Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19547 del 30/09/2016


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Cassazione civile sez. lav., 30/09/2016, (ud. 12/05/2016, dep. 30/09/2016), n.19547

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NOBILE Vittorio – Presidente –

Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 3686-2013 proposto da:

Z.M., C.F. (OMISSIS), D.M., C.F. (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA ALBA 12/A, presso lo studio

dell’avvocato CARLO ALESSANDRINI, rappresentati e difesi

dall’avvocato LOREDANA DI FOLCO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

CATERPILLAR FLUID SYSTEMS S.R.L. P.I. 11069880158, già RAPISARDA

INDUSTRIES S.R.L., in persona del procuratore e legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA,

LUNGOTEVERE MARZIO 1, presso lo studio dell’avvocato LUCA VIANELLO,

che la rappresenta e difende unitamente agli avvocati BARBARA

MIGLIORINI, BRUNO GUIDA, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 8600/2011 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 23/02/2012 R.G.N. 10707/2006;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

12/05/2016 dal Consigliere Dott. NICOLA DE MARINIS;

udito l’Avvocato DE FOLCO LOREDANA;

udito l’Avvocato VIANELLO LUCA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CERONI FRANCESCA, che ha concluso per l’accoglimento per quanto di

ragione per Z. estinzione per D..

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza del 23 febbraio 2012, la Corte d’Appello di Roma, in parziale riforma della decisione resa dal Tribunale di Frosinone, respingeva anche le domande dal primo giudice accolte e, così, ogni pretesa originariamente azionata da D.M. e Z.M. nei confronti della Rapisarda Industries S.r.l., alle cui dipendenze assumevano di aver svolto mansioni riconducibili alla figura di “Manutentore di impianti tecnologicamente complessi” di cui al CCNL per l’industria della gomma-plastica, pretesa avente ad oggetto il riconoscimento, in relazione alle mansioni di fatto svolte a decorrere dal 1992, del corrispondente inquadramento superiore.

La decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto erroneo il pronunciamento del primo giudice in ordine alla mancata contestazione da parte della Società del requisito legittimante il riconoscimento del superiore inquadramento rivendicato, dato dalla complessità tecnologica degli impianti su cui i lavoratori erano intervenuti, mancando nel ricorso la specificazione del fatto da contestare, identificabile nell’indicazione delle macchine oggetto dei loro interventi manutentivi e non nel dato, frutto, viceversa, di un giudizio tecnico-scientifico, della loro complessità tecnologica, e, comunque, dovendosi ritenere quella contestazione, ove riferita al predetto dato tecnico riguardato come presupposto per il riconoscimento del diritto, ampiamente formulata, ed altresì non ravvisabile, alla luce dell’espletata istruttoria, la ricorrenza in concreto del requisito medesimo.

Per la cassazione di tale decisione ricorrono i lavoratori, affidando l’impugnazione ad un unico articolato motivo, cui resiste, con controricorso, la Caterpillar Fluid System S.r.l., nuova denominazione assunta dalla Società a far data dal 1 gennaio 2012.

Nelle more il ricorrente D. ha presentato rinuncia al ricorso accettata dalla Società.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Premesso che, stante l’intervenuta rinuncia, cui consegue il dichiarasi nei confronti dell’originario ricorrente D.M. l’estinzione dell’intero processo, senza attribuzione di spese, l’esame del ricorso deve ritenersi limitato alla posizione di Z.M., è a dirsi come con l’unico motivo, nel denunciare la violazione e falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c., art. 167 c.p.c., comma 1, art. 414 c.p.c. e art. 416 c.p.c., comma 3, in una con il vizio di omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione fra le parti, il ricorrente lamenti da pane della Corte territoriale l’erronea applicazione del principio di non contestazione quale definito dalla giurisprudenza di questa Corte, ribadendo che la Società datrice nulla avrebbe opposto alla deduzione, qualificabile in sè come fatto, per cui i ricorrenti avevano operato interventi manutentivi relativamente ad impianti tecnologicamente complessi, requisito professionale in sè sufficiente al riconoscimento del superiore inquadramento rivendicato.

Il motivo risulta infondato, dovendo condividersi le argomentazioni in base alle quali la Corte territoriale ha ritenuto difettare nella specie la prova del fatto costitutivo del diritto azionato con il ricorso introduttivo, fatto costitutivo, in effetti, non individuabile e, comunque, non tale da potersi esaurire nel riferimento al contenuto professionale caratterizzante il rivendicato superiore inquadramento, dato dall’eseguire interventi su gruppi o impianti “tecnologicamente avanzati”, atteso che tale locuzione deve intendersi come espressiva di una mera qualificazione del fatto, insuscettibile, in quanto giudizio, di essere asseverata valendosi di mezzi istruttori, sia che si tratti di prova diretta sia indiretta per difetto di contestazione – che, pertanto, correttamente e stata ritenuta non invocabile dalla Corte territoriale, discostandosi dal pronunciamento in senso contrario espresso in prime cure – e non identificativa del fatto che invece corrisponde al dato suscettibile di quella qualificazione e, dunque, nella specie, ai gruppi o impianti su cui il ricorrente ha effettuato gli interventi che siano qualificabili tecnologicamente avanzati, della cui allegazione e prova è ex art. 2697 c.c. onerata parte attrice, allegazione e prova che, secondo il rilievo svolto dalla Corte territoriale e non fatto oggetto di specifica censura, qui palesemente difetta, risultandone così la carenza di specificazione della causa petendi in contrasto con l’art. 4141 c.p.c..

Il ricorso di Z.M. va dunque rigettato con compensazione delle spese tenuto conto dell’alternanza degli esiti dei giudizi di merito.

PQM

La Corte dichiara estinto il processo nei confronti di D.M. senza che si debba provvedere sulle spese in relazione allo stesso. Rigetta il ricorso di Z.M. e compensa le spese.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente Z., dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. D.P.R., art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 12 maggio 2015.

Depositato in Cancelleria il 30 settembre 2016

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