro nella comparsa di risposta della convenuta (quanto alla genericità e incompletezza dell’eccezione di incompetenza) e nell’atto di citazione e nelle conclusioni finali dell’attrice (quanto alla presenza anche di una domanda di accertamento negativo di crediti dell’appaltatrice), mentre, in punto di diritto, va data continuità all’orientamento di questa Corte secondo cui il convenuto riguardo ad obbligazioni derivanti dallo stesso contratto ha l’onere di contestare, a pena di preclusione, il foro territoriale scelto dall’attore rispetto al luogo di adempimento di ciascuna di esse, perchè la competenza del giudice adito è sufficiente sussista per una soltanto, così come nel caso di pluralità di domande nei confronti della stessa parte (cfr., tra le più recenti, Cass. 11980/1998, 5283/2004, 19958/2005);

che pertanto, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata, avendo il giudice preso in considerazione un’eccezione di incompetenza generica e incompleta, e va conseguentemente dichiarata la competenza del Tribunale di Rimini, davanti al quale il processo andrà riassunto nei termini di legge e che provvederà anche sulle spese processuali.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e dichiara la competenza del Tribunale di Rimini, il quale provvederà anche sulle spese processuali.

Così deciso in Roma, il 27 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2010

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